Non sembra prevista una vera riforma del sistema pensionistico italiano sulla prossima legge di Bilancio. La struttura della legge Fornero non subirà forti scossoni nel 2027, confermando l’attuale perimetro normativo per l’accesso alla quiescenza. Tuttavia, si profila una novità tutt’altro che trascurabile. Dal 2027 tornerà a farsi sentire il meccanismo di adeguamento automatico alle aspettative di vita. Il risultato è un primo, parziale innalzamento dell’asticella: per i lavoratori, il traguardo della pensione slitterà di un mese rispetto ai requisiti odierni.
Chi va in pensione nel 2027
Nel 2027 andare in pensione non sarà uguale per tutti, ma dipenderà in modo molto preciso dall’anno di nascita. A stabilirlo non è una nuova riforma ma l’applicazione delle norme già in vigore con la legge Fornero. Un decisivo spostamento dei requisiti che finisce per escludere una parte di lavoratori dalla finestra utile per l’uscita dal lavoro proprio nel 2027. L’Inps fa un quadro dettagliato delle pensioni sfruttabili il prossimo anno, dalla pensione di vecchiaia agli scivoli. L’ente fa, infatti, chiarezza sul meccanismo e parla anche di novità. Le certezze provengono dalle disposizioni introdotte con l’ultima legge di Bilancio e con i più recenti provvedimenti, tra cui il decreto Lavoro, spiega.
Vi è anche l’avviso di possibili ulteriori interventi prima del 2027.
Pensioni di vecchiaia
L’aggiornamento per le pensioni di vecchiaia è legato al meccanismo di adeguamento alla speranza di vita. “L’età pensionabile salirà a 67 anni e un mese, con il requisito contributivo invariato di almeno 20 anni di versamenti“, dichiara l’Inps. Per i cosiddetti contributivi puri – coloro che hanno iniziato a versare i contributi a partire dal 1° gennaio 1996 -, il diritto alla pensione non sarà legato solo ai requisiti anagrafici e contributivi. Diventa infatti vincolante il raggiungimento di un valore minimo del trattamento, che non potrà essere inferiore all’importo dell’assegno sociale. Una soglia che dai 546,24 euro attuali è destinata a lievitare fino a circa 554 euro mensili nel 2027, spinta dalla dinamica inflattiva.
Per i contributivi puri resta la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia contributiva. Questa opzione permette l’uscita con appena cinque anni di versamenti e senza limiti di importo ma con un’età anagrafica più avanzata. Nel 2027 il requisito salirà a 71 anni e un mese.
Cosa cambia per le pensioni anticipate
L’adeguamento riguarda anche le pensioni anticipate ordinarie. Non cambia la finestra mobile di 3 mesi per la decorrenza della pensione. Dal 2027 i requisiti saranno: 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 11 mesi per le donne.
Le misure di deroga
Non è ancora confermata la solita proroga. L’Ape sociale è prevista fino al 31 dicembre 2026, per ora, e consente l’uscita a 63 anni e 5 mesi. Per la quota 41 precoci vigono i seguenti requisiti: 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi prima dei 19 anni; appartenenza a categorie tutelate: disoccupati, caregiver, invalidi o addetti a lavori gravosi/usuranti; finestra di attesa di 3 mesi.
Permane anche la possibilità di uscita anticipata per lavori usuranti: 61 anni e 7 mesi di età; almeno 35 anni di contributi; raggiungimento della quota 97,6.
Esodi aziendali con l’isopensione
L’isopensione è stata prorogata fino al 2029. Lo strumento consente un anticipo fino a 7 anni rispetto ai requisiti ordinari, con costi a carico del datore di lavoro. Confermata la possibilità di accesso alla pensione anticipata per invalidità pensionabile con 56 anni per le donne e 61 anni per gli uomini, almeno 20 anni di contributi e una finestra di 12 mesi.
L’assegno sociale
Per chi possiede determinati requisiti reddituali c’è la possibilità di accedere all’assegno sociale, anche se non si hanno contributi sufficienti. Le condizioni di accesso sono le seguenti: età minima nel 2027 di 67 anni e un mese e limiti di reddito pari all’importo annuo dell’assegno sociale (o al doppio per i coniugati).
Sempre secondo l’Inps, il 2027 si configura come l’anno dai requisiti più severi ma soprattutto “di transizione”. Pianificare per tempo diventa fondamentale per scegliere la soluzione più adatta alla propria situazione contributiva e personale”.
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