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Protesta autotrasportatori, il blocco arriva anche a Messina: disagi nelle autostrade siciliane, rischio fermo a oltranza

Protesta autotrasportatori, il blocco arriva anche a Messina: disagi nelle autostrade siciliane, rischio fermo a oltranza
La protesta arriva anche a Messina, foto Imagoeconomica

La protesta degli autotrasportatori giunge anche alla barriera di Tremestieri: traffico e viabilità intasata sull’A18

La protesta degli autotrasportatori contro il caro-gasolio arriva anche a Messina e comincia a produrre i suoi devastanti effetti. Dalla scorsa notte la mobilitazione interessa la barriera di Tremestieri. Alla barriera di Tremestieri sono stati lasciati aperti due varchi per consentire il passaggio delle automobili, sia in entrata sia in uscita, in direzione di Messina e Catania. Sul posto è presente la polizia stradale. La protesta coinvolge anche la barriera di San Gregorio, sulla A18, dove si segnalano rallentamenti e incolonnamenti in direzione Messina, oltre che verso il capoluogo etneo. La mobilitazione interessa anche altre arterie autostradali siciliane, tra cui la A19.

Risolvere il problema forniture

Il nodo, anche per Messina, è soprattutto quello delle forniture.  Le prime carenze di frutta e verdura segnalate nei supermercati arrivano mentre il Comitato di Coordinamento del Trasporto Siciliano (Cts) – come ribadito nell’approfondimento del QdS.it dal coordinatore Salvatore Bella – sottolinea come il trasporto delle merci deperibili deve essere garantito. Una distinzione importante: la linea dichiarata dagli organizzatori è quella di evitare il blocco dei prodotti freschi, ma la prosecuzione della protesta potrebbe comunque creare difficoltà nella regolarità delle consegne. La mobilitazione si inserisce in una protesta più ampia che coinvolge autotrasportatori e agricoltori in diverse regioni del Sud, dalla Puglia alla Sicilia, passando per Molise e Calabria. Al centro della contestazione c’è l’aumento del prezzo del gasolio, che pesa sui costi operativi delle imprese di trasporto e mette sotto pressione la sostenibilità economica delle aziende.

Le richieste del Comitato trasportatori: rischio fermo sino al 27 ottobre

Le richieste riguardano lo sblocco immediato dei pagamenti arretrati, per un valore di circa 104 milioni di euro, e lo stanziamento di ulteriori 70 milioni per la terza annualità 2026-2027. Tra i punti centrali figurano inoltre il credito d’imposta sul gasolio, con l’erogazione immediata di 430 milioni di euro relativi alle domande già presentate e la possibilità di utilizzare subito le somme nel cassetto fiscale, oltre a ulteriori 400 milioni per coprire almeno quattro mesi ancora privi di adeguate tutele. Il Cts chiede anche di essere inserito stabilmente nei tavoli istituzionali dedicati alla mobilità e ai trasporti, compresa la nuova consulta, per garantire una rappresentanza alle imprese del Mezzogiorno. Nonostante l’apertura al confronto, il comitato non considera sufficienti le rassicurazioni informali ricevute finora. “Un semplice comunicato o una dichiarazione d’intenti non possono bastare”, ribadisce il Cts. Per Messina, città strategica nei collegamenti tra Sicilia e continente, la durata della protesta sarà decisiva. Se il confronto con il ministero non porterà a un accordo formalizzato, il fermo potrebbe proseguire fino al 27 ottobre, con il rischio di ulteriori ripercussioni sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci nell’Isola.

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