Maxi operazione della Guardia di Finanza di Ravenna, coordinata dalla Procura di Bologna, contro la diffusione illecita di abbonamenti “pirata” per l’accesso a contenuti audiovisivi a pagamento. Nella giornata di ieri, con il supporto dei Nuclei Speciali e di numerosi reparti del Corpo, sono state eseguite oltre 100 perquisizioni e sequestri su tutto il territorio nazionale. L’indagine è partita da un’attività di monitoraggio sui social media.
Scoperta una tecnologia innovativa: l’app “Cinemagoal”
Al centro dell’inchiesta l’applicazione denominata Cinemagoal, installata sui dispositivi degli utenti e collegata a server esteri per decriptare contenuti protetti. Secondo quanto ricostruito, il sistema sfruttava macchine virtuali operative 24 ore su 24, capaci di captare e ritrasmettere ogni tre minuti i codici di abbonamenti leciti intestati a soggetti fittizi, consentendo agli utenti finali la visione “in chiaro”.
Abbonamenti da 40 a 130 euro l’anno
Oltre 70 rivenditori avrebbero distribuito il prodotto sul territorio nazionale, proponendo pacchetti annuali dal costo compreso tra 40 e 130 euro. I pagamenti sarebbero avvenuti soprattutto tramite criptovalute, conti esteri o intestazioni fittizie.
Sequestri anche all’estero
Grazie alla cooperazione internazionale con Eurojust, sono stati disposti sequestri anche in Francia e Germania, dove sarebbero custoditi dati, supporti informatici e codice sorgente dell’applicazione. Nel corso delle indagini è stato riscontrato anche l’utilizzo del sistema IPTV tradizionale, il cosiddetto “pezzotto”.
Danni stimati in 300 milioni di euro
Il danno economico per le società coinvolte è stato stimato in circa 300 milioni di euro. Verranno inoltre notificate sanzioni ai primi 1.000 abbonati individuati, con importi da 154 a 5.000 euro. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari: eventuali responsabilità saranno accertate solo con sentenza definitiva.
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