CATANIA – Pfizer va convinta a non lasciare Catania. Per i sindacati il piano era chiaro da tempo, per la politica catanese – che si è compattata a diffusione della notizia di oltre 400 lavoratori, tra diretti e somministrati, – va fatto ogni sforzo per salvare il polo farmaceutico etneo, ma anche pensare ad un piano b.
A rischio 370 lavoratori
Con una seduta comunale straordinaria, richiesta dal consigliere del Movimento M5S, Graziano Bonaccorsi e accettata dal presidente dell’assemblea e dal sindacato, che ha fornito una data nell’immediato, sono stati approvati due ordini del giorno: il primo, presentato dai consiglieri Bruno Brucchieri e Piermaria Capuana, esprime solidarietà ai 370 lavoratori Pfizer e impegna la Giunta comunale a partecipare al tavolo convocato per il 22 luglio, chiedendo l’istituzione di un tavolo di crisi permanente tra Governo e Regione per salvaguardare il polo industriale ed evitare la desertificazione produttiva del territorio. Il secondo ordine del giorno, con primo firmatario Salvatore Giuffrida, condanna anch’esso i 370 licenziamenti annunciati e sollecita il sindaco a esercitare ogni utile pressione sul Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché vengano revocati i tagli occupazionali.
Mercoledì tavolo a Roma con Urso, Trantino assente
Giorno 22 è previsto a Roma il tavolo ministeriale convocato dal Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a cui il sindaco Enrico Trantino non parteciperà. “Non si tratta di un disimpegno – ha dichiarato in consiglio straordinario -, c’è stata già un’interlocuzione con il ministro nei giorni scorsi”. Trantino si è detto fiducioso: “Dobbiamo confidare nell’operato del ministero perché in qualche modo Pfizer si convinca a proseguire la propria attività qui, perché come avete detto – ha dichiarato il sindaco rivolgendosi ai sindacati presenti – questo ha comportato costi nella formazione dei lavoratori che sarebbe una follia disperdere”. Resta “serietà” prendere in considerazione il Piano B, ha aggiunto: “Questo comporta l’esigenza di spostare il tavolo su più fronti. Ho parlato delle Zes, ho parlato anche dei contratti di sviluppo che il ministro Urso mi ha detto verificherà perché ci siano utili nel caso in cui Pfizer non volesse proseguire. Sono fiducioso sull’impegno di tutti – dal ministro, alla Regione Siciliana, al Comune di Catania, perché diventa una battaglia di tutti e mia dal momento in cui ho voluto mantenere la delegata alla Zona industriale”.
Prima del sindaco Enrico Trantino sono intervenuti i consiglieri Maurizio Caserta, Riccardo Pellegrino, Salvatore Giuffrida, Damien Bonaccorsi e Paola Parisi. Su specifica deroga concessa dalla Conferenza dei Capigruppo hanno inoltre preso la parola i rappresentanti sindacali territoriali Jerry Magno segretario provinciale della Filctem Cgil, Stefano Trimboli segretario regionale Femca Cisl, Mimmo D’Antone segretario territoriale Uiltec Uil, Carmelo Giuffrida segretario generale Ugl Chimici e Giuseppe La Mendola della Fialc Cisal.
“Politica industriale del governo Meloni assente”
“Le cause stanno più a monte – ha detto Casera, che è anche economista all’università di Catania – e stanno forse nell’assenza di una politica industriale da parte del governo del Paese. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, disse da Catania che non bisognava disturbare chi fa, molti lo hanno interpretato come un non disturbare neanche chi disfa”.
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