Pelé, O Rei do Futebol - QdS

Pelé, O Rei do Futebol

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Pelé, O Rei do Futebol

Giovanni Pizzo  |
venerdì 30 Dicembre 2022 - 08:25

Pelé ci ha lasciato. È andato a raggiungere Garrincha, Di Stefano, Piola, Puskas, Best e Maradona. Era una pantera nera, felino, regale, ferocemente vincente. Il commento di Giovanni Pizzo.

Edson Arantes do Nascimento Dio del pallone, O Rei del calcio e Signore della Ginga, il futebol bailado, ci ha lasciato. È andato a raggiungere Garrincha, Di Stefano, Piola, Puskas, Best e Maradona. Un Olimpo di dei del calcio che ci piace pensare passino il loro tempo eterno tra veroniche e doppi passi, tra tunnel e dribbling, rovesciate e colpi di testa.

Ho avuto il privilegio di vivere da bambino un evento che mi ricorderò a vita. Mi fu concesso di guardare, a tarda ora per la mia età, la finale dell’Azteca, dopo Italia-Germania 4-3. Il televisore era in bianco e nero, non poteva essere diversamente nel 1970, e non potei vedere quel colore giallo verde della sua divisa, ma il movimento si, purtroppo.

Era quello di una pantera nera, felino, regale, ferocemente vincente. Pelé vinse e noi perdemmo. Ed io capii il calcio, mi fu chiaro come un dipinto di Michelangelo sulla Cappella Sistina.

La palla è rotonda ma per loro era addomesticata come un cubo, avevano la quadratura del cerchio nei piedi i brasiliani e per lui, O Rei, quella sfera perfetta era quasi banale da fermare nei suoi piedi, dopo le tante palle di stracci con cui aveva giocato da bambino.

E dopo che si fermava nei suoi piedi poteva prendere 360 destinazioni differenti, quanti sono i gradi di una circonferenza. Per i suoi marcatori era difficilissimo capire dove il gioco poteva andare a parare. Di fatto lui bloccava su di sé mezza squadra avversaria, lasciando spazi di gioco immensi ai suoi compagni.

Vederlo giocare quella sera fu la mia prima cosa che facevo con gli adulti, un rito maschile a cui ero stato cooptato. Perdemmo 4-1 nonostante la famosa staffetta Mazzola-Rivera, nonostante Boninsegna, e lui segnò nonostante Burgnich, quel difensore scorbutico e nerboruto dal nome torvo.

Ma lui era di un altro pianeta anche per i suoi compagni, un alieno precipitato sul pianeta terra che faceva sembrare semplice quello che per gli altri era impossibile. Come la rovesciata in volo più vista di sempre in Fuga per la Vittoria. La dea della Vittoria è alata, ed oggi anche a O Rei sono spuntate.

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