PALERMO – Una svolta nelle autorizzazioni per gli impianti da fonti rinnovabili in Sicilia. Già dallo scorso 20 giugno è cambiato il percorso per ottenere il via libera a nuovi progetti energetici: l’autorizzazione unica è passata al dipartimento regionale dell’Energia, mentre all’Ambiente è rimasta la competenza sulle valutazioni ambientali. La Regione ha ora chiarito anche cosa accadrà alle pratiche già avviate, alcune delle quali cambieranno ufficio e proseguiranno secondo le nuove regole. A mettere ordine è una circolare congiunta dei dipartimenti regionali dell’Ambiente e dell’Energia, emanata dopo la modifica introdotta dalla legge regionale 13 del 29 maggio 2026. La norma, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Regione il 5 giugno ed entrata in vigore quindici giorni dopo, ridisegna le competenze sui procedimenti che riguardano gli impianti Fer, cioè alimentati da fonti energetiche rinnovabili.
Impianti Fer, nuove competenze tra Ambiente ed Energia
Il principio è abbastanza semplice. La valutazione degli effetti che un progetto può avere sull’ambiente continua a essere affidata al dipartimento dell’Ambiente. Il provvedimento che autorizza la realizzazione dell’impianto, invece, diventa competenza del dipartimento dell’Energia. Il nuovo sistema si inserisce nella disciplina nazionale prevista dal decreto legislativo 190 del 2024, che ha regolato i procedimenti amministrativi per gli impianti rinnovabili. Quando necessario, prima dell’autorizzazione unica deve essere effettuata la verifica per stabilire se il progetto debba essere sottoposto a valutazione di impatto ambientale. Per questa fase la normativa indica un termine non superiore a 90 giorni, calcolato dalla conclusione della verifica sulla completezza della documentazione.
Rinnovabili Sicilia, cosa succede alle pratiche già avviate
Il problema principale affrontato dalla Regione riguarda però le pratiche che erano già negli uffici, quando la nuova legge è entrata in vigore. Non possono essere trattate tutte nello stesso modo, perché alcune erano appena iniziate mentre altre erano praticamente concluse. La circolare individua quindi quattro situazioni. Per le richieste di Paur presentate all’Ambiente dal 20 giugno in poi, relative ai progetti già dichiarati assoggettabili a Via (valutazione di impatto ambientale), si applicano direttamente le nuove disposizioni. L’Ambiente dichiarerà quelle istanze inammissibili per mancanza di competenza e inviterà i proponenti a presentare la domanda di autorizzazione unica al dipartimento dell’Energia attraverso il portale telematico della conferenza di servizi.
Paur e autorizzazione unica, le regole per i procedimenti in corso
Diverso il destino delle pratiche che avevano già superato un passaggio decisivo prima dell’entrata in vigore della riforma. Quando entro il 19 giugno la conferenza di servizi aveva già adottato la propria determinazione conclusiva, il vecchio procedimento resta valido e sarà l’autorità ambientale a chiuderlo con il rilascio del Paur, oppure con un diniego. In sostanza, ciò che era sostanzialmente arrivato alla fine non viene rimesso in discussione. Più delicata è la situazione dei procedimenti già aperti ma ancora privi, dal 20 giugno, della decisione conclusiva della conferenza di servizi. In questi casi sarà il dipartimento dell’Energia a portare a termine l’iter e a decidere sull’autorizzazione unica. Non si ripartirà però da zero: l’Ambiente trasmetterà all’Energia la pratica e i pareri già acquisiti, mentre dovranno essere raccolti quelli eventualmente ancora mancanti. Anche il proponente sarà informato del cambio di competenza.
Autorizzazioni energetiche, il caso dei decreti già emanati
C’è poi il caso dei progetti per i quali, al 20 giugno, non era ancora terminata la conferenza di servizi del Paur ma il dipartimento dell’Energia aveva già emanato il decreto di autorizzazione unica. Per queste pratiche la Regione stabilisce che il procedimento autorizzatorio deve considerarsi concluso e che il decreto è immediatamente efficace. La circolare interviene anche sugli atti eventualmente adottati dall’Ambiente dopo il cambio delle competenze. Le determinazioni conclusive assunte dal 20 giugno secondo il precedente procedimento, così come le eventuali convocazioni delle relative conferenze di servizi, dovranno essere revocate.
Nuovi progetti Fer, come presentare la domanda in Sicilia
Chiarita la sorte delle vecchie pratiche, la Regione indica il percorso che dovrà essere seguito d’ora in avanti. I nuovi progetti Fer, dopo l’eventuale verifica ambientale preliminare, dovranno essere presentati attraverso il portale della conferenza di servizi gestito dal dipartimento dell’Energia. Nello stesso sistema dovranno essere caricati il progetto, la documentazione richiesta e la domanda di autorizzazione unica predisposta secondo il modello previsto dalla normativa. Quando l’opera necessita della valutazione di impatto ambientale o della valutazione di incidenza ambientale, dovrà essere allegata anche la relativa documentazione. C’è però una fase transitoria dovuta al fatto che i due sistemi informatici regionali non sono ancora completamente collegati. Per questo, temporaneamente, chi presenta un progetto dovrà depositare la documentazione ambientale e una copia della domanda di autorizzazione unica anche sul portale Si-Vvi utilizzato dal dipartimento dell’Ambiente.
Impianti rinnovabili, tutta la documentazione necessaria
La documentazione richiesta è consistente perché deve permettere alla Regione di conoscere nel dettaglio caratteristiche e conseguenze dell’intervento. Il proponente deve dimostrare innanzitutto di avere la disponibilità dei terreni interessati. Serve inoltre un progetto di fattibilità tecnico-economica che comprenda non soltanto l’impianto, ma anche le infrastrutture necessarie per collegarlo alla rete, le modalità di realizzazione e ciò che dovrà accadere quando l’attività terminerà. Un capitolo importante riguarda il collegamento alla rete elettrica. Alla domanda deve essere allegato il preventivo predisposto dal gestore e accettato dal proponente, insieme agli elaborati tecnici necessari per autorizzare le infrastrutture di connessione. I controlli riguardano anche altri aspetti del territorio. A seconda delle caratteristiche dell’intervento possono essere necessari adempimenti nei confronti della Soprintendenza, dell’Enac, dell’Aeronautica militare e dei Vigili del fuoco.
Rinnovabili in Sicilia, l’obiettivo è semplificare le autorizzazioni
Il risultato, in generale, è nuova organizzazione delle autorizzazioni energetiche siciliane. L’Ambiente continuerà a valutare gli effetti dei progetti sul territorio, mentre l’Energia diventa il riferimento per il provvedimento che consente di realizzare gli impianti. Per le pratiche rimaste a metà strada sono state fissate regole precise, evitando di cancellare automaticamente il lavoro amministrativo già svolto. L’obiettivo dichiarato dalla stessa Regione è accelerare e semplificare le procedure per l’installazione degli impianti da fonti rinnovabili. La vera prova sarà adesso quella degli uffici e dei tempi: la nuova divisione delle competenze dovrà trasformarsi, nella pratica, in autorizzazioni più lineari e meno passaggi burocratici per chi vuole investire nelle energie rinnovabili in Sicilia.

