MESSINA – Un nuovo servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti sanitari che vengono trasformati in energia. È operativo al Policlinico universitario Gaetano Martino ed è stato realizzato grazie a un impianto di ultima generazione installato all’interno dell’ospedale, il primo in Italia in una struttura pubblica.
Rifiuti sanitari al Policlinico di Messina, come cambia la gestione
è stato presentato ieri mattina alla presenza della Direzione aziendale e dell’assessore alla Salute Marcello Caruso. Alla cerimonia erano presenti anche la rettrice Giovanna Spatari, il direttore sanitario Giuseppe Murolo e l’assessore regionale Elvira Amata. La nuova tecnologia è stata collocata in un sito già presente all’interno della struttura dell’azienda, oggetto di un intervento di riqualificazione e adeguamento. L’impianto consente di trattare direttamente in ospedale i rifiuti sanitari a rischio infettivo, modificando in maniera significativa il tradizionale processo di gestione di questa tipologia di materiale.
In precedenza, infatti, i rifiuti venivano sottoposti a una sequenza di operazioni che comprendeva la raccolta, la movimentazione interna, il trasporto all’esterno e il successivo trattamento presso impianti dedicati come quello di Crotone.
Sterilizzazione e trasformazione dei rifiuti in energia
Il nuovo sistema consente invece di effettuare direttamente all’interno dell’Azienda ospedaliera Gaetano Martino la sterilizzazione dei rifiuti e la loro contestuale trasformazione in combustibile destinato alla produzione di energia elettrica. È proprio questo uno degli elementi maggiormente innovativi dell’impianto: al trattamento sanitario del rifiuto si affianca, infatti, un processo di valorizzazione del materiale, con la possibilità di trasformarlo da rifiuto da smaltire a risorsa energetica. Una soluzione che consente di intervenire sull’intero ciclo di gestione, riducendo le necessità di movimentazione e trasporto dei rifiuti sanitari e introducendo un modello caratterizzato da maggiore efficienza e attenzione alla sostenibilità ambientale.
“La trasformazione in combustibile per la produzione di energia elettrica – ha detto Elvira Amata, direttore amministrativo che assolve anche alle funzioni di Dg – rappresenta una novità assoluta nel territorio regionale. Un percorso che era stato valutato in una prima fase durante la direzione del Dott. Santonocito, ma che ha visto con l’attuale direzione un impulso concreto e il pieno sviluppo. Insieme al direttore sanitario abbiamo portato avanti il progetto a seguito di una valutazione Hta (Health technology assessment) da parte del gruppo di lavoro: un team multidisciplinare che ha visto impegnati Giuseppe Cannavò, Claudio La Rosa e Roberto Campagna, Veronica Nicosia e Anna Calogero. Sfruttando il calore generato dall’azione di triturazione, l’impianto sterilizza i rifiuti senza emettere Persistent Organic Pollutants, ovvero inquinanti organici persistenti nell’atmosfera. Un investimento che conferma l’attenzione e sensibilità dell’azienda nell’investire in soluzioni tecnologiche capaci di migliorare i processi aziendali contribuendo, allo stesso tempo, a una gestione sempre più sostenibile delle proprie attività”.
Policlinico di Messina, come funziona il nuovo impianto
In pratica i rifiuti speciali vengono ritirati reparto per reparto, poi arrivano all’impianto e vengono inseriti all’interno di un macchinario che li trita e li sterilizza fino a raggiungere una temperatura di 150 gradi. Il prodotto che se ne ricava viene poi inserito come combustibile in un altro macchinario che produce energia sempre per l’azienda sanitaria Policlinico. L’impianto è in servizio da agosto, ma l’ inaugurazione è stata rinviata per i fatti di Pistunina. La ditta Triton di Catania ha realizzato l’impianto e lo gestirà per sei anni trattando anche il rifiuto che da sanitario si trasformerà in urbano per essere riciclato per la produzione di energia. L’altra ditta, la Pfe, si occupa di trasferire e riportare i cesti puliti nei reparti ospedalieri.
“Segnale tangibile – ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso – di come la sanità può rispondere in maniera corretta a un’esigenza che è quella di salvaguardare l’ambiente e contemporaneamente la salute. Questo è un modo virtuoso di poter trattare i rifiuti, soprattutto quelli che hanno un’alta incidenza di capacità infettiva, e poter alla fine riconsegnare questo prodotto e farlo diventare anche un’economia di scala che può poi essere rivestita per migliorare i servizi sanitari”.
Rifiuti sanitari, l’invito a replicare il modello in Sicilia
Un esempio da emulare per l’assessore Caruso: “La mia presenza qui – ha aggiunto – è anche un modo per incitare le altre aziende sanitarie siciliane ad emulare questo metodo di smaltimento sostenibile e perché no anche le strutture private”.
Da sei mesi l’Azienda Policlinico, dopo la sospensione di Salvatore Iacolino, non ha un dg. “Speriamo di avere questa figura quanto prima – ha detto Caruso – lo faremo nei prossimi giorni sicuramente, stiamo allestendo anche il nuovo albo dei direttori generali che sarà pronto tra pochissimo perché al vaglio della commissione che sta esaminando tutti i candidati quindi avremo la possibilità di fare una scelta opportuna insieme alla prima valutazione fatta dal rettore”.

