Predisposto il ricovero di Papa Leone XIV: domani, martedì 13 ottobre, in tarda mattinata al Policlinico Gemelli a Roma. Lo riferisce la Sala stampa vaticana. Il Pontefice, ieri al termine dell’Angelus, ha detto di avere scoperto di avere un nodulo al polmone e che dovrà essere operato. Un nodulo “circoscritto” emerso dopo un controllo di routine.
Forse già domani l’intervento
Il pontefice potrebbe essere operato già domani anche se non è stato ancora specificato. Il decorso post operatorio sarà di una settimana, come è stato spiegato. Ovviamente l’agenda di Papa Leone subirà variazioni.
In questi giorni in Vaticano è in corso il summit dedicato alla famiglia a dieci anni dall’esortazione apostolica Amoris Laetitia e il pontefice ha chiesto di non pubblicare il documento finale che vuole rivedere lui stesso una volta che sarà dimesso dall’ospedale.
Possibile rientro in tempo per l’Angelus di domenica
Il primo impegno pubblico di rilevanza – visto che la messa in piazza San Pietro di mercoledì mattina per la fine del summit è stata affidata al cardinale Luis Antonio Tagle che la presiederà al posto del Pontefice – sarà l’Angelus di domenica. Al momento, tuttavia, si naviga a vista. Il pontefice dovrebbe essere ancora al Gemelli in base ai tempi del decorso post operatorio.
Si pregherà per il Papa mercoledì a messa di fine summit sulla famiglia
“Il Papa entra in ospedale domani il che implica cambiamenti sullo sviluppo dell’incontro sulla famiglia”. Lo ha annunciato padre Giacomo Costa, consultore della segreteria generale del sinodo.
La celebrazione – ha spiegato – sarà affidata al cardinale Tagle mercoledì e pregheremo anche per la salute del Papa.
L’internista: “Convalescenza post operatoria può essere breve”
Per Papa Leone XIV, in base agli elementi disponibili, “tutto fa presupporre che la convalescenza post-operatoria, che seguirà la rimozione del nodulo polmonare, possa essere breve e, probabilmente, non sarà necessario modificare l’agenda e cancellare viaggi previsti” come quello in Sud America a novembre.
“L’aspettativa è che sia una gestione senza complicanze e senza necessità di particolari controlli o cautele supplementari nel riprendere l’attività normale”. È la valutazione di Giorgio Sesti, docente di Medicina interna all’università Sapienza di Roma sull’intervento a cui, questa settimana, sarà sottoposto il pontefice come lui stesso ha annunciato all’Angelus. “Il Papa, mi sembra essere una persona in buona salute, non ha problemi di malattie croniche che possano far pensare a un decorso più lungo”, aggiunge Sesti all’Adnkronos Salute.
Per quanto riguarda il merito della malattia, continua Sesti, “la natura di un nodulo è sempre molto complicata da capire. Può trattarsi di un nodulo infiammatorio, legato a una pregressa infezione o altro. Certamente non è infettivo perché i noduli infettivi, oltre al fatto che non si presentano come unici, si curano con antibiotici e non c’è bisogno di fare interventi per asportarli. Quindi potrebbe essere un nodulo infiammatorio, totalmente benigno. Oppure può trattarsi di una neoformazione di cui poi dovrà essere individuata la natura una volta tolta”.
Il medico evidenzia che “anche se si tratta di un intervento chirurgico, non è demolitivo, è un intervento abbastanza parziale e che, in assenza di complicanze, ha un decorso breve.
È pensabile, quindi, che una settimana di ricovero e un breve periodo di convalescenza siano sufficienti a ricominciare una vita totalmente normale. Non abbiamo elementi per sapere se, successivamente, avrà bisogno di un altro paio di settimane per stare, non a letto ma più riguardato, con meno contatti o meno sforzi. Questo è difficile dirlo. Ma, dagli elementi che ho, penso a un buon decorso: ci sono tutte le premesse”, conclude Sesti.
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