Il referendum giustizia 2026 si avvicina e ha qualcosa di diverso rispetto a diversi altri indetti negli ultimi tempi: non ci sarà il quorum, quindi sarà valido anche qualora non vadano a votare il 50%+1 degli aventi diritto. Almeno in questo caso, quindi, anche qualora trionfasse l’astensionismo (come spesso accade), la votazione non sarebbe nulla.
Referendum giustizia 2026, perché non serve il quorum
Il referendum sulla giustizia non è un referendum abrogativo, ma confermativo. Significa che ai cittadini è chiesto di confermare o respingere una riforma costituzionale che ha già attraversato un iter parlamentare. Nel caso specifico, il quesito verte sulla riforma della giustizia, che è stata approvata ma non ha ottenuto il sì dai due terzi del Parlamento. In questi casi, è possibile chiedere un referendum confermativo ed è proprio quello che è accaduto con la riforma Nordio. Questo tipo di referendum – considerando che la modifica costituzionale che prevede è già stata sottoposta al Parlamento – è valido a prescindere dal numero di votanti.
Referendum giustizia, perché si vota
Il referendum sulla giustizia è stato indetto per chiedere alla popolazione di confermare o respingere la riforma Nordio, che prevede in sintesi:
- la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri: i magistrati dovranno scegliere a inizio carriera tra l’appartenenza alla magistratura giudicante, cioè quella che decide sulle controversie e i reati, o alla magistratura requirente (quella che si occupa delle indagini).
- l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per giudici e uno per pubblici ministeri;
- sorteggio come strumento di elezione per parte dei membri dei CSM;
- l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, a cui verrebbe affidata “in via esclusiva la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, sia giudicanti che requirenti”.
Il quesito – su scheda verde – è il seguente:
«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?»
Si vota “sì” per confermare la riforma, no per respingerla.
La guida al voto per il referendum giustizia
Per il referendum sulla giustizia 2026, senza quorum, si vota domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Se desideri maggiori informazioni e risposte alle domande più frequenti sulla consultazione, leggi la guida del QdS (link in basso).
LEGGI LA GUIDA AL REFERENDUM 2026
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