Recovery e Mes “per me pari sono” - QdS

Recovery e Mes “per me pari sono”

Carlo Alberto Tregua

Recovery e Mes “per me pari sono”

martedì 19 Gennaio 2021 - 00:00

Vaccinare subito gli italiani

Le Commissioni Bilanci e Affari economici del Parlamento Europeo hanno approvato il regolamento di attuazione del Recovery Fund, secondo cui gli Stati cui andranno i finanziamenti sui progetti, sono tenuti a rispettare questa specie di Codice. Nel Recovery sono inserite una serie di condizioni (volgarmente intese come condizionalità) che sono di fatto uguali a quelle del Mes (Meccanismo europeo di stabilità).
La conseguenza è che i Paesi che utilizzeranno il Recovery dovranno sottostare alle stesse regole (condizionalità) che dovrebbero osservare se utilizzassero il Mes.
Vengono così smentiti tutti gli stupidelli che continuano ad avversare il finanziamento per la sanità per non sottostare alle condizioni, perché le stesse, ripetiamo, sono state inserite nel regolamento citato, appena approvato dal Parlamento europeo.
Il tentativo di uscire fuori dai binari da parte di chi non ha competenze di gestione delle istituzioni, perché non sarebbe capace neanche di gestire un chiosco di bibite, viene fuori con tutta evidenza. L’incompetenza di improvvisati presidenti del Consiglio e ministri viene fuori con una folgorante luminosità.

Giornali e giornalisti di carta stampata, radio, televisioni e media sociali, continuano a sottintendere, non sappiamo se per ignoranza o stupidità, le regole europee che sono tassative e approfittano del fatto che, per effetto dell’epidemia, in questo momento tali regole sono state sospese, ovviamente.
Ma sia Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, che Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, e ancora Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’Economia, hanno detto a chiare lettere, non riportate dall’informazione italiana, che comunque tutti i finanziamenti ordinari e straordinari dell’Europa sono soggetti a condizioni tassative e inoltre che la normalità, cioé il Fiscal compact, vale a dire il Patto di bilancio europeo, non appena cesserà l’emergenza, sarà ripristinato in tutta la sua completezza.
Si continua a cincischiare, in buona o in cattiva fede, sulle misure straordinarie messe a disposizione per affrontare la gravissima crisi economica, che è peggiore della crisi sanitaria, senza usare il buonsenso del pater familias, che riguarda l’andamento dei conti.
Il presidente del Consiglio (o ex presidente del Consiglio) ha continuato a parlare di procedure accelerate con il solito lessico: “Faremo, provvederemo, agiremo”. Ma non ha comunicato che le procedure accelerate si possono ottenere se si cambiano quelle esistenti mediante leggi e non mediante chiacchiere.
Il Decreto semplificazioni, all’articolo 1, prevede una serie di complicazioni che sono l’esatto contrario. Vi invitiamo a leggerlo in qualunque sito ufficiale.
Le istituzioni non hanno compreso che è urgente tornare alla normalità. Perché ciò avvenga è necessario procedere alla vaccinazione di massa.
Fra poco sarà disponibile anche il vaccino di Johnson & Johnson, del quale il commissario Arcuri avrebbe prenotato quaranta milioni di dosi, che si sommano a quelle già acquistate da Pfizer BioNTech, alle altre provenienti da Moderna e alle altre ancora di AstraZeneca.
Ma tutte queste prenotazioni devono tramutarsi in immediata disponibilità per procedere alla vaccinazione di massa.

È incosciente il ministro della Sanità e tutti quelli del suo entourage che continuano a dire che il popolo italiano dovrà penare fino all’estate e anche dopo per vedere vaccinato solo un terzo della sua consistenza.
Qui occorre che tutto il popolo italiano venga vaccinato, ora e subito, entro pochi mesi, perché se continua il fermo economico, soprattutto nel Sud Italia, la fame nera e la disoccupazione si estenderanno a macchia d’olio e i disastri dei ceti medio-bassi saranno ben più grave dei poveri morti con il virus e non per il virus.
L’imbroglio dei dati è continuo, non si capisce perché non vengano contabilizzati i test rapidi in tutto il Paese, come ha fatto in Veneto il presidente Zaia, con il risultato che il rapporto con i contagiati si è dimezzato.
Il sistema di rilevamento dei dati è falso. Non sappiamo se sia utile per infondere terrore nella popolazione o per mantenere un’ex maggioranza traballante, bullonata alle proprie sedie, che non vuole andare a casa, utilizzando carte false.

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