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Prevenzione e sanità, ennesima bocciatura per la Sicilia: tra le maglie nere sui LEA

Prevenzione e sanità, ennesima bocciatura per la Sicilia: tra le maglie nere sui LEA

I dati diffusi dal ministero, che riguardano il 2024, rimangono impietosi per l’Isola, sonoramente bocciata sul fronte della prevenzione e complessivamente al terzultimo posto

La Sicilia tra le regioni con i più bassi livelli essenziali di assistenza (Lea) d’Italia. Lo dice il report del ministero della Salute pubblicato nelle scorse ore e che fa riferimento ai dati del 2024. Pur migliorando nella medicina di prossimità, peggiora nell’area ospedaliera. La summa di questo porta l’Isola al terzultimo posto in tutta Italia con 196 punti, solo il Molise e la Calabria hanno fatto peggio arrivando rispettivamente a quota 192 e 189. Per dare la misura del divario con le prime tre regioni in cui – almeno secondo i numeri alla mano – la sanità funziona meglio si guardi al Veneto, prima con 288 punti, Emilia-Romagna (282) e Toscana con 280.

E nonostante tutto è un dato che migliora quello complessivo del 2023 quando la nostra regione era penultima. Ma è chiaro che si è ancora lontani da risultati ottimali.

I punteggi della Sicilia

Il punteggio di 49 nella prevenzione è l’insufficienza più grave. Tuttavia è superiore al dato del 2022 e rimanere in linea con quello del 2023.

I numeri dicono che l’Isola ha migliorato nettamente nell’area distrettuale (ossia la medicina di prossimità) con 73 punti quasi raddoppiando il punteggio dell’anno precedente mentre è peggiorata nell’area ospedaliera pur attestandosi a un punteggio di 74, mentre aveva raggiunto 80 l’anno prima.

I Lea erano stati riformati per essere coerenti con la riforma dell’autonomia differenziata, che non è mai stata approvata.

Il livello generale della sanità italiana sembra comunque migliorato, mentre sono solo tre le regioni che riportano delle “insufficienze”.

I tre capisaldi dei Lea

I Lea sono divisi in tre diverse macro categorie, che rappresentano i cardini del Sistema sanitario nazionale:

  • Prevenzione;
  • Assistenza ospedaliera;
  • Medicina di prossimità.

In generale, si è registrato un aumento del punteggio assegnato alle Regioni dal Ministero. Nel rapporto dello scorso anno, che faceva riferimento al 2023, erano otto le Regioni con almeno un’insufficienza nelle tre categorie. Nel 2024 si sono ridotte a tre:

  • la Sicilia, non raggiunge i Lea nella prevenzione con un punteggio di 49, minimo è 60;
  • la Provincia autonoma di Bolzano, che non raggiunge i Lea nella prevenzione;
  • la Calabria, che non raggiunge i Lea nella medicina di prossimità.

Tuttavia, crescono i livelli di assistenza in tutta Italia sia nella prevenzione, sia nell’assistenza distrettuale. Cala invece a livello nazionale la qualità dell’assistenza ospedaliera, senza però andare sotto ai minimi. A livello regionale, il Sud recupera in diversi aspetti sulle Regioni del Nord, ma rimane nettamente distanziato.

Le top 10, Puglia unica regione del sud

La classifica del Lea offre la possibilità di confrontare le Regioni. Le migliori sono:

  • Veneto con 288 punti;
  • Emilia-Romagna con 282 punti;
  • Toscana con 280 punti;
  • Piemonte con 272 punti;
  • Provincia autonoma di Trento con 271 punti;
  • Lombardia con 270 punti;
  • Umbria con 254 punti;
  • Liguria con 250 punti;
  • Friuli Venezia Giulia con 248 punti;
  • Puglia con 242 punti.

È evidente come le Regioni del Centro e del Nord, soprattutto quelle con una politica locale dalla forte identità, risultino le migliori. Il Veneto conferma i risultati del 2023, come la Toscana. Risale dall’ottavo posto dell’ultima rilevazione la Lombardia. La Puglia, decima, risulta l’unica Regione del Sud.

Le ultime 10

La classifica prosegue quindi, dalla migliore alla peggiore, con le altre Regioni e con la Provincia autonoma di Bolzano:

  • Marche con 237 punti;
  • Lazio con 237 punti;
  • Abruzzo con 229 punti;
  • Valle d’Aosta con 213 punti;
  • Sardegna con 212 punti;
  • Campania con 209 punti;
  • Provincia autonoma di Bolzano con 206 punti;
  • Basilicata con 205 punti;
  • Sicilia con 196 punti;
  • Molise con 192 punti;
  • Calabria con 189 punti.

Quasi tutte le Regioni del Meridione si trovano in questa parte della classifica, tranne alcune eccezioni. Se la Valle d’Aosta infatti ha sempre statistiche che vanno contestualizzate viste le sue dimensioni, la Provincia autonoma di Bolzano risulta arretrata, soprattutto rispetto ad altre statistiche, come quelle sulla qualità della vita, che la vedono spesso in cima.

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