Novità importante per chi è nato nel 1959 e si avvicina ai 67 anni, ma senza aver maturato i contributi necessari per la pensione di vecchiaia. Si tratta dell’Assegno sociale, non proprio un vero e proprio contributo pensionistico ma una forma di tutela economica.
Come funziona l’assegno sociale
L’assegno sociale è una prestazione assistenziale destinata a quelle persone che non hanno raggiunto il contributo minimo, ma hanno compiuto i 67 anni di età e si trovano con redditi molto bassi o insufficienti
Assegno Sociale, quanto è l’importo?
Nel 2026 la cifra base dell’Assegno Sociale è pari a 546,24 euro al mese e può aumentare solo al compimento dei 70 anni, grazie alle maggiorazioni previste dalla normativa. Si può arrivare fino a 770 euro.
Lo Stato riconosce un assegno mensile legato ai limiti di reddito, pensato per garantire un minimo di sicurezza economica a chi si ritrova in una fase della vita dove rientrare nel mercato del lavoro è sempre più difficile.
I requisiti per Assegno Sociale
Due i requisiti fondamentali per l’Assegno Sociale: l’età e il reddito. Il primo requisito nel 2027 sarà portato a 67 anni e 1 mese poi nel 2028 a 67 anni e 3 mesi. Il limite da rispettare per il reddito è pari a 7.101,12 euro annui per i non coniugati, mentre per le coppie il tetto sale a 14.202,24 euro.
Errore Inps sulle pensioni: 15mila pensionati devono restituire fino a 1.000 euro ad aprile
Aprile è il mese dei conguagli fiscali sulle pensioni. Quest’anno, tuttavia, circa 15mila italiani troveranno una spiacevole sorpresa nel cedolino di aprile: una trattenuta fino a 1.000 euro, dovuta a un errore fiscale commesso dall’Inps nel 2025. L’ente ha applicato una detrazione indebita e ora richiede la restituzione di quanto indebitamente erogato.
Cos’è accaduto
Ogni anno, nei primi mesi, l’Inps svolge una verifica retrospettiva delle ritenute Irpef applicate l’anno precedente: se risulta che il fisco ha trattenuto troppo, viene concesso un rimborso; se invece ci sono somme non dovute, si procede al recupero. Quest’anno l’errore è specifico: nel 2025, circa 20mila pensionati hanno ricevuto un’ulteriore detrazione fiscale prevista solo per i lavoratori dipendenti con redditi tra 20mila e 40mila euro annui. I pensionati non avevano diritto a questo beneficio, ma l’Inps lo ha comunque accreditato: per tutto il 2025, questi beneficiari hanno ricevuto assegni leggermente più alti di quanto spettasse. La differenza accumulata nel corso dell’anno può raggiungere circa 1.000 euro.
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