Duro colpo alla famiglia di Santa Maria di Gesù. Il blitz eseguito da carabinieri e polizia questa mattina a Palermo ha sgominato una fitta rete di affari sulla distribuzione della droga in città e ha portato all’arresto di 26 persone.
Ingenti quantitativi di stupefacente venivano importati da Campania e Calabria e riempiva le piazze di Santa Maria di Gesù e Villaggio Santa Rosalia. I soldi finivano in una cassa comune, così hanno ricostruito i poliziotti della squadra mobile e i carabinieri del Ros.
Nell’elenco dell’ordinanza sui 26 arrestati spicca il nome di Gabriele Pedalino, condannato a 30 anni perché ritenuto uno degli esecutori materiali dell’omicidio di Mirko Shiacchitano avvenuto nel 2015.
Lo scorso anno, nel famoso blitz in cui figurarono 181 persone, Pedalino aveva ricevuto una nuova ordinanza di custodia cautelare. In questa nuova indagine emerge che continuava a gestire gli affari della droga usando il cellulare dal carcere.
A coordinare le indagini, il procuratore Maurizio De Lucia insieme ai sostituti Francesca Mazzocco, Francesca Dessì, Alessandro Macaluso e Giacomo Brandini. Nel corso dell’attività investigativa, condotta tra il 2023 e la fine del 2025, sono risultate fondamentali le intercettazioni delle videochiamate che gli indagati consideravano assolutamente sicure per le loro comunicazioni.
L’elenco dei nomi
Il giudice per le indagini preliminari di Palermo Lirio Conti ha disposto gli arresti in carcere per: Samuele Bologna, 44 anni, Mario Mirko Brancato, 27 anni, Giuseppe Bronte, 31 anni, Giuseppe Campisi, 28 anni, Alban Cjapi, 35 anni, Gennaro Frontoso di Pomigliano d’Arco, 41 anni, Gennaro Gargarelli di Napoli, 45 anni, Antonino La Mattina, 33 anni, Carmelo La Mattina, 45 anni, Filippo Maniscalco, 32 anni, Vincenzo Mastrosimone, 38 anni, Domenico Mercuri Cinquefondi, 36 anni, Giuseppe Orlando, 32 anni, Gabriele Pedalino, 29 anni, Francesco Walter Reitano di Sant’Agata di Militello, 49 anni, Guido Riccardi, 40 anni, Lorenzo Scarantino, 31 anni, Alessandro Scelta, 31 anni, Domenico Scelta, 26 anni, Vincenzo Selvaggio, 34 anni, Vincenzo Toscano, 38 anni.
Arresti domiciliari per Francesco D’Amore, 31 anni, Salvatore Di Dio di Salemi 43 anni, Giuseppe Foti, 20 anni, Domenico Quattrocchi, 25 anni.
Le reazioni, Russo: “La droga si conferma tra i business principali per Cosa nostra”
Non sono mancate le razioni a questa operazione. Il senatore di Fratelli d’Italia, Raoul Russo, componente della commissione antimafia, commenta il blitz odierno nel capoluogo siciliano. Queste le sue parole: “La droga si conferma uno dei business principali per Cosa nostra. Il blitz portato a termine da polizia e carabinieri, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, conferma ancora una volta che la criminalità organizzata tenta continuamente di rigenerarsi e di sopravvivere con i vecchi metodi. Lo Stato, però, c’è e non arretra di un millimetro”.
E aggiunge: “Per questo siamo grati al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura che, anche in un momento difficile di recrudescenza della criminalità, danno prova del loro grande valore e del loro massimo impegno”.
Russo conclude: “Un particolare preoccupante emerge poi dall’inchiesta: il controllo del traffico di droga da parte dei boss detenuti. Servono quindi maggiori controlli affinché gli sforzi di magistratura e forze dell’ordine non siano vani”.
Badami: “Plauso alle forze dell’ordine”
“Un plauso alle forze dell’ordine che hanno condotto oggi l’operazione antimafia e contro il traffico illecito di sostanze stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso. Fondamentale colpire il canale dello spaccio, perché è una delle risorse principali che finanziano le casse delle famiglie mafiose e perché fermare l’arrivo di sostanze stupefacenti nelle piazze dello spaccio in città, è un passo cruciale contro l’aumento del consumo soprattutto fra i giovanissimi”. Lo afferma la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami esprimendo il plauso del sindacato.
Badami conclude: “Ci allarma l’aumento del consumo di sostanze stupefacenti tra i giovanissimi che è un campanello d’allarme che ci impone di agire con urgenza perché sintomo di un tessuto sociale fragile, dove la mancanza di opportunità e la disillusione spingono i ragazzi verso percorsi autodistruttivi. La criminalità organizzata, sempre pronta a sfruttare le vulnerabilità, alimenta un circolo vizioso di dipendenza e violenza. Per questo le operazioni come quella condotta oggi, sono strategiche per cercare di fermare questa deriva”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

