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Prandini (Coldiretti): contributi in busta paga per i giovani

Prandini (Coldiretti): contributi in busta paga per i giovani

Con 500-600 euro non si fa famiglia, 100mila fuggiti all’estero

Bologna, 27 ott. (askanews) – Versare i contributi direttamente in busta paga nei primi anni di lavoro per dare ai giovani la possibilità economica di crearsi un futuro. E’ la proposta avanzata dal presidente nazionale Coldiretti, Ettore Prandini, al Terzo Summit della Ristorazione Collettiva di Crifood dopo aver evidenziato che nell’ultimo anno 100mila ragazzi hanno lasciato l’Italia per esperienze all’estero.

“E’ troppo semplice dire che i ragazzi non hanno voglia di fare, io ritengo sia vero esattamente l’opposto”, ha spiegato Prandini nel panel su salute e filiera agroalimentare. “Abbiamo una qualità di ragazzi che forse non avevamo negli anni passati, però se continuiamo ad avere contratti che non riconoscono il giusto lavoro che fanno, questo diventa un disincentivo”.

Da qui la proposta al governo, che “servirà del tempo” per essere realizzata: “Nei primi anni di lavoro tutto ciò che riguarda i versamenti contributivi lo dovremmo mettere in busta paga per fare in modo che i nostri ragazzi abbiano una disponibilità economica che permetta di fare un investimento su se stessi, nella creazione di nuovi nuclei familiari, nella possibilità di avere figli. Con contratti da stagista dove pagano 500-600 euro al mese diventa impossibile per un ragazzo crearsi un nucleo familiare. Non è egoismo come qualcuno racconta, è impossibilità nel scommettere su se stessi”.

Prandini ha chiesto “uno sforzo da parte di tutto il sistema produttivo per ragionare con le istituzioni, indipendentemente dalle colorazioni politiche, per invertire il tema della demografia perché diversamente continueremo ad avere un aumento dei costi e una diminuzione di opportunità per le nuove generazioni”.