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Roma, fiumi di droga, spedizioni punitive e armi, duro colpo al clan della Magliana

Roma, fiumi di droga, spedizioni punitive e armi, duro colpo al clan della Magliana

L’operazione dei carabinieri e della Dda ha fatto emergere uno spaccato di assoluta spregiudicatezza criminale, evidenziando eventi di notevole allarme sociale

Nuovo duro colpo di carabinieri e Dda (direzione distrettuale antimafia) alla criminalità romana. In un blitz è stata smantellata una grossa (e spietata) organizzazione criminale capace di trattare ingenti carichi di droga rapportandosi direttamente con fornitori in Sud America, con potenti cartelli albanesi del Nord Italia e con figure apicali della criminalità organizzata romana e delle cosche calabresi. Sette gli arresti della maxi operazione.

Pochi giorni fa a Palermo carabinieri e polizia hanno inferto un duro colpo alla famiglia di Santa Maria di Gesù con un’operazione che ha portato all’arresto di 26 persone.

Spedizioni punitive e il tentativo di acquisire armi da guerra

Nel corso delle indagini sono state documentate, tra l’altro, spedizioni punitive e l’intento di acquisire armi da guerra per compiere agguati nei confronti dei componenti di clan rivali.

Sette misure cautelari in carcere, due arresti in flagranza

In totale sono sette le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip su richiesta della Dda di Roma, eseguite in queste ore dai carabinieri del comando provinciale di Roma mentre altri due arresti sono stati messi a segno in flagranza.

Le accuse nei confronti degli arrestati vanno dall’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti allo spaccio, dall’estorsione aggravata alla detenzione illegale di armi e allo sfruttamento della prostituzione.

Le indagini, la droga dal Sud America

La misura restrittiva trae origine da una complessa indagine che, supportata dall’acquisizione di chat criptate e da capillari intercettazioni telefoniche e ambientali, ha permesso di smantellare un’organizzazione criminale capeggiata da due importanti pregiudicati romani.

L’indagine ha svelato i contatti di altissimo livello dell’organizzazione, capace di trattare ingenti carichi di droga rapportandosi direttamente con fornitori in Sud America per l’importazione via aerea, con potenti cartelli albanesi operanti nel Nord Italia, e con figure apicali della criminalità organizzata romana e delle cosche calabresi. L’operazione ha fatto emergere uno spaccato di assoluta spregiudicatezza criminale, evidenziando eventi di notevole allarme sociale.

Emblematici, in tal senso, sono la gestione di quantità esorbitanti di droga: Il sodalizio trattava centinaia di chili di stupefacente, arrivando a detenere, in un solo episodio accertato, ben 500 chili di hashish e ingenti forniture di cocaina purissima dal valore di centinaia di migliaia di euro, in parte rinvenute e sequestrate in locali condominiali adibiti a magazzino.

Pestaggi selvaggi per un debito di 20mila euro

Per ottenere la restituzione di un debito di 20.000 euro, maturato nell’ambito del narcotraffico e dell’acquisto di autovetture, i vertici dell’organizzazione hanno ordinato il pestaggio a sangue di un loro stesso collaboratore insolvente. La vittima, brutalmente malmenata da due sicari, ha riportato gravi lesioni facciali e la perforazione di un polmone.

C’è anche la prostituzione

I capi dell’organizzazione avevano messo a disposizione un appartamento a una spacciatrice tossicodipendente, totalmente soggiogata, costringendola a prostituirsi. La donna era obbligata a versare la quasi totalità dei proventi dell’attività di prostituzione nelle casse del clan tramite ricariche Postepay, mentre uno dei sodali incassava una tariffa fissa di 50 euro per ogni cliente che faceva accedere all’immobile.

Le armi

È emersa, inoltre, la disponibilità di armi da fuoco, confermata dal sequestro di una pistola a tamburo calibro 22 e munizioni. Inoltre, nelle chat criptate, i vertici discutevano per reperire armi da guerra, tra cui fucili d’assalto M4 con cannocchiale e fucili a pompa, con l’intento di eseguire agguati omicidiari contro esponenti di spicco di clan rivali.

Nel corso delle fasi esecutive dell’ordinanza e delle perquisizioni di questa mattina i militari dell’Arma hanno arrestato altre due persone trovate in possesso di importanti quantitativi di cocaina e diverse armi. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma stanno inoltre eseguendo un decreto di sequestro preventivo di beni, emesso dal tribunale della capitale, a carico della famiglia di uno dei due promotori e organizzatori della banda: si tratta di un’auto, una moto, quote societarie, carte postepay che si ipotizza siano state utilizzate per veicolare i profitti derivanti dallo spaccio di stupefacenti e dallo sfruttamento della prostituzione.

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