Sono stati disposti gli accertamenti tecnici su pc e cellulare dello studente dodicenne che a San Vito Lo Capo ha tentato di accoltellare un prof a scuola. Dall’analisi dei dispositivi che utilizzava potranno arrivare elementi utili per far luce sulla vicenda e sui motivi che l’hanno spinto a scagliarsi contro il docente. Il minorenne ha tentato di accoltellare in classe il suo docente di tecnologia nella scuola media di San Vito Lo Capo, nel Trapanese.
Il possibile collegamento con la violenza in provincia di Bergamo
Verranno svolte verifiche anche per chiarire se il dodicenne frequentasse le stesse chat e gruppi social di un altro studente delle medie che nei mesi scorsi a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, che ha accoltellato la sua professoressa di francese. Un aspetto ipotizzato dal “Messaggero” che ha pubblicato la versione di una ragazza straniera già comparsa nell’inchiesta di Trescore Balneario che sostiene di aver ‘incrociato’ negli stessi ambienti digitali frequentati dal tredicenne anche il ragazzino di San Vito Lo Capo. Sono in corso le indagini dei carabinieri. Il dodicenne, intanto, è stato ascoltato ieri in modalità protetta al Tribunale dei minorenni di Palermo.
Lo studente ascoltato in modalità protetta dal Tribunale dei minori
Ieri, sabato 30 maggio, lo studente è stato ascoltato in modalità protetta dal Tribunale per i minorenni di Palermo. La procuratrice dei minori di Palermo Claudia Caramanna e un’equipe di psicologi lo ha sentito per diverse ore in una caserma dei carabinieri. La procura ha ascoltato anche i genitori del 12enne, che hanno riferito agli investigatori di stare attraversando un momento difficile perché sono in fase di separazione. Data l’età, il bambino non è imputabile. La procura dei minori ha, tuttavia, aperto un procedimento. In fase di accertamento, anche l’eventuale premeditazione. Esclusa l’ipotesi di una challenge social.
L’aggressione a scuola
Venerdì scorso, prima di entrare in classe si è cambiato in bagno, ha indossato un caschetto da bici su cui ha incastrato una telecamera go-pro con la quale ha fatto una diretta Telegram della tentata aggressione. Così il 12enne si è preparato e ha tentato di accoltellare il suo docente di tecnologia riprendendo il gesto con il proprio smartphone e condividerlo successivamente in una diretta su Telegram. L’episodio di violenza è avvenuto all’Istituto Comprensivo G. Lombardo Radice – E. Fermi. L’alunno frequenta la prima media: durante la lezione, coperto con un casco integrale armato di un coltello di piccole dimensioni, si è avvicinato al professore cercando di colpirlo. L’uomo è riuscito a bloccarlo rimediando una lieve ferita alla mano. Le condizioni del prof non hanno destato preoccupazione fortunatamente ed è stato poi medicato. Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione di San Vito Lo Capo e della compagnia di Alcamo intervenuti all’Istituto dopo l’accaduto, coordinati anche dalla procura minorile di Palermo.
“All’inizio ho pensato a uno scherzo, poi ho visto i coltelli”
Il prof di tecnologia ha raccontato che inizialmente pensava fosse uno scherzo, non avrebbe mai immaginato che il ragazzino potesse arrivare a compiere il violento gesto: “All’inizio ho pensato a uno scherzo poi quando l’ho visto venirmi incontro con due coltelli ho capito che faceva sul serio. L’ho bloccato e ho chiesto aiuto. I colleghi che erano in altre aule sono accorsi e l’hanno disarmato. Non aveva mai mostrato un’indole violenta, era bravo a scuola e aveva rapporti buoni con i compagni. Credo che il problema sia la fragilità, anche determinata da situazioni familiari non facili, che certi ragazzi hanno. Non ce l’ho con lui, piuttosto sono preoccupato per lui”.
Un’aggressione studiata nei minimi particolari
A seguito del tentato accoltellamento del suo prof di tecnologia, il bambino non ha mostrato nessun segno di pentimento. Un’aggressione studiata nei minimi particolari, nei giorni precedenti annunciandola allusivamente tramite dei contenuti pubblicati sul profilo TikTok. “Una strage sfiorata”, così è stata definita dagli inquirenti.
Il fascicolo per istigazione
La Procura per i minorenni di Palermo ha aperto un fascicolo per istigazione, al momento contro ignoti, per verificare se il dodicenne del Trapanese che venerdì ha aggredito a scuola la sua insegnante di Tecnologia sia stato influenzato o spinto da qualcuno. Gli investigatori stanno esaminando anche i suoi profili social, in particolare TikTok, dove nei giorni precedenti all’episodio sarebbero comparsi messaggi e contenuti che lasciavano intuire l’intenzione di mettere in atto un’azione eclatante. Dalle prime analisi emergerebbe inoltre che alcuni utenti che interagivano con il ragazzo avrebbero mostrato di essere a conoscenza delle sue intenzioni. In diversi commenti gli veniva chiesto in che modo avrebbe realizzato e diffuso il contenuto del gesto violento. Il minore avrebbe risposto spiegando l’uso di un cellulare fissato a un supporto sul capo e la possibile trasmissione in diretta tramite Telegram. Le analogie con un episodio simile avvenuto a marzo nella provincia di Bergamo hanno spinto gli inquirenti ad approfondire anche l’eventuale esistenza di collegamenti tra i due casi o di dinamiche comuni.
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