Una sfida lanciata e vinta “in risposta alla Francia che usa la Senna per gli Europei di nuoto e le Olimpiadi. Noi italiani non siamo da meno”, sottolinea Marcelli.
L’idea nasce dal confronto con Parigi e la Senna, tornata negli ultimi anni al centro di grandi manifestazioni sportive internazionali. Marcelli vuole idealmente rilanciare la sfida da Roma, scegliendo il Tevere come scenario di un’iniziativa che unisce sport, provocazione e valorizzazione del fiume.
Per il surfista italo-hawaiano, il Tevere non deve essere considerato soltanto un elemento del paesaggio della Capitale, ma può tornare a essere vissuto e raccontato anche attraverso lo sport.
La prova di sabato 15 agosto è stata quindi una sfida personale ma anche un messaggio: Roma possiede un fiume unico per storia e identità e può guardare alle esperienze delle altre grandi capitali europee immaginando un rapporto sempre più vivo con le proprie acque.

