Nell’aprile del 2024, una donna di 35 anni – insieme ad altre due persone – si rese protagonista di una rapina in una tabaccheria di Ispica. Oggi, a più di due anni dalla vicenda, la responsabile del colpo è stata definitivamente condannata e, su di lei, è stato confermato l’arresto di un’indagine lunga e complessa, ma alla fine arrivata al traguardo, che ha visto anche una prima sentenza lo scorso anno, quando la donna venne raggiunta da una misura restrittiva.
La donna, una 35enne, dovrà pagare anche una multa da circa 1200 euro oltre che scontare il resto della pena, 2 anni e 8 mesi.
Dopo la sentenza del 2025, arriva la conferma dell’arresto: per la donna anche una multa da 1.200 euro
A seguito di una condanna definitiva i Carabinieri della Stazione di Ispica hanno notificato a una trentacinquenne del posto un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Ragusa.
La sentenza nei confronti della donna, già condannata nel 2025 dall’Autorità Giudiziaria iblea per rapina aggravata in concorso – decisione confermata dalla Corte d’Appello di Catania – è divenuta definitiva nel mese di ottobre del 2026. La 35enne, che si trovava già sottoposta a misura restrittiva e che proseguirà la detenzione in regime di arresti domiciliari, è stata raggiunta dal provvedimento di condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 1.200 euro (pena in parte già espiata).
I fatti di Ispica più di due anni fa: era il 2024
Il provvedimento restrittivo scaturisce da fatti risalenti all’aprile del 2024, quando si era resa responsabile, assieme ad altre due persone, di una rapina ai danni di una tabaccheria del centro cittadino di Ispica.
L’attività di indagine, allora subito avviata dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica aveva permesso di ricostruire l’esatta dinamica dell’evento e le fasi successive all’azione delittuosa. Proprio la partecipazione della donna, che aveva preso parte al colpo con funzioni di “palo” ed era stata ripresa dai sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio ispicese, era stato uno dei dettagli che aveva condotto gli investigatori dell’Arma ad individuare i responsabili del grave fatto. Un altro particolare, emerso dalle riprese video dell’area, cristallizzate dagli investigatori dell’Arma, aveva tradito il gruppo di rapinatori: un maldestro tentativo di camuffare con del nastro adesivo la targa dell’auto utilizzata per la rapina, che era stata invece riconosciuta e aveva confermato i sospetti dei Carabinieri.
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