A Palermo per rendere omaggio a Falcone e alle vittime della mafia con la presenza alla cerimonia di svelamento della Fiat Croma del magistrato al momento della strage di Capaci del 23 maggio 1992. La presenza nel capoluogo siciliano è iniziata con la visita alla stele sull’autostrada a Capaci dove ha deposto un mazzo di fiori in onore delle vittime. Un simbolo di vicinanza e appartenenza ma anche di ricordo e concretezza.
Meloni ha poi presieduto alla riunione straordinaria del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura per parlare di un tema caldissimo in città soprattutto dopo i tanti episodi intimidatori e dopo l’ultimo bltiz delle forze dell’ordine di questa mattina.
Assieme a lei il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il prefetto Massimo Mariani e il procuratore capo Maurizio De Lucia.
“A pochi giorni dal 34° anniversario della strage di via D’Amelio, il messaggio dello Stato è uno solo: contro la criminalità organizzata nessun passo indietro. Grazie alla magistratura e alle Forze dell’ordine per aver fermato la banda dei Kalashnikov. La legalità è la strada”, aveva scritto sui social la premier prima di atterrare in città.
Meloni: “A Palermo lo Stato non è rimasto a guardare”
“A Palermo lo Stato non è rimasto a guardare”. Lo ha detto la premier Meloni in Prefettura durante la riunione straordinaria del comitato per l’ordine e la sicurezza in Prefettura e ha aggiunto: “Il ministro Piantedosi, che ringrazio, ha già presieduto questo comitato poco meno di un mese fa. Oggi il comitato torna a riunirsi e io ho scelto di esserci perché la sicurezza dei cittadini si costruisce soprattutto dialogando con i territori e con chi su quei territori garantisce la sicurezza. Questa città e i suoi cittadini sono al centro del lavoro del governo e delle istituzioni”.
“Chi pensa di terrorizzare chi lavora onestamente troverà davanti a se uno Stato determinato che colpisce”
Giorgia Meloni ha poi continuato: “Chi pensa di riportare Palermo indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà davanti a sé uno Stato determinato, che agisce e colpisce” ringraziando le forze dell’ordine per l’operazione contro la banda dei kalashnikov con 22 fermi.
“Con kalashnikov immagini che non vedevamo da tempo, non siamo disposti a tollerare”
Ha poi aggiunto, sempre sull’operazione e più in generale sul momento di alta tensione che sta vivendo il capoluogo siciliano: “Sappiamo cosa è accaduto di recente in questa città, le raffiche di kalashinkov, le taniche di benzina e le intimidazioni sono immagini che non vedevamo da tempo ma che non siamo disposti a tollerare. Chi pensa di riportare Palermo indietro troverà uno stato determinato che reagisce e colpisce”.
“Lo Stato continua a colpire criminalità organizzata, le mafie cambiano ma qui lo Stato c’è”

La presidente del consiglio ha aggiunto: “La ricchezza strappata alle mafie torna alla collettività per alleviare i problemi delle famiglie, lo Stato continua a colpire la criminalità organizzata, dobbiamo insistere evolvendo perchè le mafie cambiano, trovano spazi e nuovi strumenti per condizionare il tessuto produttivo. Sono qui soprattutto per dire grazie a voi e dare un messaggio chiaro: a Palermo lo Stato c’è e vuole esserci con determinazione. Questo è il modo che conosciamo per onorare la memoria di chi ha dato la vita per questo territorio”.
“Per sicurezza città non escluso uso Esercito”
La premier ha anche detto di non escludere l’utilizzo dell’Esercito in alcune operazioni importanti per smantellare le organizzazioni mafiose. “Questo comitato – ha detto – dovrà trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare un’operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio a partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo. Un presidio che si può garantire con le Forze di polizia ma non solo, forse anche con il coinvolgimento dei militari e dell’Esercito in operazioni congiunte. Se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade sicure”.
“Modo serio per onorare chi ha dato la vita per lo Stato è essere presenti senza mai indietreggiare”
“Lo Stato c’è e vuole essere sempre presente con determinazione, senza mai indietreggiare” nella lotta alla criminalità organizzata. “Questo è il modo più serio per onorare chi ha dato la vita per lo Stato”, ha detto Meloni.
“Lo Stato non lascia le persone sole, possiamo fare di più e meglio”
E ancora: “Il messaggio deve essere chiaro: lo Stato c’è, non lascia le persone sole. Possiamo fare di più e meglio, il comitato si deve dare come obiettivo il trovare a breve le soluzioni per un’operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio a partire dai quartieri più a rischio”.
“Questa città ha contribuito all’identità e alla coscienza civile”
Meloni ha aggiunto: “Questa è una città che con la sua storia ha contribuito all’identità e alla coscienza civile della nostra nazione nel suo complesso. È un luogo in cui lo Stato ha dimostrato più forse che in ogni altro luogo la sua capacità di non essere disposta a indietreggiare quando i momenti davvero difficili arrivavano, di non essere disposta a indietreggiare di fronte alla violenza mafiosa. È un messaggio che noi raccogliamo e proviamo a rilanciare e ribadire con la stessa determinazione anche oggi, chiaramente non solo celebrando i nostri eroi del passato”.
Infine: “Lo Stato qui non ha abbassato la guardia, continua a colpire la criminalità organizzata nei suoi interessi economici, nelle sue strutture, nella sua capacità di intimidazione. È fondamentale continuare a rafforzare gli strumenti investigativi e continuare a sostenere il lavoro di tutte le istituzioni impegnate su questo fronte”.
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