Senza infrastrutture dedicate, la scelta di muoversi in bicicletta e lasciare l’auto parcheggiata diventa senz’altro più ardua. Le piste ciclabili, però, non bastano di per sé. È necessario che le soluzioni progettuali siano tali da garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Casi drammatici come quello del bambino travolto a Torino dimostrano, infatti, che in certe situazioni una tragedia può consumarsi anche all’interno di spazi ciclabili già esistenti.
Il tema dell’adeguatezza dei percorsi per le biciclette ha trovato più volte spazio nel dibattito pubblico, anche nei due principali capoluoghi siciliani. Confronti tra esponenti politici e parti sociali in cui il punto non è stato se fare o meno la pista ciclabile (obiettivo che mette d’accordo tutti), ma piuttosto come realizzarla e quali soluzioni adottare per salvaguardare l’incolumità di ciclisti, pedoni e automobilisti.
Catania, le criticità delle piste ciclabili in viale Africa e via Santa Sofia
A Catania il nodo sicurezza è stato affrontato, ad esempio, riguardo alla pista ciclopedonale in viale Africa. L’anno scorso i componenti della terza Commissione consiliare Viabilità e Mobilità, pur non opponendosi alla realizzazione dell’opera, chiedevano una sostanziale revisione del progetto, in modo che la nuova pista non invadesse la carreggiata già esistente. Il consigliere Erio Buceti aveva posto l’attenzione sulla presenza di alberi “che negli anni – spiegava – hanno generato frequenti cadute a causa della pavimentazione divelta dalle radici”.
Un altro dibattito, sempre a Catania, è sorto in merito alla pista ciclabile in via Santa Sofia, istituita ufficialmente lo scorso aprile. Già a febbraio, però, gli esponenti della terza Commissione avevano posto l’accento su alcune criticità. Il consigliere Giovanni Curia parlava di “una pendenza che solleva dubbi di funzionalità”, e nel verbale dell’organo consiliare si segnalavano ulteriori problematiche come il parcheggio abusivo di auto all’interno della pista ciclabile.
Palermo, il progetto della pista ciclabile in via Roma e il tema dei cordoli
Guidare le città verso la mobilità dolce ma con visioni progettuali adeguate e sicure è un obiettivo che ha avuto il suo peso anche a Palermo. Nel capoluogo di regione, una delle faccende in cui la sicurezza dei ciclisti ha trovato ampio spazio, è quella del progetto per la pista ciclabile in via Roma.
In particolare, la scelta del Comune di realizzare due corsie monodirezionali e non prevedere la presenza del cordolo non è stata vista di buon occhio dalla Consulta della bicicletta, la quale, in un post, sosteneva che questa impostazione “significa accettare e legittimare la sosta selvaggia, a discapito della sicurezza degli utenti deboli della strada”.
Di contro, dal Comune di Palermo, nel presentare il progetto esecutivo, si rendeva noto che “la scelta di non inserire un cordolo rigido in via Roma risponde a precise necessità logistiche di pubblica sicurezza e ai non eliminabili nell’immediato altri usi della strada”.

