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“Non può essere favorito il parente di un deputato”: Dino Giarrusso contro il “sistema Sicilia”

“Non può essere favorito il parente di un deputato”: Dino Giarrusso contro il “sistema Sicilia”
Dino Giarrusso

L’ex Membro del Parlamento europeo al QdS: “Se devo curarmi, non voglio un primario amico di Cuffaro”

“Se devo curarmi voglio trovare in ospedale un primario che è stato scelto per meritocrazia e non perché è amico di Cuffaro”. A parlare al QdS del contesto politico siciliano è Dino Giarrusso. Una criticità che riguarda un “sistema” più che la mala condotta di un singolo politico. Una “mangiatoia” nella quale hanno avuto ruolo attivo “anche forze di opposizione, purtroppo”.

Scandalo Cefpas, Giarrusso: “Non può essere avvantaggiato parente di un deputato”

Il “sistema” a cui fa riferimento Giarrusso è da ricondurre a un modus operandi che investe tante sfere della gestione pubblica, dalla gestione del servizio sanitario alla selezione dei candidati. Recente la notizia della richiesta d’arresto per il deputato regionale dell’Ars Riccardo Gallo Afflitto, nell’ambito dell’inchiesta su parentopoli e favoritismi al Cefpas – ente pubblico strumentale della Regione Siciliana con sede a Caltanissetta. “Pare che avesse fatto assumere la moglie in un ente legato all’Asp”. Una pratica diffusa che elude le legali procedure di merito e gli stessi concorsi: “Ogni cittadino deve avere gli stessi diritti, soprattutto nei concorsi pubblici dove ci sono soldi pubblici. Non può essere avvantaggiato il parente di un deputato”.

Ida Cuffaro e lo zio Totò, “in un paese normale avrebbe smesso per sempre con la politica”

E sulle diverse figure politiche che hanno contribuito ad alimentare questo “sistema”, viene menzionato l’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro: “È stato condannato in via definitiva per favoreggiamento aggravato alla mafia. La sentenza riporta che nella sua veste di politico di spicco prima, di presidente della regione poi ha scientemente favorito l’organizzazione mafiosa Cosa Nostra collaborando con diversi nomi tra i quali Angelo Siino – quindi personaggi di spicco, non mafiosetti di seconda categoria”. Dopo aver scontato i suoi anni di carcere e fondato un partito, “ricomincia a delinquere e patteggia tre anni per una vicenda legata proprio alla sanità”.

Una condotta anomala, afferma Giarrusso. “In un paese normale, democratico avrebbe smesso per sempre con la politica”. Di recente, Giarrusso ha ricevuto messaggi di minaccia a seguito di un video da lui pubblicato inerente alla candidatura di Ida Cuffaro, nipote dell’ex governatore Totò. L’autore dei messaggi ha definito Giarrusso “Buscetta” (Tommaso Buscetta, boss di “Cosa Nostra” pentito ndr), la nipote ha preso le distanze dalle minacce ma “non ha espresso solidarietà nei miei confronti”. Sulla neo sindaca di Raffadali dice: “È una bravissima persona ma non ha mai rinnegato l’esperienza politica dello zio”.

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Controcorrente, “tsunami” nella stagnante politica siciliana

Un sistema alimentato da “una politica stagnante”. E Controcorrente “è una forza che si oppone a quell’andazzo”. Un’alternativa di governo alla quale i siciliani hanno risposto positivamente, stando agli ultimi risultati elettorali. Il movimento politico di Ismaele La Vardera ha infatti appoggiato diversi candidati alle ultime elezioni amministrative svoltesi in alcuni Comuni della Sicilia. Portando a casa una vittoria schiacciante a Bronte, Ispica e Agrigento al ballottaggio di domenica 7 e lunedì 8 giugno. Ciò dimostrerebbe la voglia di cambiamento da parte dei cittadini: “Il 90-95% sono messaggi positivi, mi sono anche commosso in alcuni casi”. Non sono mancati insulti e minacce “un po’ in stile mafioso” da parte di “elettori, parenti e partiti di destra o vicini a Cuffaro”. Ma sarebbero una minoranza. “Penso che oggi Ismaele sia l’unico candidato credibile in Sicilia. La sua abilità di raccontare ciò che fa e la qualità del suo operato politico, dalla spiaggia di Mondello all’impegno per la riparazione di un macchinario sanitario costato milioni (il ciclotone per la diagnostica tumorale, fermo a Villa Sofia di Palermo ndr)”, gli hanno permesso di ottenere grandi consensi. “Questo riaccende l’entusiasmo nelle persone”. Un modo di fare politica che ha convinto Giarrusso a prendervi parte: “Pur non avendo un ruolo attivo, ho deciso di investire per supportare i candidati soprattutto alle ultime amministrative”.

