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Sanremo 2026, le pagelle della finale: i voti della quinta serata per cantanti, ospiti e conduttori

Sanremo 2026, le pagelle della finale: i voti della quinta serata per cantanti, ospiti e conduttori
Foto da Adnkronos

L’ultima serata del Festival, ecco i voti assegnati e i top e flop della serata.

Le pagelle della serata finale del Festival di Sanremo 2026, ecco i voti per i cantanti, gli ospiti e i conduttori protagonisti della 76esima edizione.

Pagelle della finale di Sanremo 2026, i voti per i cantanti in gara

I 30 BIG in gara sono tornati sul palco dell’Ariston per portare in scena i loro brani. Ecco i nostri voti (che, ricordiamo, prescindono dal posizionamento finale e dalla classifica).

  • Francesco Renga – 7.5: più incisiva la performance finale. Il brano forse non ha generato sorpresa, ma la bella voce e l’intensità di Renga non si mettono in discussione.
  • Chiello – 7-: un notevole passo avanti rispetto alla prima performance. L’esibizione in finale è più incisiva, la vocalità più intensa. Il brano forse non ha la forza di altri in gara, ma è comunque piacevole da ascoltare. Così come gradevole risulta la voce particolare dell’artista.
  • Raf – 8: conferma la valutazione iniziale: brano tipicamente sanremese, ben cantato e accompagnato dalla meravigliosa orchestra.
  • Le Bambole di Pezza – 8+: confermano la buona impressione finale. La vocalità della frontwoman e la capacità artistica di tutta la band sono innegabilmente il punto di forza della performance.
  • Leo Gassman – 7+: rispetto ad altre canzoni in gara convince meno, ma la vocalità c’è e il brano risulta comunque nel complesso piacevole e sanremese.
  • Malika Ayane – 9: brilla con un solo strumento, la sua voce meravigliosa e altamente riconoscibile. Il brano è orecchiabile, funziona, si adatta alla sua vocalità e ha tutte le carte in regola per essere sentito anche in radio.
  • Tommaso Paradiso – 7.5: delle tre esibizioni del brano, questa è la più “giusta” e – a giudicare dalla reazione del pubblico e dello stesso artista – anche la più emozionante. Il brano è molto dolce, sufficientemente radiofonico e in linea con la storia dell’artista.
  • J-Ax – 6+: conferma la sufficienza. Il brano è originale, sorprendente, divertente. Pur non avendo la forza di gran parte degli altri brani in gara (almeno in base allo standard sanremese tradizionale), è orecchiabile e travolge il pubblico.
  • LDA e Aka 7Even – 6+: portano Napoli sul palco e – si sa – al pubblico italiano piace. Il brano è radiofonico, orecchiabile, rimane in mente soprattutto il ritornello. Non è però un brano che esprime il massimo potenziale dei due artisti in gara o che lascia il segno.
  • Serena Brancale – 9+: che voce! Un brano intenso ed emozionante, cantato e accompagnato magistralmente. Delle tre performance, è quella più carica emotivamente. Le lacrime finali delle due sorelle Brancale e la standing ovation del pubblico lo dimostrano.
  • Patty Pravo – 9: “opera” d’arte, come cantante e come donna. L’applauso iniziale del pubblico – ancora prima dell’esibizione – conferma il grande spessore artistico di Patty Pravo, la cui raffinatezza ed eleganza (vocale e fisica) conquistano nel 2026 come negli anni Sessanta.
  • Sal Da Vinci – 7.5: un bel salto avanti, presto spiegato. Con grande entusiasmo e ammirabile umiltà e devozione al pubblico, Sal Da Vinci ha fatto un bel Festival. Vero, il brano non ha l’intensità emotiva di altri, non è puramente sanremese, ma è dedicato con passione al pubblico. Ed è comunque già una hit, che rimane in mente. Il balletto con Mara Venier conquista tutti.
  • Elettra Lamborghini – 6+: orecchiabile, conquista la sufficienza piena. Tra le più orecchiabili e radiofoniche di questo Festival. Simpatica e super in forma Elettra.
  • Ermal Meta – 10: un poeta. Oggi più che mai – con le brutte novità che arrivano dall’estero e con la situazione del Golfo in bilico – il suo messaggio è potente. Una ninna nanna per i bimbi tormentati dalla guerra, un grido di dolore per chi soffre, un messaggio intenso.
  • Ditonellapiaga – 8.5: orgogliosa per il successo della serata cover, l’artista torna sul palco dell’Ariston con energia da vendere e dinamismo. Il brano convince e travolge il pubblico in maniera singolare. Una hit, che sicuramente sentiremo per diverse settimane. E anche volentieri.
  • Nayt – 7: conferma la buona impressione della prima sera. Buon debutto, brano interessante, artista con ottimo potenziale di crescita.
  • Arisa – 10: questo è stato – umanamente e artisticamente – il festival di Arisa. Umile, stupenda, un singolare mix di dolcezza e simpatia. Magica sul palco dell’Ariston, Arisa è una delle voci che portano in alto il nome della musica italiana. Basta parole, solo applausi.
  • Sayf – 8: più sicuro e dinamico sul palco rispetto alla sera del debutto, convince con un brano orecchiabile e un messaggio che promuove l’inclusione e offre una lettura ironica ma veritiera della società odierna. Commovente la decisione di portare sul palco la mamma. Un gesto di affetto e rispetto che non passa inosservato.
  • Levante – 8.5: una delle figure più sottovalutate di questo Festival di Sanremo. Con umiltà, classe e voce potente riesce a conquistare. Ed è tra l’altro l’unica autrice del suo brano. Impresa non da poco e tra l’altro ben riuscita.
  • Fedez e Masini – 8: voce potente quella di Masini, convincente il duetto con Fedez. Brano che si difende bene anche in finale.
  • Samurai Jay – 6.5: canzone ritmata e travolgente, performance della finale più travolgente delle prime due. Anche qui momento carino con la madre sul palco.
  • Michele Bravi – 8: anche se non è il brano più forte del Festival o del repertorio dell’artista, la raffinatezza e l’eleganza di Michele Bravi colpiscono sempre e non mancano di suscitare emozioni positive.
  • Fulminacci – 7.5: il ritornello e il contributo del coro sono il punto forte della performance. Il brano funziona e l’artista si presenta bene sul palco dell’Ariston.
  • Luchè – 6-: il brano non è particolarmente forte, ma la voce è interessante. Più decisa la presenza sul palco rispetto alla sera del debutto.
  • Tredici Pietro – 7.5: il messaggio è forte, un tocco di originalità nell’ambito di questo Festival. Parte finale della performance più convincente rispetto a quella iniziale. C’è potenziale per una crescita artistica interessante.
  • Mara Sattei – 8-: look incantevole, performance più forte rispetto alla prima. Dopo un’ottima figura durante la serata cover, la giovane artista torna sul palco con più convinzione e più grinta. E il risultato è una buona performance, anche se la concorrenza è molto alta.
  • Dargen D’Amico – 5: la scelta assai bizzarra del look non è poi così sconvolgente, considerando la personalità dell’artista. Andare in mezzo al pubblico è una scelta astuta, ma al brano manca qualcosa. Specialmente se si paragona agli altri presentati al Festival quest’anno.
  • Enrico Nigiotti – 8+: intenso ed emozionante, si conferma un artista di spiccata sensibilità, che ama stare sul palco ed esprimersi davanti a un pubblico attento e col cuore aperto.
  • Maria Antonietta e Colombre – 5.5: un brano orecchiabile, ma che manca dell’intensità necessaria per fare la differenza in questa edizione di Sanremo. Il duo, però, è interessante.
  • Eddie Brock – 7+: attendere 29 esibizioni non è facile. La tensione, però, non distrugge la forza della performance. Il brano non è tra i più potenti del Festival, ma è ben eseguito. L’artista è interessante.

