Il quartiere Uditore-Passo di Rigano di Palermo si ribella al pizzo. In queste ore, infatti, sono spuntati centinaia di “cartoline” adesive nel quale si lancia la sfida aperta alla malavita organizzata dedita alle richieste di pizzo ed estorsioni.
Il messaggio
Le cartoline sono rivolte direttamente ai “boss condannati per mafia e scarcerati”. Si legge infatti: “Bentornati, ci auguriamo che il carcere vi abbia rieducati”.
Poi l’affondo in caso di non redenzione: “Tuttavia se proverete a chiedere il pizzo noi vi denunceremo e voi tornerete in carcere”.
Gli adesivi sono stati affissi in piazza, sui pali della luce, nelle cabine elettriche e in altri luoghi ben visibili. Non sono firmati ma è un chiaro segnale dopo i tanti episodi intimidatori in varie zone della città.
Ieri il sindaco Lagalla ha incontrato i titolari del bar Cherì: “Vi aiuteremo”
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ieri mattina ha incontrato i titolari del bar Cherì nel quartiere Zen dopo l’ennesimo atto intimidatorio all’attività commerciale dove nella notte tra sabato e domenica ignoti hanno sparato trenta colpi di kalashnikov contro la vetrata laterale.
“Siamo con voi e vi aiuteremo” ha detto Lagalla ai titolari del bar. Nei prossimi giorni il primo cittadino farà visita anche ad altri imprenditori e commercianti che in questi mesi sono stati colpiti da i “picciotti” di Cosa Nostra.
Tre intimidazioni in pochi giorni per il bar Cherì
Per il bar Cherì quello di sabato notte è il terzo raid intimidatorio nel giro di due settimane: nel primo episodio, il 17 giugno, erano state piazzate “le solite” bottiglie con benzina, alcuni petardi e un biglietto con la richiesta di 5mila euro. Nel secondo episodio, sette giorni dopo (il 24 giugno, ndr) furono incendiati i condizionatori esterni. L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco evitò conseguenze peggiori. Sui tre raid indaga la polizia che ha acquisito le immagini di videosorveglianza.
Come raccontato da QdS.it, i “picciotti” tengono sotto scacco i commercianti chiedendo con fare arrogante e senza mezzi termini il “pizzo”. La quota è di 5mila euro al mese, che può essere rateizzata mentre per altri la cifra potrebbe essere anche superiore. Gli investigatori continuano ad indagare sul mandamento mafioso di San-Lorenzo Tommaso Natale. Nelle scorse settimane furono arrestati quattro giovani accusati di alcune intimidazioni fatte ad Isola delle Femmine ed a un distributore di benzina Q8 di via Lanza di Scalea, ma ancora le indagini sono all’inizio e gli investigatori sono in constante lavoro per cercare di fermare questa lunga scia che ormai da quasi un anno sta mattendo in ginocchio commercianti e imprenditori del territorio di Palermo.
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