Asu: arriva la “resa dei conti”, vertice a Roma in giugno - QdS

Asu: arriva la “resa dei conti”, vertice a Roma in giugno

Michele Giuliano

Asu: arriva la “resa dei conti”, vertice a Roma in giugno

venerdì 07 Giugno 2019 - 00:00
Asu: arriva la “resa dei conti”, vertice a Roma in giugno

Il ministro del Lavoro ha convocato l’assessore regionale siciliano: confronto sulla stabilizzazione. Sino ad oggi restano fuori rispetto agli altri precari della Pa: si prova un’altra “infornata”

PALERMO – La stabilizzazione dei precari della Pubblica amministrazione siciliana diventa argomento di discussione nazionale. Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, convocherà a breve a Roma l’assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone per un confronto istituzionale sugli Lsu.

“La Regione Siciliana – afferma il deputato 5 stelle alla Camera, Antonio Lombardo – dal 1997 ha autorizzato e finanziato moltissimi progetti, utilizzando oltre 6 mila Lavoratori socialmente utili, anche in amministrazioni pubbliche, ma non prevedendo un programma di fuoriuscita dal bacino di tutti gli Lsu stessi. Da anni la politica ha utilizzato questi lavoratori come un mero bacino elettorale, ora è tempo che la politica si prenda le proprie responsabilità per ridare dignità a queste persone, da troppo tempo sfruttate”.

Una condizione inaccettabile agli occhi di molti, per motivi ambivalenti. Da una parte, chi vede lo sfruttamento di tante persone che svolgono una attività lavorativa senza godere dei diritti che gli spettano, dall’altra, chi li ritiene personale “di troppo”, che impedisce a gente più competente di accedere a posti di lavoro per i quali andrebbe previsto un concorso pubblico.

Gli Asu sono in 6 mila in tutta l’Isola e vivono una condizione lavorativa anomala: non hanno un contratto, non godono di ferie e malattie, non sono dipendenti pubblici riconosciuti ma il loro stipendio è interamente a carico della Regione. Sono nati, e continuano ancora ad avere questo profilo professionale, come supporto agli impiegati, per cui non possono svolgere alcune mansioni perché per loro non sono previste indennità accessorie come, ad esempio, il “rischio” o il “disagio”.

In pratica, però, questi lavoratori gestiscono servizi essenziali. A loro si aggiungono, nell’ampio bacino dei precari siciliani, 18 mila Lsu, lavoratori socialmente utili, collocati negli enti locali, 700 contrattisti della Regione, mille operai dei Consorzi di Bonifica, per non parlare degli oltre 8.000 operatori della formazione professionale. A questi occorre aggiungere 28 mila forestali che lavorano, però, solo sei mesi per anno.

Eppure i sindacati sembrano essere ottimisti: “Sono state poste le basi per la stabilizzazione dei lavoratori Asu Regione Sicilia – si legge in una nota il sindacato Csa, che ha promosso un incontro a cui hanno partecipato l’assessore alla famiglia Antonio Scavone e l’assessore alla Funzione pubblica Bernadette Grasso, oltre ai dirigenti generali dei due uffici, Lavoro e Famiglia -. Si è decisa, su proposta del Csa la mappatura e censimento di tutti i lavoratori Asu che svolgono le loro mansioni all’interno degli enti locali, in modo da quantificare i costi della stabilizzazione di un lavoratore Asu”.

Nello stesso incontro è stato costituito il tavolo permanente regionale paritetico con l’intento di seguire l’iter legislativo della proposta unitaria del sindacato ed proporre eventuali modifiche. Inoltre, spiegano in una nota Cgil, Cisl e Uil, “è stato assicurato da parte degli assessori e dei dirigenti che dal prossimo mese il sussidio sarà pagato nel rispetto dei tempi e sulla stregua del pagamento degli stipendi dei dipendenti regionali”. Insomma, le dichiarazioni sono più che entusiastiche. “Finalmente , dopo anni di immobilismo – dicono Gianluca Cannella, Luigi D’Antona, Clara Crocè sindacalisti del Csa – si pongono le basi per poter avviare un processo complessivo di stabilizzazione per tutti gli Asu compresi quelli appartenenti ancora alle cooperative, senza che vi siano in tal senso scorciatoie a favore di alcuni,ma a danno di molti”.

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