I voti per conduttori e ospiti della finale del Festival

  • Carlo Conti – in aggiornamento
  • Laura Pausini – in aggiornamento
  • Nino Frassica – in aggiornamento
  • Giorgia Cardinaletti – in aggiornamento
  • Andrea Bocelli – 10: purtroppo di più non si può. Dall’ingresso spettacolare a cavallo alla performance di “Il mare calmo della sera” e di “Con te partirò”, ha fatto letteralmente venire i brividi a tutto il pubblico.
  • I Pooh – 9: un momento di grande spettacolo per celebrare i 60 anni di un gruppo che ha fatto la storia della musica italiana. Brano super emozionante.
  • Stefano De Martino: per lui nessun voto – almeno per stasera – ma solo un grande augurio, visto che sarà il prossimo conduttore e direttore artistico di Sanremo. Una personalità giovane, originale, che sicuramente si farà notare. Vedremo come.
  • Max Pezzali – 10: un viaggio emozionante durato 5 sere. Alcuni dei brani più belli della sua carriera li ha cantati sulla Costa Toscana, riportando alla mente bellissimi ricordi di un passato più semplice e distraendoci temporaneamente dalla cattiveria e dalla violenza che dominano il mondo in questo momento storico.
  • Gino Cecchettin – 10: non ci sono parole adatte per descrivere la forza di un padre che ha trasformato il dolore per aver visto la propria figlia strappata alla vita dalla violenza mascherata da “amore” in una missione di vita, cioè promuovere l’educazione al rispetto delle donne e – in generale – degli esseri umani.