Riconoscimento per i Distretti produttivi siciliani - QdS

Riconoscimento per i Distretti produttivi siciliani

Francesco Sanfilippo

Riconoscimento per i Distretti produttivi siciliani

giovedì 09 Luglio 2020 - 00:00
Riconoscimento per i Distretti produttivi siciliani

Chiuso ieri l’iter, con l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano che ha firmato il decreto e li ha presentati. Istituiti dalla Regione con l’obiettivo di far lavorare le filiere produttivi per sistemi integrati. In rete 976 imprese

PALERMO – Dopo anni di prove e di lavoro, i distretti produttivi siciliani hanno ottenuto un nuovo riconoscimento. Infatti, sì è concluso, ieri, a Palermo l’iter di riconoscimento, con l’assessore Mimmo Turano che ha firmato e consegnato i decreti e ha presentato la nuova geografia dei distretti nel corso di una conferenza stampa tenutasi all’assessorato Attività produttive.

I distretti sono tredici tra rinnovi e nuovi riconoscimenti, distribuiti su tutto il territorio regionale. A Catania sono presenti il Distretto Agrumi di Sicilia, il Distretto del Ficodindia di Sicilia a San Michele di Ganzaria e il distretto della pietra lavica di Belpasso.

A Palermo, si trovano, invece, il Distretto Meccatronica, il Distretto della moda Mythos e il Distretto nautico del Mediterraneo. Non manca l’area di Trapani, con il Distretto Pesca e Crescita Blu a Mazara del Vallo, mentre a Ragusa è presente il Distretto orticolo Sud-Est Sicilia insieme al Distretto Lattiero Caseario. Nell’agrigentino, si trova il Distretto Ecodomus specializzato nella filiera edilizia e delle energie rinnovabili a Licata, nel nisseno a Mazzarino ha sede il Distretto Frutta secca di Sicilia, mentre il Distretto Filiera delle Carni sorge a Messina oltre al Distretto ortofrutticolo di qualità a Siracusa.

I distretti produttivi, che vedono la luce nel 2005, vengono istituiti dalla Regione con l’obiettivo di far lavorare le filiere produttive per sistemi integrati. In questo modo, si vuole dare una programmazione a livello territoriale, incentivandoli con specifici fondi. I tredici distretti riconosciuti mettono in rete 976 imprese siciliane.

L’assessore, Mimmo Turano, ha dichiarato: “Quando mi sono insediato ho trovato una situazione dei distretti produttivi davvero critica. Al 2017 il sistema dei riconoscimenti era, praticamente, bloccato e non si era proceduto ai rinnovi o a nuove istituzioni determinando conseguentemente una sorta di limbo. Con il presidente Musumeci abbiamo ripreso il dialogo e il confronto con i distretti, ma soprattutto abbiamo messo in campo tutti gli strumenti amministrativi necessari per far ripartire i distretti, puntando anche ad un sostanziale riordino. Ciò ci ha permesso di evitare doppioni e sovrapposizioni all’interno delle filiere”.

Durante la conferenza stampa, l’assessore ha rivendicato come fondamentale per la ripartenza del sistema, la revisione delle procedure previste per i riconoscimenti messa a punto dagli uffici del Dipartimento Attività produttive. Grazie al nuovo iter avviato nello scorso febbraio, sono state eliminate le criticità che avevano fino ad allora bloccato le pratiche di riconoscimento.

Nello specifico, oltre ad adeguare i criteri di valutazione, lo stesso nucleo di valutazione previsto in precedenza, è stato sostituito da una commissione interna al Dipartimento Attività produttive. Inoltre, si amplia il riconoscimento temporale dei distretti da tre a cinque anni dal prossimo rinnovo. Infine, l’assessore Turano si è soffermato anche sulle prospettive: “il distretto produttivo è espressione della capacità del sistema delle imprese e delle istituzioni locali di sviluppare una progettualità strategica che riguardi anche la prossima programmazione comunitaria. In questo senso per favorire il dialogo abbiamo istituito un ufficio apposito per i distretti presso il dipartimento Attività produttive che è coordinato da Aldo Brancato. Riattiveremo anche la Consulta dei Distretti che è l’organismo di coordinamento e concertazione dei distretti. Non vogliamo limitarci a far ripartire il sistema ma siamo intenzionati a dargli nuova vitalità”.

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