Di certo una tratta Enna-Portogruaro (Veneto) al completo su Flixbus o nessun volo disponibile per le tratte più disparate da Sicilia e Calabria a qualsiasi angolo d’Italia non è una scena da tutti i giorni. Eppure, con l’emergenza cenere dell’Etna che ha paralizzato i trasporti aerei (e non solo) siciliani, in questi giorni è la realtà che si trovano ad affrontare tutti coloro che devono raggiungere o partire da Catania. O, in realtà, anche da altre parti dell’Isola.
Dire “siamo intrappolati” magari è iperbolico, ma deve essere la sensazione provata in queste ore da tanti che hanno bisogno di viaggiare per svariati motivi: lavoro, famiglia, eventi positivi o negativi, studio…
Con l’emergenza cenere dell’Etna, stop all’aeroporto di Catania
L’ultimo avviso divulgato dalla SAC indica che almeno fino alle 23.59 di lunedì 28 settembre – salvo cambiamenti repentini della situazione – le attività di volo rimangono sospese. Alcuni voli sono stati dirottati – e in alcuni casi è quasi “una fortuna”, salvi i disagi per il rientro dalle nuove città di destinazione -, per altri è arrivata la cancellazione. Come nel periodo del caldissimo Ferragosto etneo, la Regione Siciliana è intervenuta mettendo a disposizione treni e mezzi aggiuntivi per sostenere i passeggeri.
“In una situazione emergenziale – si legge in una dichiarazione dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò – la Regione Siciliana ha quindi messo in campo risorse, mezzi e personale per garantire un servizio essenziale ai cittadini e ai viaggiatori, intervenendo laddove necessario per assicurare il collegamento con Catania”.
“Il governo Schifani – aggiunge una nota odierna della Regione -, preso atto che alcuni vettori non hanno provveduto direttamente a garantire il trasporto dei propri passeggeri fino alla destinazione finale, si è assunta questo onere, organizzando un articolato servizio di collegamento dagli aeroporti interessati”. Da sabato Trenitalia ha aumentato l’offerta ferroviaria di oltre 5.300 posti (+63% circa); si aggiungono, inoltre, oltre cento pullman tra 50 e 80 posti messi a disposizione per garantire i trasferimenti da/per lo scalo etneo.
Costi esorbitanti, disponibilità al minimo
Con numeri così grandi, però, anche uno sforzo di queste dimensioni può non bastare a evitare voli in overbooking. E i passeggeri che sono già al corrente della situazione Etna e si trovano in procinto di tornare in Sicilia o di partire da Catania sono alla disperata ricerca di mezzi alternativi. Chi non è riuscito a sapere con largo anticipo le sorti del proprio volo si è trovato a fare i conti con collegamenti dai prezzi esorbitanti (si parla anche di centinaia di euro per una semplice tratta nazionale su oggi, domani o dopodomani), con i tanti “sold out” e con i treni rimasti senza posti.
E non sono solo le tratte normalmente trafficate – come Catania-Roma o Catania-Napoli – a essere state prese d’assalto. Anche da Messina, Palermo, Trapani, Lamezia Terme e perfino città interne della Sicilia come Enna e Caltanissetta, trovare un posto su un autobus o un treno per qualche destinazione italiana è praticamente un miraggio. A titolo esemplificativo, alcune tratte ricercate nel pomeriggio del 28 settembre per partenze in giornata o domani. Per molti luoghi non si trovano posti disponibili a prezzi più o meno standard fino all’1 o al 2 ottobre.
A titolo meramente esemplificativo, di seguito le disponibilità ricercate per diverse tratte (alcune comuni e gettonate, altre meno). Tante alternative richiedono diverse ore di scalo, il pagamento di somme importanti e hanno spesso uno o due posti. Le ricerche sono state effettuate tutte in data 28 settembre (pomeriggio), per partenze previste il 28 o il 29 settembre, e sono state considerate – sempre a titolo di semplice esempio, in quanto non si tratta di un fenomeno legato alla responsabilità o alla gestione della singola compagnia – servizi di trasporto in autobus (Flixbus), compagnie aeree (Ita e Ryanair) e Trenitalia.
L’Ingv: “Un fenomeno nuovo”
E nessuno sa se, per inizio ottobre, la situazione Etna sarà finalmente risolta. Neanche l’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che segue 24 ore al giorno l’attività vulcanica, è in grado di fare previsioni sulla fine delle emissioni di cenere o sulla riapertura di Fontanarossa. Il fenomeno che sta interessando l’Etna, tra l’altro, è particolarmente interessante quanto anomalo. Al QdS.it il vulcanologo Salvo Gambino ha sottolineato come non sia in corso “alcun tipo di attività eruttiva, di natura esplosiva e stromboliana“. “Il problema riguarda quest’emissione continua di cenere, direzionata dal vento proprio nella direzione che va a colpire l’aeroporto Fontanarossa producendo i disagi a cui tutti stiamo assistendo. Si tratta di un fenomeno nuovo, inedito, in quanto osserviamo un’emissione di cenere prolungata di colore rossastro. Secondo i nostri studi si tratta di terra ‘vecchia’ rimasta incastrata all’interno della montagna durante le pesanti eruzioni di luglio-agosto e che adesso sta risalendo attraverso i gas che la ri-mobilitano facendola riemergere”, ha sottolineato l’esperto (leggi qui l’intervista completa a Gambino).
Per avere aggiornamenti sui collegamenti e sulla situazione dell’aeroporto di Catania, è possibile chiedere all’helpdesk dello scalo o fare riferimento ai canali Trenitalia. Informazioni sull’operatività dello scalo di Fontanarossa sono disponibili sui canali ufficiali e aggiornate in tempo reale.
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