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Pecorino Romano Dop: in ultima campagna prodotti 39 mln kg

Pecorino Romano Dop: in ultima campagna prodotti 39 mln kg

Vendite in Italia +4,3%, Usa tengono in volume, cala valore

Roma, 15 lug. (askanews) – Trentanove milioni di chili di Pecorino Romano DOP prodotti nell’ultima campagna, quasi 9mila allevatori e 47 caseifici coinvolti nella filiera, un export che vale il 60% della produzione e il mercato interno fra luci e ombre: i dati della campagna 2024/2025 sono stati resi noti oggi nell’annuale assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP. Durante i lavori, che si sono svolti oggi a Siamaggiore, il presidente Gianni Maoddi ha fatto il punto anche sulle attività di tutela, vigilanza e promozione svolte nel corso dell’anno, con particolare attenzione alla questione dei dazi Usa che continuano ad alimentare incertezza e creare instabilità.

Nella campagna 2024/2025 sono stati realizzati poco più di 39 milioni di chili di Pecorino Romano DOP, come certificato dall’ente di controllo. I 47 caseifici della filiera hanno lavorato oltre 300 milioni di litri di latte, di cui il 76% destinato alla produzione della DOP. La Sardegna resta il cuore produttivo, con il 92% del totale, contro l’8% di Lazio e provincia di Grosseto; il sistema cooperativo realizza il 54% della produzione, l’industria privata il restante 46%. Nel sistema di controllo risultano oggi iscritti quasi 9mila allevatori, 47 caseifici, 15 stagionatori e 91 tra confezionatori e grattugiatori

Sul mercato italiano le vendite di Pecorino Romano DOP nella grande distribuzione crescono per il secondo anno consecutivo, raggiungendo quasi 48mila quintali, con un aumento del 4,3% rispetto al 2024. Un risultato in controtendenza rispetto al resto del comparto: considerando anche i volumi assorbiti da industria alimentare, canale horeca (ristoranti, bar e catering) e vendita al dettaglio, il consumo interno complessivo del Pecorino Romano DOP si stima in circa 123mila quintali.

Gli Stati Uniti, ha sottolineato ancora il presidente Maoddi, restano saldamente il primo mercato estero del Pecorino Romano, con circa 131mila quintali esportati nel 2025, in leggera crescita per quanto riguarda il volume ma in calo in termini di valore per effetto dei dazi. Subito dopo gli Usa segue l’Unione Europea, che assorbe quasi 55mila quintali, in aumento del 2,4%. A crescere con più forza sono però i mercati emergenti: il Regno Unito segna un +8,6%, il Canada un +16%, l’Australia un +19,6%, confermandosi una delle scommesse vincenti degli ultimi anni, confermata dalla partecipazione del Consorzio alla Fiera Fine Food di Sydney. Nel complesso, l’export 2025 sfiora i 218mila quintali, pari al 60% della produzione vendibile.

Il presidente del Consorzio Gianni Maoddi ha spiegato che i dati “confermano la solidità di una filiera che continua a crescere nonostante le difficoltà in un contesto internazionale complesso. Purtroppo, il mercato interno nel 2025 è stato caratterizzato sì da una tenuta in termini di volumi di vendita, ma da una progressiva seppur ingiustificata diminuzione in termini di valore. Per quanto riguarda i mercati esteri, registriamo una crescita interessante su mercati come il Canada e l’Australia, sui quali continueremo a puntare esplorando allo stesso tempo nuove opportunità commerciali”.