Priolo Gargallo, comitato e consiglieri chiedono la bonifica della penisola Magnisi - QdS

Priolo Gargallo, comitato e consiglieri chiedono la bonifica della penisola Magnisi

Luigi Solarino

Priolo Gargallo, comitato e consiglieri chiedono la bonifica della penisola Magnisi

martedì 07 Maggio 2019 - 00:05
Priolo Gargallo, comitato e consiglieri chiedono la bonifica della penisola Magnisi

A breve verrà presentato un maxi emendamento al Comune per la rimozione della cenere di pirite. A marzo lanciato esposto denuncia da inviare alla Commissione Nazionale d’inchiesta Ecoreati

PRIOLO GARGALLO – La cenere di pirite è un residuo di lavorazione nella produzione di zolfo ed acido solforico, contenente sostante tossiche, specialmente arsenico, proveniente dalla zona industriale siracusana. Grandi quantità di cenere di pirite si trovano nella penisola Magnisi nel territorio di Priolo Gargallo.

Lo scorso marzo si è costituito a Priolo il “Comitato per la mancata bonifica ed abbandono di rifiuti nella penisola Magnisi” che ha lanciato una petizione per un esposto denuncia da inviare alla Commissione Nazionale d’inchiesta Ecoreati, ed un esposto querela alla Procura della Repubblica, per la cenere di pirite abbandonata nella penisola di Magnisi, in riferimento alla legge 22 maggio 2015, n. 68 (disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente, G.U. 28 maggio 2015, n. 122). “Da anni nella penisola Magnisi, – dichiarano i rappresentanti del Comitato – sono state abbandonate tonnellate di cenere di pirite, che, stanno progressivamente avvelenando le popolazioni circostanti. Con questa petizione vogliamo raccogliere quante più firme possibili da allegare ad un esposto, da presentare alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli ecoreati, affinché, apra un fascicolo finalizzato ad avviare un processo di rimozione sicura del rifiuto, per consentire finalmente la fruizione della penisola, su cui insistono siti di grande valore archeologico”.

Difatti nella penisola Magnisi si trova l’importante sito archeologico di Thapsos, villaggio fondato nel 1400 avanti Cristo dai Siculi, i cui resti vanno dall’età del bronzo all’VIII secolo avanti Cristo e comprendono una necropoli, numerose abitazioni e delle fortificazioni. Si vorrebbe mettere in atto un progetto che prevede di creare nella zona, dopo le bonifiche, un parco naturale-archeologico. Recentemente è stato effettuato un sopralluogo da parte del componente della Commissione parlamentare sugli ecoreati, Fausto Raciti, dal deputato regionale, Giovanni Cafeo, dal presidente del Comitato, Carmelo Susinni, e dal consigliere comunale, Alessandro Biamonte. Fausto Raciti ha comunicato che “la mancata rimozione della cenere di pirite nella penisola di Magnisi sarà oggetto di un’interrogazione al Ministro dell’ambiente, affinché la questione venga risolta al più presto”.

A ciò si è aggiunta l’iniziativa dei consiglieri comunali di Prospettiva Priolo Gargallo, Alessandro Biamonte, Dania Delfino e Angelo Laposata, che a breve presenteranno un maxi emendamento al bilancio di Priolo Gargallo e al piano triennale per rimuovere la cenere di pirite e per la messa in sicurezza dei siti penisola Magnisi e campo sportivo ex Feudo. “Chiederemo – hanno dichiarato i tre consiglieri – la denuncia di fatti dannosi per il pubblico erario che costituisce l’essenziale presupposto per l’attivazione del sistema giurisdizionale diretto all’accertamento di responsabilità amministrative a garanzia del buon uso delle risorse pubbliche, in modo tale da intraprendere un’azione di risarcimento nei confronti dei responsabili delle mancate bonifiche dei siti in questione per le spese sostenute e per l’eventuale maggior danno subito a quello eliminabile con la bonifica”.

“Inoltre – concludono Biamonte, Delfino e Laposata – proponiamo all’Amministrazione comunale di mettere in atto tutti quei meccanismi previsti dalla legge per l’utilizzo delle somme comunali procedendo con azioni legali per fare chiarezza sull’inerzia del Ministero dell’ambiente e della Regione siciliana”.

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