È stato comunicato all’opinione pubblica siciliana che la Regione procederà a bandire concorsi con i quali debbono essere assunte 2.600 persone.
La notizia è stata diffusa dopo che la Corte dei conti ha dato il suo via libera al Piao (Piano integrato di attività e organizzazione) 2026-2028. Il fabbisogno di queste assunzioni, dunque, scaturisce da quanto scritto all’interno di tale documento.
Esso contiene quello che la Regione ha definito “progetto di reclutamento del personale” da qui al 2028, prevedendo nello specifico 2.444 nuove assunzioni per gli uffici, a cui si aggiungono 156 dirigenti, per arrivare a quelle 2.600 unità citate in precedenza.
Piao 2026-2028: assunzioni senza organizzazione
Va da sé che tutta la nuova organizzazione della Regione, inserita in codesto Piao, avrebbe dovuto essere preliminare all’assunzione di nuovi dipendenti, funzionari e dirigenti, per i quali si attende la riforma della cosiddetta fascia unica, anziché le tre fasce attuali. Ma non risulta che quanto precede sia stato fatto, puntando esclusivamente alle assunzioni.
Ho letto le 451 pagine di tale strumento e, come ex professore di organizzazione, devo fare un plauso perché è ben fatto. Ma c’è un “Ma” grande come una casa. Manca la spiegazione del fabbisogno di personale in funzione del numero di servizi che dovranno essere erogati. Perché servono 10.573 (anno 2025) unità tra funzionari, istruttori e coadiutori, e non per esempio solo 5.000? In altri termini, non è spiegato il processo necessario che parte dai servizi per arrivare al fabbisogno di risorse umane.
Digitalizzazione totale e controlli a posteriori
Ovviamente, i servizi – assessorato per assessorato (sono dodici) più quelli della Presidenza – debbono essere integrati in modo che non circoli più un foglio di carta, con documenti totalmente digitalizzati. Non dovrà esserci un solo dirigente, di qualunque fascia, o un solo funzionario o dipendente che continui a maneggiare carte, perché tutto deve viaggiare in modo informatico.
Fra l’altro, questo tipo di organizzazione ha il grande vantaggio di consentire i controlli tassativi a posteriori, perché è tutto registrato con la data e l’orario, cosicché si potrà lottare l’assenteismo, il menefreghismo e il lassismo che albergano in molti settori, non in tutti, della Regione.
Campagna elettorale 2027: i candidati alla presidenza dovranno indicare di quanto crescerà il Pil
È da decenni che scriviamo le stesse cose, quindi non vorremmo abusare della pazienza dei cortesi lettori, ma i fatti sono questi e non possiamo farci niente. Quali sono i fatti? Che si punta ad assumere personale, che è un segmento terminale e non precedente all’organizzazione dei servizi. Comprendiamo che la comunicazione di assunzioni crea favore nell’opinione pubblica, ma non è un buon modo di gestire la Regione, che sempre di più ha un ruolo centrale nello sviluppo e nel miglioramento dell’economia.
Annunciamo fin da ora che nella prossima campagna elettorale del 2027, per l’elezione del presidente della Regione e dei settanta deputati dell’Assemblea regionale, scriveremo a chiare lettere e comunicheremo in tutti gli ambiti regionali che i candidati alla Presidenza debbono impegnarsi di fronte ai cittadini, in modo netto e inequivocabile, indicando di quanti punti intendano far aumentare il Pil nei successivi cinque anni.
E comunicheremo all’opinione pubblica l’eventuale assenza di questo tassativo impegno, che è la sintesi complessiva di un’amministrazione funzionale.
Il salario non è una variabile indipendente
Insomma, nella Regione occorre un’opera di riorganizzazione generale, in cui debbono essere coinvolti anche i sindacati, i quali ormai hanno capito che non funziona più il solito meccanismo basato sugli stipendi, sulle assenze, sull’assistenzialismo, ma occorre che vi sia una stretta relazione fra le prestazioni di livello professionale e i relativi compensi. Un modo di affermare senza mezzi termini che “il salario non è una variabile indipendente”, com’è stato finora.
In altre parole, ogni dirigente, funzionario o dipendente della Regione (il discorso vale anche per gli Enti locali) deve meritarsi quel compenso pagato dai cittadini mediante le tasse.
Si tratta di un principio vecchio come il cucco, ma mai applicato. Ci auguriamo che venga tirato fuori dalle catacombe e divenga lo strumento principale di una moderna Regione, fatta di competenti e di persone per bene, pienamente coscienti di essere al servizio dei siciliani e delle siciliane.

