Giuseppe Piraino, l’imprenditore edile indagato per truffa aggravata sui bonus edilizi a Palermo a cui oggi sono stati sequestrati 700mila euro dalla guardia di finanza si difende sui social. Lo fa con un lungo messaggio.
“Mi dà fastidio che nel carnaio venga inserita anche mia moglie – scrive l’imprenditore come riporta Adnkronos – Nessuno ha nascosto fondi, nessuno ha nascosto conti correnti, nessuno ha commesso delle distrazioni fatte per rubare soldi. Questo sia ben chiaro sia alla polizia giudiziaria sia anche a chi sta facendo le indagini. Stiamo facendo opposizione. E abbiamo messo a disposizione della polizia giudiziaria fin da subito tutti i miei documenti, tutti i miei fondi, tutte le mie proprietà a disposizione”.
“Se avessi voluto distrarre fondi non li avrei messi sul conto di mia moglie”
Piraino aggiunge: “Se avessi voluto distrarre fondi sicuramente non li andavo a mettere su un conto corrente legato a un mio parente così vicino. Sono sequestri cautelari a fronte di un procedimento che devo affrontare, un processo dove io farò opposizione e dimostrerò sicuramente la mia buona fede e il mio corretto uso di quello che è stata la mia società di costruzioni”.
“Mai operato in malafede, mi rimetterò nelle mani della giustizia”
E infine: “Affronterò il processo e mi rimetterò nelle mani della giustizia. Io non ho mai operato in malafede. Siamo vittime del sistema diabolico dei crediti. Sistema che ci ha imposto di non poter vendere i crediti, di non poter compensare le tasse, di non poter finire i lavori, di poter svendere i crediti istituti bancari compresi”.
Le accuse
A ottobre 2025, l’imprenditore e la società di cui era rappresentante legale erano stati destinatari di un decreto di sequestro preventivo da oltre 3,5 milioni di euro per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita compensazione dei crediti inesistenti. Dalle indagini è emerso che degli interventi di riqualificazione di numerosi complessi residenziali finanziati con bonus edilizi non sarebbero mai stati iniziati o comunque portati a termine. Una circostanza confermata – si legge nella nota della Finanza – dalla “carenza della documentazione a supporto” e da quanto emerso dalle testimonianze di oltre 30 amministratori di condominio.
Ad aprile 2026, in relazione agli stessi fatti, a seguito di un pronunciamento della corte di cassazione, per l’imprenditore e la società sono arrivate le misure cautelari interdittive del divieto temporaneo di esercitare l’attività di impresa e del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione, dell’esclusione di agevolazione, finanziamenti, contributi o sussidi.
Le nuove indagini
Le ulteriori indagini condotte su Piraino hanno permesso di rilevare nuovi movimenti finanziari, per un totale di oltre 280mila euro, dai conti della società e da quelli del legale rappresentante verso i conti della consorte – risultata “soggetto interposto”, e di individuare diversi immobili schermati all’interno di un trust (per un valore di circa 400mila euro). Da qui il nuovo provvedimento, eseguito dalla finanza sotto l’egida della procura della repubblica di Palermo.
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