Pnrr, area tirrenica dimenticata, grande delusione - QdS

Pnrr, area tirrenica dimenticata, grande delusione

Lina Bruno

Pnrr, area tirrenica dimenticata, grande delusione

sabato 08 Maggio 2021 - 00:01

L’amarezza del sindaco di Sant’Agata di Militello, Bruno Mancuso: “Speravamo che il doppio binario per la Messina-Palermo e la strada intervalliva sui Nebrodi venissero inseriti nel Recovery plan”

SANT’AGATA DI MILITELLO (ME) – Grande bellezza ma anche grandi criticità per un territorio che resta ai margini. Le comunità della costa tirrenica e dell’area dei Nebrodi della provincia di Messina, che hanno assistito al depotenziamento di servizi e infrastrutture, contavano molto sui fondi del Pnrr. C’è qualche tentativo di rimediare ma è ben poca cosa rispetto ai ritardi da recuperare.

La risoluzione pubblicata sulla Gazzetta ufficiale di integrazione al Pnrr e presentata in IX commissione Trasporti da Ella Bucalo, deputata di FdI, impegna il Governo ad avviare i lavori per la realizzazione del raddoppio ferroviario lungo la linea Patti-Castelbuono, gli interventi sull’intervalliva Nebrodi-Catania e l’ampliamento dell’ospedale di S. Agata di Militello. Le uniche opere infrastrutturali presenti nel Recovery Plan – ricorda la deputata – sono quelle dell’ammodernamento della rete ferroviaria Messina-Catania-Palermo.

È necessario il doppio binario anche nella litoranea Messina-Palermo – dice Bruno Mancuso sindaco di Sant’Agata Militello – ma questo territorio ha bisogno anche di un aeroporto o quantomeno una intervalliva attraverso i Nebrodi che ci porti in un’ora all’aeroporto di Catania. Speravamo che il progetto venisse inserito tra i fondi del Recovery”. Mancuso è stato per due mandati sindaco di Sant’Agata, poi senatore per una legislatura, quindi scelto ancora come primo cittadino nel 2018.

Il comune di Sant’Agata Militello è baricentrico nel territorio dei Nebrodi, qui c’è la sede del Parco, c’è un porto che dopo alcuni decenni sta per essere ultimato e c’è l’unico ospedale, dopo il depotenziamento di Mistretta, che serve un bacino di 110mila abitanti, senza un punto nascite.

Ho chiesto al presidente Musumeci di incontrare una delegazione di sindaci. Tutti abbiamo fatto una delibera di Giunta dove chiediamo il ripristino del punto nascite – dice il sindaco – e la salvaguardia dei servizi essenziali sia ospedalieri che di medicina del territorio. Il Balduzzi prevede il mantenimento se la produttività supera i 500 parti l’anno, noi siamo stati sempre sotto ma siamo andati in deroga la nostra marginalità nei collegamenti. C’è stato poi l’esposto di un sindacato sulla scarsa funzionalità organizzativa perché mancavano figure come gli anestesisti e il direttore sanitario del 2019 ha deciso di sospendere l’attività, mai più ripresa”.

È sancito il fallimento della politica. “Noi sindaci facciamo abbastanza squadra sul territorio perché ne conosciamo le criticità, ci siamo anche coalizzati per intercettare fondi europei. Il problema è che la Regione e lo Stato – dice Mancuso – ci hanno sempre penalizzati, probabilmente il territorio non è ben difeso politicamente. Le norme le scrivono i burocrati che non conoscono i bisogni e le necessità della gente e fanno vincere la logica dei numeri. La politica ha perso rispetto alla burocrazia. Anch’io sono stato senatore, ho fatto le mie battaglie ma non ce l’ho fatta”. Mancuso parla tra l’altro del tentativo mancato di fare mantenere a Sant’Agata la sezione staccata del Tribunale. “Qui c’è una delle incompiute più importanti della Sicilia. Negli anni ’80, sono iniziati i lavori per realizzare un grande ospedale, spesi circa 34 miliardi di lire ma è rimasto un ammasso di cemento e di ferro arrugginito che ha devastato l’ambiente”.

Bisogna recuperare centralità, sottolinea il sindaco che sogna che sia ancora possibile realizzare un aeroporto. Era nata anche la Spa Aeroporto delle Eolie e c’era un investitore indiano pronto a finanziarlo. Il porto è invece un’infrastruttura su cui si può già puntare perché quasi completata. “Partita anche quest’opera negli anni ‘80 era stato fatto un piccolo braccetto rimasto tale per decenni – dice Mancuso – poi nel 2004 quando sono stato eletto per la prima volta sindaco mi sono dedicato per portarlo a termine malgrado gli intoppi. è commerciale, passeggeri e diporto con 900 posti barca, contiamo molto sull’indotto che può produrre. Ci saranno collegamenti stabili con le Eolie per intercettare i flussi del lato ovest della Sicilia”.

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