La rete di rilevazione dei dati meteorologici utilizzata dalla Regione Siciliana verrà ammodernata. La gara d’appalto, che vale circa otto milioni e mezzo di euro, è stata da poco pubblicata e scadrà il 17 agosto.
Al centro della procedura c’è l’aggiornamento della strumentazione che negli anni scorsi la Protezione civile ha acquisito dall’Autorità di bacino. In programma, anche la sistemazione delle tecnologie utilizzate nelle dighe per misurare il livello di acqua al loro interno.
Integrazione da perfezionare
La decisione di investire nell’adeguamento delle centraline segue la presa d’atto da parte della Protezione civile dell’attuale non idoneità di quelle che in passato erano a disposizione dell’Osservatorio delle acque, dipartimento che poi con il governo Musumeci ha preso il nome di Autorità di bacino.
Era il 2021, quando l’Adb ha consegnato alla Protezione civile 317 impianti, tra idrometri, idrometri con sensori di pioggia e temperatura, rilevatori d’altezza negli invasi e idrometri a valle delle dighe. Del totale oltre duecento erano stazioni termo-pluviometriche.
Le tecnologie di trasmissione che caratterizzano gli impianti si alternavano tra quelle dotate soltanto di Gprs e altre che implementavano anche le comunicazioni radio.
I secondi sono stati ritenuti “non idonei” per le finalità di protezione civile. “In quanto – si legge nella relazione allegata alla gara – la sensoristica, l’elettronica di controllo e la paleria risultano perlopiù obsoleti e ciò comporta frequenti malfunzionamenti che impediscono una regolare attività di monitoraggio in tempo reale delle grandezze registrate”. A ciò si aggiunge il rischio di perdita dei dati o quantomeno la mancanza di rassicurazioni circa la loro tempestiva trasmissione.
“Tenuto conto che oggi si constata un generale decadimento della regolarità e qualità delle registrazioni delle stazioni – viene rimarcato – si ritiene indispensabile procedere con l’ammodernamento e il potenziamento funzionale degli impianti”.
Stazioni da rimuovere
Il progetto, il cui valore è esattamente di 8.428.757 euro, cifra che sarà suscettibile dei ribassi presentati da parte delle ditte partecipanti, si articola in interventi diverso tipo. In alcuni casi si procederà con installazioni di nuove stazioni, come nel caso delle aree soggette a piene improvvise che nel Piano di gestione del rischio alluvioni sono segnalate come priorità 1.
A essere prevista è anche la rimozione di centraline, senza sostituzioni. In questo caso le dismissioni sono motivate dal fatto che le attuali centraline non sono più considerate utili “in quanto ridondanti per vicinanza con stazioni nuove”.
“La realizzazione degli interventi dovrà consentire al Centro funzionale decentrato l’acquisizione di un quadro informativo di dati e parametri rilevati al suolo, più completo e dettagliato, in modo da sovraintendere più efficacemente alle attività di monitoraggio e allertamento in tempo reale previste su tutto il territorio regionale nonché una più dettaglia conoscenza dei dati meteorologici e idrologici per la ricostruzione dei rapporti d’evento”, è l’obiettivo che la Regione si è prefissata.
La questione invasi
La ditta aggiudicataria dovrà intervenire anche all’interno delle dighe. In questo caso la necessità è emersa alla luce dei cambiamenti scaturiti dagli ultimi anni di siccità.
“I progetti di realizzazione dei sistemi di rilevamento dei livelli negli invasi monitorati dal sistema regionale risalgono orami a più di venti anni fa. Sebbene la maggior parte della strumentazione esistente sia funzionante, sono oggi cambiate le condizioni che hanno determinato la definizione delle quote attuali di posizionamento dei sensori e, conseguentemente, il range di livelli misurabili dal sistema. A fronte del susseguirsi di periodi di siccità che vanno via via intensificandosi e che hanno trovato uno dei culmini di severità nel corso del 2024, si rende oggi necessario prevedere per tutti i sistemi in essere, un aggiornamento e riposizionamento dei sistemi di misura esistenti”, viene spiegato.Il cronoprogramma
Il bando di gara prevede che dal momento in cui verrà sottoscritto il contratto, le imprese aggiudicatarie avranno quattro anni per completare l’installazione della strumentazione. Il progetto include anche una fase di disseminazione delle attività svolte, con campagna di comunicazione e produzione di materiale rivolto alla conoscenza da parte della cittadinanza.
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