Parco dei Nebrodi, archiviata inchiesta bis su attentato Antoci - QdS

Parco dei Nebrodi, archiviata inchiesta bis su attentato Antoci

redazione

Parco dei Nebrodi, archiviata inchiesta bis su attentato Antoci

mercoledì 22 Luglio 2020 - 00:05
Parco dei Nebrodi, archiviata  inchiesta bis su attentato  Antoci

Era stata la Commissione regionale antimafia a chiedere che si indagasse ancora. Fava: “Dal Gip linguaggio stravagante e superficiale, non abbiamo mai parlato di un coinvolgimento dell’ex presidente”. Che gli ha risposto, "Sconfessato dalla magistratura"

Il gip di Messina ha archiviato l’inchiesta bis sull’attentato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, nata dopo che la commissione regionale antimafia aveva chiesto s’indagasse ancora facendo “tre ipotesi”, tra cui una che ipotizzava una “messinscena”.

Il gip accogliendo la richiesta del sostituto della Dda Fabrizio Monaco, bolla le tesi dell’organo regionale come “pure elucubrazioni mentali non corroborate da alcun dato probatorio”; e afferma poi che “la conclusione raggiunta dalla Commissione (ossia che l’ipotesi dell’attentato mafioso sia la meno plausibile) appare preconcetta e comunque non supportata da alcun dato probatorio”.

Nel concludere il decreto di archiviazione, il gip scrive ancora come “le contestazioni mosse dalla Commissione non abbiano fornito utili o nuovi spunti investigativi, limitandosi ad introdurre la suggestione che non si sia trattato di un attentato quantomeno con modalità mafiose, o addirittura che l’attentato fosse una messinscena”, … la maggior parte delle criticità sollevate dalla Commissione hanno trovato una giustificazione ragionevole e comunque sostenibile”.

Fava, dal Gip linguaggio stravagante


“Il gip di Messina si è espresso con un linguaggio stravagante e superficiale. Noi non abbiamo mai parlato di un coinvolgimento di Antoci nell’attentato. La procura di Messina non ha compiuto nessun altro atto indagine, non c’è traccia di approfondimenti investigativi. Alcuni potevano essere fatti come un confronto tra i poliziotti Manganaro e Ceraolo considerato che danno ricostruzioni opposte dell’episodio”. Così il presidente della commissione regionale antimafia Claudio Fava ha commentato la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta.

Fava ha detto che non sono state fatte “ulteriori perizie per capire se l’auto poteva superare le pietre messe sulla strada per bloccare l’auto blindata di Antoci” e ha ribadito che “tutte le norme di ingaggio per gli uomini delle scorte sono state violate la sera dell’attentato”.
“La procura – ha detto Fava – ripete ciò che ha detto due anni fa e il gip è d’accordo dimostrando di aver letto con superficialità la nostra relazione”. Fava ha precisato che la commissione regionale antimafia non ha presentato esposti ma a auspicato nuove indagini.

Antoci, Fava sconfessato dalla magistratura

“Ringrazio la Dda di Messina con a capo il Procuratore Maurizio De Lucia e i suoi Sostituti per il lavoro che stanno portando avanti, certo che arriveranno anche ad assicurare alla giustizia gli autori dell’attentato mafioso subìto da me e dagli uomini della mia scorta”.

Lo ha detto Giuseppe Antoci ex Presidente del Parco dei Nebrodi, esponente nazionale del Pd e attuale Presidente Onorario della Fondazione Caponnetto.

“Ringrazio il Gip Eugenio Fiorentino – ha proseguito Antoci – che ha emesso, da giudice terzo, la prima archiviazione nella quale e stato ricostruito minuziosamente l’attentato. Ringrazio il Gip Simona Finocchiaro, ulteriore giudice terzo, che ha messo la parola fine ad una vergognosa aggressioni subìta dalla Magistratura, dalle Forze dell’Ordine, da me e dalla mia famiglia, esponendomi ad ulteriori rischi. È stato un atto vergognoso”.

“Ho già depositato alla Magistratura una corposa denuncia sul lavoro della Commissione – ha concluso Antoci – al fine di chiarire chi e perché ha ordito questo tentativo di delegittimazione, chi e perché ha esposto ancora una volta la mia persona a rischi elevatissimi, chi e perché voleva fermarmi, chi e perché, facendo questo, ha anche utilizzato le Istituzioni. Sono certo che queste riflessioni saranno affrontate in altri Palazzi. Questa vicenda non può rimanere senza conseguenze”.

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