Ristrutturazioni edilizie, ultimi mesi per la detrazione al 50% - QdS

Ristrutturazioni edilizie, ultimi mesi per la detrazione al 50%

Serena Giovanna Grasso

Ristrutturazioni edilizie, ultimi mesi per la detrazione al 50%

martedì 27 Agosto 2019 - 06:00
Ristrutturazioni edilizie, ultimi mesi per la detrazione al 50%

Agenzia delle Entrate: a partire dal 2020 l’agevolazione fiscale verrà abbassata al 36%. Tra gli interventi ammessi anche la riduzione di inquinamento acustico e consumi energetici

PALERMO – Forse non tutti sanno che è possibile detrarre dall’Irpef una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali. All’interno della guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” dell’Agenzia delle Entrate sono contenuti tutti gli ultimi aggiornamenti.

Le detrazioni ammontano al 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2019, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, e al 36% per le somme che saranno pagate dal primo gennaio 2020 (in questo caso, il limite massimo di spesa si dimezza a 48 mila euro).

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali e personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese.

I lavori per i quali spetta l’agevolazione fiscale consistono nella manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Mentre non risultano ammessi al beneficio fiscale gli interventi di manutenzione ordinaria (spettanti solo per i lavori condominiali), a meno che non facciano parte di un intervento più vasto di ristrutturazione. Relativamente agli interventi di ristrutturazione edilizia, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che la detrazione non spetta nel caso in cui si è proceduto a demolizione e ricostruzione con ampliamento, in quanto l’intervento si considera nel suo complesso come una nuova costruzione. Mentre se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente, poiché l’ampliamento configura comunque una nuova costruzione.

Risultano detraibili anche i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi, e gli interventi volti alla realizzazione di strumenti idonei a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi. Rientrano all’interno degli interventi detraibili anche le misure finalizzate alla prevenzione del rischio di compimento di atti illeciti (come l’apposizione di grate sulle finestre, porte blindate o rinforzate, installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti, tapparelle metalliche con bloccaggi e così via). Inoltre, fanno parte degli interventi detraibili anche le azioni finalizzate al contenimento dell’inquinamento acustico, i lavori effettuati per il conseguimento di risparmi energetici e per l’adozione di misure antisismiche.

Per ottenere la detrazione, è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione. Per i lavori effettuati sugli infissi, sugli impianti tecnologici e sulle strutture edilizie di carattere energetico vige l’obbligo di comunicazione all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), al fine di monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi.

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale anche online, da cui risultino causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione e codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. I contribuenti che usufruiscono dell’agevolazione devono conservare oltre alla ricevuta del bonifico, le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione.

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