Quattro siciliani su dieci in miseria, ma metà dei fondi resta nel cassetto - QdS

Quattro siciliani su dieci in miseria, ma metà dei fondi resta nel cassetto

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Quattro siciliani su dieci in miseria, ma metà dei fondi resta nel cassetto

sabato 18 Aprile 2020 - 00:00
Quattro siciliani su dieci in miseria, ma metà dei fondi resta nel cassetto

Impietosi i dati dell’assessorato regionale alla Famiglia sull’avanzamento della spesa dei Piani di zona. L’Alleanza siciliana contro le povertà: “Serve un’attività programmata con chi sta sul campo”

PALERMO – Cresce la povertà in Sicilia ma i soldi destinati a contrastarla restano non spesi. Ѐ la fotografia allarmante che l’Alleanza contro le povertà in Sicilia consegna dopo aver acquisito dall’Assessore regionale alla famiglia Antonio Scavone i dati sull’avanzamento della spesa delle risorse dei piani di zona per il triennio 2013-2015.

Sono rimasti nel cassetto oltre il 50 per cento dei 75 milioni previsti sul Fondo nazionale delle Politiche sociali assegnati per il triennio 2013-2015. A questi si aggiungono le risorse conferite a tutti i Distretti della Sicilia dal Fondo povertà per le annualità 2018 e 2019 e le somme non spese delle programmazioni degli anni precedenti, a partire dal 2010. Un capitale che potrebbe essere determinante per affrontare la situazione di emergenza che vivono molti siciliani, gli ultimi rilievi ci dicono che 4 su 10 conoscono il dramma della povertà.

L’Alleanza contro le povertà regionale ha ripetutamente indicato in questi anni l’urgenza di affrontare la questione sociale, oggi aggravata dalla pandemia, con politiche ed interventi coordinati. Non basta la mera gestione delle risorse, occorre una governance regionale, anche con modalità di urgenza ed emergenza, che strutturi una efficace e snella Rete di protezione ed inclusione sociale, con articolazioni territoriali, per finalizzare la spesa alle priorità, su obiettivi chiari e definiti, che integri servizi e risorse pubbliche e private, con poteri immediatamente sostitutivi da parte della Regione a garanzia della protezione delle persone in condizioni di grave fragilità e disagio sociale.

La povertà non si contrasta con azioni parcellizzate e figlie della burocrazia ma con un’attività programmata con chi sta sul campo, che renda facile l’attuazione per i comuni in collaborazione con il Terzo Settore di idonei interventi”. Spiega Rosanna Laplaca portavoce dell’Alleanza siciliana contro le povertà che chiarisce come i numerosi appelli rivolti alla Regione siano rimasti inascoltati.

“Abbiamo proposto alla Regione nella persona del suo presidente Musumeci e dell’assessore Scavone – spiega Laplaca – di agire in sinergia con l’Alleanza che si rendeva disponibile per costruire insieme una strategia di interventi immediatamente realizzabili dai comuni in maniera uguale su tutto il territorio siciliano”.

Ad oggi nessun passo in avanti e risultati nettamente negativi – continua – specie se si pensa che non solo i soldi disponibili non vengono spesi ma anche che i servizi e gli interventi offerti sono differenti da territorio e territorio. Questo determina un’ulteriore ingiustizia sociale. Tra gli egualmente poveri ci sono coloro che hanno ancora minori possibilità perché vivono nel territorio sbagliato”.

“Ecco che chiediamo alla Regione di istituire immediatamente una cabina di regia che lavori seriamente, con competenza, conoscendo i territori, la macchina amministrativa e ’i poveri’. Uno strumento al quale l’Alleanza può offrire un contributo serio e immediato per evitare di perdere e disperdere altre risorse”.

“Chi ci governa – conclude l’alleanza nel suo documento – non lasci inascoltato e faccia proprio il monito di Papa Francesco: dalla crisi non si esce da soli, e la Sicilia lo dimostra in pieno; solo una lungimirante azione comune, sussidiaria e partecipata, può condurre chi soffre fuori dai circuiti della disperazione e costruire il’“sistema’ di welfare per aiutare la ricostruzione. Passata l’emergenza sanitaria le ferite saranno profonde, dell’immobilismo questo Governo dovrà assumersi ogni responsabilità”.

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