La necessità di un cambiamento per la Regione, “che aveva già avuto una bella botta di novità con Il Movimento 5 stelle, stravincitore alle nazionali e fatto eccellenti risultati alle europee. Ma questo non si è tradotto in un cambiamento stabile e di abitudini” della politica siciliana. Controcorrente propone una messa in discussione del “sistema, dei partiti, delle clientele che fino ad ora è riuscito a sterilizzare e inglobare ogni tentativo di cambiamento”.

La politica usata “per farsi i fatti propri”

Giarrusso parla anche di uso improprio della politica e di etichette politiche, talvolta da superare perché quello che conta è quali temi porti avanti: “In Italia ci si dice di destra o sinistra ma poi si fa tutt’altro. Essere post ideologici non significa essere qualunquisti o di destra ma pensare più ai temi concreti”. Inoltre, quando in gioco ci sono interessi personali, non ci sarebbe ideologia che tenga. Questa sarebbe la realtà dei fatti correlata a una anomala condotta da parte dei protagonisti della politica regionale e non: “Ne è un esempio il fatto che Report inizialmente fosse amato da “quelli di sinistra” ma quando poi fece inchieste su persone legate al Partito Democratico, iniziarono a lamentarsi anche loro della trasmissione”.

Il campo largo e l’alternativa di governo per la Sicilia

Sulla verosimile necessità di un campo largo per poter vincere le prossime elezioni regionali, Giarrusso sostiene: “È una formula sgradevole come suono ed è anche povera come contenuto”. Ciò che si guarda nelle coalizioni sono “i temi, gli accordi di programma e dalle persone”. In sostanza, “è giusto essere uniti ma se arriva un ex cuffariano di ferro che dice di approvare il programma, bisogna fidarsi? Forse no”. Si punta ad attrarre persone “valide, oneste e affidabili. E non disgraziati che poi ti accoltellano alle spalle o si fanno beccare con le mani nella marmellata”. Il periodo attuale, che vede la destra spaccata – soprattutto a livello regionale -, sarebbe fertile per un cambiamento e per alleanze di qualità: “Mi dispiace che certa parte di opposizione non stia cogliendo questa opportunità. In ogni caso, è necessario combattere l’astensionismo”. Tuttavia, il riscontro è di un grande interesse degli elettori verso il ritorno in pazza a parlare di politica: “È un ottimo segno. Non possiamo pensare che alla gente non importi di votare. Spero si possa costruire attorno a questo entusiasmo una vera alternativa di governo per la Sicilia”.

“Il Catania merita la Champions”

“Il progetto di Pelligra ha ridato energia alla squadra e ai tifosi perché pur essendo il serie C siamo stati la seconda squadra, dopo la Sampdoria, con più tifosi e presenze”. Prima di chiudere, è d’obbligo una domanda sul Catania. Sorridendo, Giarrusso si dichiara un “tifoso malato”. Racconta di aver sostenuto la squadra sempre e comunque: “Dappertutto. Ho girato l’Italia in macchina, in treno e in aereo sia da solo che con le mie sorelle”.

Sull’ultimo campionato dichiara: “Poteva portare alla promozione ma si è rovinato nell’ultimo quarto di campionato ci siamo bruciati una stagione. Un’ultima parte gestita in modo dissennato, tra il cambio dell’allenatore e l’aver richiamato Toscano quando ormai si erano persi non soltanto punti ma anche fiducia”. L’augurio per il prossimo anno: “Catania merita la Champions, spero possa tornare in Serie A. Da tifoso lo dico col cuore ma come osservatore lo dico con la testa. Ha bisogno di investimenti ma anche di un cambio di mentalità. Quello che continua a essere problematico in alcune piazze è la tendenza un po’ a sfasciare piuttosto che costruire. Credo che il prossimo anno possa puntare al salto di categoria diretto e andare in B. Però deve partire sin da subito con le idee molto chiare. Speriamo sia così e forza Catania sempre”.

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