Produrre ricchezza per gli altri e per sé - QdS

Produrre ricchezza per gli altri e per sé

Carlo Alberto Tregua

Produrre ricchezza per gli altri e per sé

giovedì 27 Febbraio 2020 - 00:00

Il dovere di ognuno di noi è produrre ricchezza per gli altri, per sé e per i propri cari. Intendiamoci, non solo ricchezza materiale, ma ricchezza culturale, ricchezza di affetti, ricchezza di amicizie, insomma, ricchezza di valori.
Per far questo è necessario dotarsi di tante competenze e attrezzare il proprio cervello, in modo da renderlo capace di immagazzinare saperi ed informazioni secolari, con la conseguenza di diventare soggetto di elaborazioni tali da consentire di capire bene come funzionano le cose e quindi come ci si deve muovere in base ad esse.
Non bisogna confondere il mezzo con il fine. Il nostro cervello deve essere addestrato il più possibile per raggiungere il fine che è quello, come prima si scriveva, di produrre ricchezza materiale o immateriale.
Tanto più una persona capisce la necessità di attrezzarsi culturalmente e professionalmente, tanto meglio avrà probabilità di conseguire il fine che si è proposto nella propria vita.

Quando Niccolò Machiavelli (1469–1527) scriveva nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de’ Principi … si guarda al fine … I mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati (Principe), non intendeva qualunque fine, bensì uno lecito e moralmente sostenibile. A monte, infatti, bisogna sempre distinguere gli obiettivi fra buoni e cattivi. Per esempio, non è ammissibile sul piano etico che due persone si mettano d’accordo per compiere un delitto. Quell’accordo non ha alcuna valenza, né morale né materiale.
Una volta stabilito quale fine una persona si proponga di raggiungere nella propria vita, dovrà adeguarvi i relativi mezzi. Fra questi, essenziali sono le conoscenze e le competenze che servano sia nel campo professionale che in quello dei valori morali.
Tanti medici vanno a fare volontariato in Paesi del mondo non ancora sviluppati. Ebbene, se non avessero le adeguate professionalità, non potrebbero svolgere quelle attività benefiche nei confronti dei bisognosi.
Dunque, primo obbligo per ciascuna persona è quello di avere un progetto di vita a breve, medio e lungo termine, certamente non definitivo, perché suscettibile di continui aggiornamenti, modificazioni e miglioramenti.
Nel progetto di vita, ogni persona stabilisce cosa vuol fare da grande e, per conseguenza, come vuol farlo.
Bisogna avere chiarezza di idee, squarciare il velo dell’ignoranza, anche nel senso di non sapere fatti, circostanze, vicende e metodi. Bisogna avere chiarezza di idee anche momento per momento nell’attuazione in fasi successive del proprio progetto di vita.
Produrre ricchezza materiale significa contribuire al benessere della collettività mediante il pagamento delle relative imposte, significa far crescere il Pil con la propria goccia, significa aumentare l’occupazione ed il benessere di tutti i cittadini. è vero che una goccia non è il mare, ma è anche vero che tante gocce fanno il mare.
Ognuno di noi deve mettersi sempre in secondo piano rispetto agli altri perché non è vero che è l’egoismo il primario strumento per raggiungere il proprio benessere. è invece vero che il benessere di tutti si riverbera anche in ciascuno di noi.

Quante persone ragionano e funzionano nel modo descritto? Certamente non in maggioranza. E, dunque, chi sa queste cose deve lavorare, anche intensamente, per estendere il più possibile questo modo di fare e questo modo di essere anche nei confronti di chi non l’ha ancora recepito.
Anche così si contribuisce alla crescita della collettività nella produzione di quella ricchezza immateriale che è il carburante del suo buon funzionamento.
Non è facile pensarla a questo modo, perché comporta un impegno mentale continuo ed uno sforzo che potrebbe appesantire ciascuno di noi.
Eppure, bisogna comprendere e convincersi che, solo se ognuno facesse qualcosa per gli altri, tutti ne trarrebbero beneficio, anche chi è stato altruista.
In fondo, stiamo ribadendo ancora l’importanza fondamentale dei valori etici che ricordano al primo punto l’imperativo di rispettare gli altri, per rispettare noi stessi.

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