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Verso il ritorno al nucleare in Italia, Meloni: “Entro l’estate ok delega per la ripresa”

Verso il ritorno al nucleare in Italia, Meloni: “Entro l’estate ok delega per la ripresa”
Foto Adnkronos

“Se le posizioni delle forze di opposizione oggi fossero diverse, le mie porte sarebbero ancora aperte”, ha dichiarato Meloni

Si continua a parlare di nucleare in Italia. “Saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia”, ha dichiarato Giorgia Meloni al Premier Time in Senato. La presidente del Consiglio ha risposto a un’interrogazione di Azione sull’istituzione di una cabina di regia per affrontare le priorità strategiche del Paese.

Il ritorno al nucleare in Italia

“Approfitto per dire che entro l’estate sarà adottata la legge delega”, ha comunicato Meloni. Si parlava già del tema e del disegno di legge per il nucleare in Italia, che dovrebbe essere approvato alle Camere entro il mese di luglio. “Sulla cabina di regia sarei anche disponibile. Quando finora abbiamo provato a fare delle proposte di questo tipo le risposte dalla stragrande maggioranza dei partiti di opposizione non è stata di disponibilità. Ricordo uno degli ultimi casi, all’inizio del conflitto in Iran, dissero che volevamo organizzare una sorta di passerella”.

“Porte aperte per l’interesse nazionale”

“Se le posizioni delle forze di opposizione oggi fossero diverse, le mie porte sarebbero ancora aperte: sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di mettere da parte l’interesse di partito per l’interesse nazionale”, ha aggiunto la premier”, ha detto Meloni. La presidente ha parlato anche di quadro economico e internazionale particolarmente complesso con le criticità geopolitiche che gravano su energia, “competitività delle imprese, sul potere di acquisto delle famiglie”.

Scontro con Renzi

Nel corso dell’interrogazione è avvenuto anche vero e proprio scontro con Matteo Renzi. Il dibattito è incentrato sul recente caso del ministro della Cultura, Giuli, che ha revocato parte del suo staff. “Di fronte alla crisi dello stretto di Hormuz la vostra proposta è la legge elettorale e succede perché la qualità delle persone che ha attorno non è all’altezza della sfida di geopolitica”, ha dichiarato il leader di Italia viva. Renzi ha poi aggiunto: “Il ministro della cultura riesce a farsi dare dell’assenteista da Matteo Salvini, riesce a litigare con il mondo del cinema e con gli intellettuali di destra e perfino a licenziare i suoi collaboratori. Allora noto che è incredibile come questo governo dei leader licenzi i suoi sottoposti, come lei ha fatto con Santanché”.

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