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Salomon pubblica Impact Report 2025: emissioni +16% per Scope 3

Salomon pubblica Impact Report 2025: emissioni +16% per Scope 3

Che pesa per 98%. Softgoods eco-progettati e filiera sotto esame

Milano, 8 giu. (askanews) – Salomon ha pubblicato l’Impact Report 2025 con un dato che cambia il peso della rendicontazione: le emissioni assolute sono cresciute del 16% in un anno. Nel 2025 l’azienda ha dichiarato 366mila tonnellate di anidride carbonica equivalente, mentre l’intensità emissiva è diminuita del 34% rispetto al 2022. La quarta edizione del documento è stata presentata ad Annecy, in Francia, l’8 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente.

La parte più consistente dell’impronta climatica resta fuori dalle attività dirette. Lo Scope 3 pesa per 359mila tonnellate, pari al 98% del totale, e dipende soprattutto da beni e servizi acquistati, che valgono 294mila tonnellate. L’aumento è legato alla crescita di produzione e vendite, ma il documento segnala anche la distanza tra la traiettoria attuale delle emissioni assolute e gli impegni climatici di lungo periodo.

Il percorso indicato al 2030 prevede una riduzione del 60% delle emissioni Scope 1 e 2 e del 25% dello Scope 3 rispetto alla base 2022, nel quadro dell’obiettivo di azzeramento netto di Amer Sports al 2050. Salomon punta anche al riuso o riciclo del 90% dei rifiuti prodotti dalle proprie operazioni e dai fornitori Tier 1, alla riduzione del 50% del packaging monouso e al 100% di elettricità rinnovabile nelle attività dirette entro il 2027. “La sostenibilità deve passare da elemento marginale a fulcro del nostro modo di operare. Ciò significa allineare le ambizioni aziendali ai limiti del pianeta e alle aspettative delle comunità che serviamo”, ha dichiarato l’Ad, Guillaume Meyzenq.

Nel 2025 Salomon ha portato la sostenibilità dentro la governance aziendale, trasformandola in un dipartimento distinto e rappresentato formalmente a livello di comitato esecutivo. La strategia aggiornata concentra gli interventi su clima e natura, performance responsabile e sport di montagna inclusivi, con un lavoro che tocca prodotto, materiali, filiera, persone e comunità. Sul prodotto, fino al 40% della gamma softgoods risulta eco-progettata negli sviluppi primavera-estate e autunno-inverno 2026. Il 100% delle principali categorie è stato analizzato attraverso il sistema di Life Cycle Assessment, mentre l’azienda ha avviato l’automazione delle analisi del ciclo di vita e l’uso di codici unici sui prodotti per rendere più accessibili le informazioni al consumatore e prepararsi ai futuri passaporti digitali europei.

Il quadro dell’eco-design resta però disomogeneo. Tra i prodotti chiave, esclusi gli hardgoods, il 9% ha raggiunto i primi due livelli del framework interno sulla performance responsabile. La quota sale al 54% per apparel e accessori, ma scende al 6% nelle calzature, al 5% nelle calze e allo 0,2% nelle borse. Nel 2025 il 17% delle materie prime prioritarie risulta classificato come materiale preferibile. A fine anno il 93% dei prodotti risultava privo di sostanze per- e polifluoroalchiliche intenzionalmente aggiunte, sulla base dei dati disponibili, e il 99,7% era senza policloruro di vinile.

La filiera è uno dei passaggi più concreti del report. L’86% dei fornitori Tier 1 ha ottenuto un rating A o B secondo gli standard di conformità sociale; tra i fornitori Tier 2 la quota è del 73%. Il 98,7% dei fornitori Tier 1 per prodotti finiti risulta conforme alla Material Compliance Policy e alla Prohibited Substances List. Nel 2025 Salomon contava 42 fornitori Tier 1 di prodotti finiti, 17 Paesi di produzione e sei fabbriche di attrezzature per sport invernali di proprietà di Amer Sports.

