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Treviso e le buone pratiche da condividere

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Treviso e le buone pratiche da condividere

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sabato 19 Novembre 2022 - 09:32

Abbiamo chiesto a Mario Conte, primo cittadino del Comune di Treviso, la “ricetta” del successo del territorio da lui amministrato in ambito ambientale.

Le città siciliane si trovano in basso nella graduatoria realizzata da ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni (Gruppo Generali) sulla qualità della vita in Italia. Spiccano ai primi posti, invece, le località del Nord.

Abbiamo chiesto a Mario Conte, primo cittadino del Comune di Treviso, la “ricetta” del successo del territorio da lui amministrato in ambito ambientale.

Sindaco Conte, su un tema molto delicato come quello della raccolta differenziata Treviso è al primo posto della classifica “Ecosistema Urbano”. Un ottimo successo frutto di politiche ambientali adeguate alle problematiche locali. Cosa consiglierebbe al territorio che è arrivato all’esatto opposto della classifica, ovvero Catania?

“Treviso ha promosso negli anni politiche ambientali concrete. Si pensi che abbiamo adottato un piano di riforestazione urbana che ha portato migliaia di alberi ad alto coefficiente di mitigazione ambientale nei quartieri fra Parchi urbani e boschi periurbani (resi fruibili per cittadini e scuole grazie alle aule all’aperto), un bando caldaie, rinnovato negli anni, che ha permesso di sostituire 290 impianti obsoleti. E ancora: le piste ciclabili e la messa in sicurezza dei marciapiedi per favorire la mobilità sostenibile e ad emissioni zero”.

“La raccolta differenziata costituisce sicuramente il fiore all’occhiello grazie all’ottimo lavoro svolto da Contarina sia nella raccolta porta a porta che nella fase successiva, quella del riciclo. Oltre, ovviamente, alla grande collaborazione dei cittadini che hanno una grande sensibilità e della Polizia Locale nella lotta all’eco-vandalismo. L’87% si raggiunge soltanto se tutti vanno nella stessa direzione”.

“Non abbiamo consigli da dare a Siracusa perché ognuno conosce bene le problematiche del territorio di competenza. Al limite possiamo condividere le nostre buone pratiche che, compatibilmente alle necessità e alle specificità territoriali, si possono replicare in altri territori. A Treviso le porte sono sempre aperte per confrontarsi e fornire informazioni utili”.

Guardando più in generale al sistema complessivo dei rifiuti, in che modo viene gestito il residuo indifferenziato? Vi servite di impianti industriali per la trasformazione dei rifiuti in energia?

“Il rifiuto secco non riciclabile prodotto a Treviso viene raccolto porta a porta da Contarina, azienda trevigiana che si occupa della gestione dei rifiuti di 49 comuni della provincia, e poi trasportato in un impianto situato nell’hinterland dove si produce combustibile solido secondario che ha un potere calorifero estremamente elevato che viene utilizzato per produrre energia in impianti industriali”.

C’è qualche modello virtuoso che ha promosso e che potrebbe essere esportato al Sud?

“La raccolta differenziata, così come viene gestita a Treviso, rappresenta un modello virtuoso e i risultati hanno dato a questa gestione rilevanza internazionale, così come il piano di riforestazione urbana o il bando caldaie. Tuttavia, riteniamo che ogni iniziativa debba essere costruita in maniera sartoriale sul proprio territorio in base alle criticità, alle caratteristiche e alle istanze dei cittadini”.

“Sicuramente, investire sulla sostituzione delle caldaie obsolete finanziando l’installazione di quelle nuove può essere una buona iniziativa replicabile al Sud, così come quella di investire sul verde, coinvolgendo nel processo di riforestazione anche i privati, come è stato fatto a Treviso con l’iniziativa ‘Adotta un albero’, grazie alla quale sono stati donati ai cittadini più di quattrocento alberi per la piantumazione di nuove essenze autoctone”.

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