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Rilanciare l’economia di Niscemi, Urso: “Serve intervento del Parlamento”

Rilanciare l’economia di Niscemi, Urso: “Serve intervento del Parlamento”
Niscemi sp12, foto Regione

Il ministro delle imprese ha risposto a una lettera mandata da un gruppo di professionisti niscemesi

Per rilanciare il tessuto economico e produttivo di Niscemi, dopo la frana di gennaio è possibile solo con un intervento del Parlamento che dovrà adottare una specifica disposizione legislativa per creare una zona franca urbana. A dirlo è il ministro delle imprese Adolfo Urso in una lettera di risposta ad un gruppo di professionisti niscemesi.

Perimetro della zona, agevolazioni e finanziamenti: cosa bisogna fare

“Bisognerà individuare la perimetrazione della zona – sottolinea Urso -, definire le agevolazioni e assicurare la copertura finanziaria”. Le richieste dei professionisti di Niscemi “sono state portate all’attenzione dei competenti uffici di questo ministero per ulteriori approfondimenti” ha specificato il ministro.

“Il governo segue con particolare attenzione le esigenze del territorio di Niscemi, impegnandosi nell’adozione di misure mitigative delle criticità conseguenti al dissesto idrogeologico che ha interessato l’area”, aggiunge Urso.

Frana di Niscemi, al via il piano da 32 milioni di euro per stabilizzarla: ecco cosa prevede

Nei giorni scorsi è arrivato l’ok ufficiale al Documento di fattibilità delle alternative progettuali da parte del commissario straordinario per l’emergenza, Fabio Ciciliano, che ricopre anche il ruolo di capo del Dipartimento della Protezione Civile. Il provvedimento stabilisce le linee guida per mettere in sicurezza l’area centrale del fenomeno franoso.

L’intervento principale

Il cuore del piano dell’opera consiste nello scavo di una galleria drenante profonda della lunghezza di 1.500 metri. Questo intervento punta ad agire direttamente sulle acque sotterranee per ridurne la pressione interstiziale, migliorando in maniera sostanziale la tenuta del terreno.

La decisione di puntare sulla galleria drenante unica è giunta a seguito di un’approfondita relazione tecnica che ha analizzato diverse opzioni operative. Tra le ipotesi prese in esame vi erano la realizzazione di pozzi per controllare i livelli idrici, la riqualificazione dei punti di scarico a valle e vari interventi superficiali. Alla fine, la soluzione sotterranea è risultata la più idonea ed efficace, per un investimento complessivo stimato in circa 32 milioni di euro.

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