Recovery Fund, il Ponte ricompare nelle linee d'indirizzo - QdS

Recovery Fund, il Ponte ricompare nelle linee d’indirizzo

Raffaella Pessina

Recovery Fund, il Ponte ricompare nelle linee d’indirizzo

martedì 13 Ottobre 2020 - 00:00
Recovery Fund, il Ponte  ricompare nelle linee d’indirizzo

Il collegamento stabile sullo Stretto di Messina porrebbe fine, per la Commissione Bilancio della Camera, “all’isolamento della rete dei trasporti siciliani dal resto del Paese”. Faraone, inserimento grazie a Iv. Conftrasporto: "Indispensabile per la competitività dell'Italia"

PALERMO – Il governo Conte aveva spento praticamente ogni speranza sulla possibilità di inserire il Ponte sullo Stretto di Messina tra le opere infrastrutturali finanziabile con le risorse del Recovery Fund.

Ieri, invece, a sorpresa, la commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera alla relazione sulle linee di indirizzo per l’uso del Recovery Fund e all’interno del documento la commissione ha fatto riferimento all’agognata infrastruttura: “Garantire un’infrastruttura stabile e veloce dello Stretto di Messina” – si legge nel documento – “realizzando opere adeguate e mezzi idonei e sostenibili, in modo da porre definitivamente fine all’isolamento della rete dei trasporti siciliani da quella del resto del Paese estendendo, così, l’alta velocità fino a Palermo e Siracusa”.
I gruppi dell’opposizione si sono astenuti, segno di distensione auspicabile anche in Parlamento. Il documento sarà votato oggi in Aula, dopo l’illustrazione del presidente di Commissione, il dem Fabio Melilli.

Faraone, in Recovery collegamento stabile

“Un altro importante passo in avanti per realizzare un collegamento con la Sicilia – ha scritto oggi in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone – è stato fatto grazie a Italia Viva che nelle linee guida del Recovery Fund ha inserito la realizzazione di una infrastruttura veloce e stabile sullo stretto di Messina, con l’alta velocità fino a Palermo senza interruzioni, rimuovendo il vincolo delle opere che riescono a realizzarsi entro il 2026”.

“Ora – si legge nella nota – avanti con il progetto di un’opera che non è più rinviabile per lo sviluppo strategico non solo del mezzogiorno ma di tutto il Paese: il Ponte sullo stretto, lo ricordo, ha già un progetto definitivo ed esecutivo autorizzato ed è immediatamente cantierabile”.

Tutto e il contrario di tutto

Del progetto sul Ponte si è detto tutto ed il contrario di tutto. È tornato protagonista del dibattito politico ciclicamente ma senza mai diventare qualcosa di concreto e tangibile, trasformandosi piuttosto in una chimera e scontrandosi con governi che, uno dopo l’altro, si sono mostrati sempre contrari alla sua realizzazione. Eppure gli sforzi profusi nel passato in questa direzione sono stati molti e da più parti.

Nonostante le pressioni del mondo politico e imprenditoriale siciliano, il Governo Conte ha fatto in questi mesi “orecchie da mercante” sottolineando, ma solo a parole, di non avere pregiudizi nei confronti della sua realizzazione.

“In molti hanno ripreso questa idea del ponte sullo Stretto di Messina – aveva detto il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano – della quale secondo me si deve discutere senza pregiudizi, ma credo che il compito di tutti noi sia di concentrarci sulle opere realizzabili nell’immediato, subito cantierabili perché devono avere immediati effetti nello sviluppo economico e sociale, nel rilancio dell’economia e del lavoro”. Eppure, il Recovery fund sembra essere veramente l’ultima occasione per finanziare quest’opera che contribuirebbe in maniera determinante a superare il gap tra il Nord e il Sud Italia, determinando una svolta epocale sul fronte della competitività.

Dopo la mozione presentata da Forza Italia in Parlamento e le sollecitazioni alla realizzazione dell’opera giunte anche da parte del governo regionale siciliano, oggi arriva anche il parere della commissione Bilancio alla Camera.

Nel documento messo a punto dalla commissione, si specifica inoltre che tale opera “non può essere annoverata, per l’importanza che essa riveste, tra i progetti storici menzionati tra i criteri di valutazione negativa, di cui alle linee guida del Governo”.

A sostegno della realizzazione del Ponte, si è schierato ieri anche Conftrasporto che ha lanciato un manifesto nel quale individua le priorità per il Recovery Fund e sintetizzandole in tre punti: Formazione, transizione verde e digitale e infrastrutture. Proprio con riferimento alle infrastrutture, Conftrasporto inserisce l’alta velocità ferroviaria fino a Bari e alla Sicilia con la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

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