Il tema del salario dignitoso entra nella misurazione della catena di fornitura. Nel 2024 hanno partecipato alla raccolta dati 23 fabbriche Tier 1, pari al 93% della spesa d’acquisto prevista da Salomon per il 2025, distribuite tra Bangladesh, Cambogia, Cina, India, Indonesia e Vietnam. L’obiettivo dell’azienda è arrivare entro il 2030 alla piena conformità sociale dei fornitori Tier 1 e dei fornitori strategici Tier 2. All’interno dell’azienda, oltre il 90% dei dipendenti ha seguito programmi di formazione sulle sfide della sostenibilità. Salomon dichiara 2.196 dipendenti nel mondo, con una distribuzione di genere pari al 43,3% donne, 55,7% uomini e 1% persone non binarie. L’engagement score è di 8 su 10, mentre il French Gender Equality Index 2025 raggiunge 94 su 100, sei punti in più rispetto al 2024 nel perimetro Salomon SAS.

“L’Impact Report 2025 di Salomon riflette l’impegno collettivo dei team a livello globale. Racconta i progressi raggiunti nell’ultimo anno e le sfide ancora aperte, con un focus chiaro sul continuo miglioramento nella misurazione e gestione del nostro impatto”, ha affermato Clémence Imbaud, responsabile Sustainability project management office, reporting and strategy support.

La circolarità passa dai servizi di riparazione e dai primi progetti di riciclo. Nel 2025 i negozi francesi di Annecy, Lione e Tolosa hanno completato 380 riparazioni su apparel e borse e 79 riparazioni su calzature, comprese le risuolature effettuate ad Annecy. Salomon e Greenwolf hanno portato le riparazioni anche agli eventi, con 136 interventi all’”Utmb Mont-Blanc” e 40 a “Ultra Spirit”. Per il 2026 l’azienda prevede un progetto pilota con TerraCycle in sei punti vendita in Francia e Regno Unito, dedicato alla raccolta di calzature usurate e all’avvio verso processi specializzati di riciclo. Un capitolo specifico riguarda l’Annecy Design Center, il sito di 33mila metri quadrati dove lavorano circa 900 persone, di cui 750 dipendenti Salomon. Nel 2025 il centro ha ridotto del 10% le emissioni scope 1 e 2 calcolate con metodo market-based. La flotta è arrivata a 118 veicoli, con 39 ibridi e 23 elettrici, pari al 53% del totale; le colonnine di ricarica installate e operative sono 34.

La Salomon Foundation ha destinato 561.843 euro al supporto di comunità e professionisti della montagna: 391.643 euro a organizzazioni non profit e 170.200 euro a professionisti della montagna e alle loro famiglie. Le organizzazioni sostenute sono state 32 in dieci Paesi, mentre 42 professionisti della montagna e i loro nuclei familiari hanno ricevuto assistenza. Tra i progetti finanziati figura Oz’Moov, con 13mila euro per un trekking di quattro giorni attorno al Monte Bianco rivolto a nove persone amputate. “In Salomon crediamo che l’impatto si costruisca a ogni livello e che ciascuno possa contribuire al cambiamento a modo proprio. Il nostro ruolo è creare le condizioni affinché ogni individuo possa diventare un agente di impatto positivo per il futuro”, ha dichiarato Magali Clément, chief people and culture officer.

Il documento collega la sostenibilità anche agli eventi sportivi. Nel 2025 Salomon ha valutato l’impatto ambientale di sei appuntamenti chiave di trail running e ha sviluppato insieme con AirCoop e Protect Our Winters lo strumento My Event Impact, pensato per misurare trasporti, cibo, rifiuti, integrazione locale, acqua e inclusione. Restano ancora da misurare alcune voci centrali, tra cui la quota di rifiuti riutilizzati o riciclati, la riduzione del packaging monouso e la copertura dei programmi di riparazione, riciclo, seconda mano o noleggio sull’intero catalogo. “Siamo su un percorso di trasformazione. Il cambiamento richiede tempo, ma siamo determinati a costruire un nuovo futuro per il nostro business, per il settore e per le comunità di cui facciamo parte. È un viaggio per reinventare il nostro modo di operare, e vogliamo tutti ne facciano parte”, ha affermato Marie-Laure Piednoir, Global sustainability and impact director.