Patrimonio arboreo di Augusta, non si placano le polemiche - QdS

Patrimonio arboreo di Augusta, non si placano le polemiche

Luigi Solarino

Patrimonio arboreo di Augusta, non si placano le polemiche

mercoledì 08 Settembre 2021 - 00:40

L’associazione “Natura sicula” ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Siracusa per la “potatura selvaggia” alla Villa comunale e in Piazza Matteotti avvenuta lo scorso agosto

AUGUSTA (SR) – Non si placano le polemiche sugli interventi di potatura del patrimonio arboreo di Augusta avviati dal Comune nel mese di Agosto.

L’Associazione Natura Sicula, infatti, ha presentato un esposto/denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa per “La potatura selvaggia di centinaia di alberi in due parti della Città di Augusta, ed esattamente alla Villa comunale e in Piazza Matteotti. Alberi pluridecennali di Ficus microcarpa, Eucalyptusglobulus e Pittosporumtobira”.

“Agli alberi sono state tagliate le branche, anche le più grosse, con annullamento, in moltissimi casi, della chioma, contro ogni buona regola agronomica – afferma il presidente di Natura Sicula, Fabio Morreale – . Le potature sono state eseguite nel periodo agronomicamente peggiore, ad agosto, ovvero in piena estate, quando le piante sono al massimo dell’attività di fotosintesi, e con temperature elevatissime”.

Per Morreale, in base a quanto prevedono le normative, la potatura in piena estate non era dovuta: “Le potature non vanno effettuate in periodo primaverile-estivo anche nel rispetto della Direttiva 2009/147/CE art. 5 lett b, la quale esplicita che non vanno danneggiate le popolazioni di uccelli, distruggendo nidi e uova; principio già contenuto nella Legge 157/92 sulla protezione della fauna selvatica: art. 21”.

“La sbrancatura a pochi centimetri dal fusto dovrebbe essere praticata solo in via straordinaria, in casi di particolari interventi di riforma, quindi mai su alberi sani – aggiunge il presidente di Natura Sicula – . Tralasciando i danni paesaggistici ed estetici arrecati, una sbrancatura che fa scomparire la chioma è una pratica agronomica dannosa che apporta danni strutturali invisibili ma fatali. Gli alberi sbrancati, infatti, diventano più fragili, e vengono esposti a un maggiore rischio di malattie e di morte”.

“L’aspettativa di vita – aggiunge – diventa molto inferiore rispetto a un albero potato correttamente. I grossi e numerosi tagli della sbrancatura consentono un facile accesso ai funghi, causando la carie e il degradamento del legno, provocando cavità e rendendo meno robusta la struttura. Quindi rischio di rotture, con conseguenti cadute e danni a persone e cose sottostanti l’albero. L’asportazione di una così grande quantità di foglie produce una grande quantità di radici morenti che minano l’ancoraggio dell’albero e causano una perdita di apporto di sali ed acqua. La soluzione alla capitozzatura non è non potare, ma farlo con criterio. Tanti tagli piccoli sono meglio di un taglio grosso”.

“Ritenendo che il Comune di Augusta non avrebbe dovuto dare avvio a questi lavori straordinari di potatura perché in contrasto con le norme sopraccitate e i principi agronomici di cui sopra, – conclude Morreale – Natura Sicula chiede alla Procura di disporre gli opportuni accertamenti”. Sempre in merito alle suddette operazioni di potatura, alcuni giorni addietro, il Comitato “Aria Nuova” aveva contestato, attraverso una nota indirizzata al sindaco, Giuseppe Di Mare, alla Soprintendenza di Siracusa, ed al Distaccamento forestale di Siracusa, gli interventi “drastici” a danno degli alberi della Villa Comunale e di Piazza Mattarella.

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