Il sindaco del capoluogo etneo Enrico Trantino ha partecipato, al tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con i vertici di Pfizer, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali sulla vertenza che investe lo stabilimento di Catania. Presente anche il senatore Salvo Pogliese, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Industria.
Le prospettive per Pfizer Catania, il senatore Pogliese: “Importanti novità”
“Si è trattato del terzo incontro, tra riunioni plenarie e tavoli tecnici, dedicato alle prospettive dello stabilimento di Catania, per il quale il Mimit si è tempestivamente attivato fin dall’annuncio da parte dell’azienda della dismissione definitiva di due linee di produzione e delle conseguenti ricadute occupazionali. Dalla riunione di oggi – alla quale erano presenti i massimi vertici nazionali e internazionali dell’azienda – sono emerse importanti novità per i lavoratori dello stabilimento etneo: è stato infatti ufficializzato l’interessamento all’acquisto del sito da parte di tre diverse aziende farmaceutiche e vi è l’impegno di Pfizer a non procedere alla dismissione delle linee produttive fino alla conclusione degli approfondimenti del Ministero”, si legge in una nota di Pogliese.
Ora serve “un progetto solido”
“L’obiettivo – aggiunge il senatore – è tradurre tali novità in un progetto industriale solido, capace di tutelare il lavoro e valorizzare le competenze del territorio. Si tratta indubbiamente di un primo passo in avanti che andrà monitorato con la massima attenzione poiché sono in gioco i destini e le professionalità di 330 lavoratori per i quali l’azienda ha avviato le procedure di licenziamento. Catania deve difendere e tutelare un patrimonio così importante per la città e per tutta la Sicilia: la vertenza resta aperta, ma oggi ci sono nuove condizioni su cui costruire una soluzione duratura”.
“Desidero ringraziare sinceramente il ministro Adolfo Urso per la determinazione con cui sta affrontando questa complessa vertenza, cruciale per il territorio etneo e per un sito produttivo storico e strategicamente rilevante per l’intera filiera farmaceutica nazionale. Altresì un plauso alle sigle sindacali per la loro azione decisa a tutela dei lavoratori e aperta alla concertazione. Il Governo Meloni continuerà a fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità, con il massimo impegno, a tutela dell’occupazione, dei lavoratori e degli investimenti sul territorio”, conclude l’esponente di Fratelli d’Italia.
Trantino: “Passi concreti verso una prospettiva industriale per il sito e i lavoratori”
Anche il primo cittadino di Catania ha espresso soddisfazione per i risultati del tavolo di confronto al Mimit. “L’interesse manifestato da tre società internazionali per lo stabilimento Pfizer di Catania rappresenta un segnale incoraggiante e un primo passo concreto verso la costruzione di una prospettiva industriale per il sito e per i suoi lavoratori. Ringrazio il ministro Adolfo Urso per l’impegno portato avanti dal Mimit e per la determinazione con cui sta seguendo una vertenza strategica per il nostro territorio. La scelta di Pfizer di mantenere operative le linee produttive anche oltre il 31 ottobre, nelle more degli approfondimenti con i potenziali investitori, è un passaggio importante per consentire di valutare soluzioni credibili e garantire continuità produttiva e occupazionale”, scrive Trantino in una nota.
“Adesso – aggiunge – occorre trasformare queste manifestazioni di interesse in un progetto industriale solido, capace di valorizzare le professionalità e le competenze presenti nello stabilimento. Catania non può permettersi di disperdere un patrimonio di conoscenze, lavoro e capacità produttiva costruito negli anni. Come Amministrazione unitamente al consiglio comunale continueremo a sostenere, in piena sinergia con il Governo nazionale e con il ministro Urso, ogni percorso serio di reindustrializzazione che metta al centro la tutela dei 330 lavoratori coinvolti e il futuro produttivo del sito. È un obiettivo che richiede responsabilità, concretezza e unità d’intenti, perché dietro questa vertenza ci sono famiglie, professionalità e una parte importante del sistema economico catanese”.
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