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Top e flop della prima serata del Festival di Sanremo 2026, le pagelle

Top e flop della prima serata del Festival di Sanremo 2026, le pagelle
Festival di Sanremo 2026, foto di Adnkronos

I voti dopo la prima serata per artisti, conduttori e ospiti.

Dopo una serata ricca di emozioni, nuove canzoni e omaggi, è il momento di dare i voti: ecco le pagelle del QdS per la prima serata del Festival di Sanremo 2026.

Sanremo 2026, i momenti più importanti della prima serata

Come previsto, il Festival si è aperto con “Perché Sanremo è Sanremo“, un toccante omaggio a Pippo Baudo. Il conduttore siciliano, recentemente scomparso, rappresenta la storia della kermesse. Un omaggio senza dubbio doveroso da parte del conduttore Carlo Conti, per la quinta volta al timone del Festival, ma anche dell’intero popolo italiano. Altrettanto dovuto l’omaggio al maestro Beppe Vessicchio con un RVM.

Momenti da dimenticare della prima serata di Sanremo 2026? Gli intoppi tecnici (come il problema con il microfono di Tredici Pietro) e il refuso “Repupplicache ha fatto il giro del web durante la partecipazione di Gianna Pratesi per ricordare il referendum che ha istituito la Repubblica nel 1946. E qualche battuta un po’ fuori luogo…

Sanremo 2026, le pagelle per gli artisti in gara

Finita la prima serata del festival di Sanremo 2026, è il momento di dare i voti con le pagelle di artisti, conduttori e co-conduttori. Partendo dai BIG e dai brani in gara:

  • Ditonellapiaga – 8: look audace, brano dal ritmo coinvolgente che non passa di certo inosservato. Sicuramente non “sanremese” nel senso tradizionale, ma interessante e probabilmente destinato a passare di radio in radio.
  • Michele Bravi – 7.5: la sobrietà e l’eleganza di Michele Bravi sono innegabili. Il brano rientra nelle corde dell’artista, struggente e profondo, dolce e malinconico, con un crescendo emotivo che non manca di colpire gli spettatori. Unico difetto? Forse a primo impatto poco memorabile, ma il punteggio migliorerà probabilmente con un secondo ascolto.
  • Sayf – 7: una figura interessante quella di Sayf, né rapper tradizionale né artista sanremese tout court. Ritornello che rimane in mente, ma che nel suo essere leggermente ripetitivo rischia di sminuire il testo. L’applauso finale del pubblico, però, lascia intendere che i margini di successo del brano – e soprattutto dell’artista – ci sono.
  • Mara Sattei – 6.5: look elegante, voce gradevole, brano certamente in linea con il Festival di Sanremo – e ben accompagnato dall’orchestra – ma che al primo ascolto non colpisce particolarmente.
  • Dargen D’Amico – 5: look tipico dell’artista, brano in linea con la sua espressione artistica ma, almeno al primo ascolto, di minor spessore rispetto ad altri brani in gara.
  • Arisa – 9: incantevole come poche, Arisa riesce – anche con un brano tipicamente sanremese, romantico e non particolarmente impegnato – a evocare emozioni positive, magia e armonia. Una delle voci più belle di questo Festival, senza ombra di dubbio.
  • Luché – 5: debutto poco memorabile, anche se sicuramente condizionato dall’emozione.
  • Tommaso Paradiso – 7.5: un brano adatto al debutto per il Festival di Sanremo, ben cantato e accompagnato elegantemente dall’orchestra. Colpisce il riferimento dolce alla figlia appena nata e all’esperienza della paternità. Tommaso Paradiso porta sul palco dell’Ariston le emozioni e le sfide dell’essere genitore, in un brano “romantico” ma non in senso tradizionale.
  • Elettra Lamborghini – 5.5: performance migliore rispetto a quella del debutto con la sua “Voilà”. Brano orecchiabile e adatto alla vocalità dell’artista ma con pochi elementi memorabili. Più degna di nota la scelta del look, azzeccata.
  • Patty Pravo – 8.5: a una grande artista come lei non si può dare di meno. Icona di stile, eleganza e raffinatezza musicale, Patty Pravo incanta il pubblico con la sua “Opera”. Un po’ di classico che non guasta mai e non manca di suscitare emozioni forti.
  • Samurai Jay – 6.5: debutto con un brano super orecchiabile. Ritmo e performance decisamente gradevoli. “Ossessione” è decisamente la hit estiva nata da Sanremo 2026.
  • Raf – 8: brano tipicamente sanremese, degno di un importante ritorno sul palco dell’Ariston per l’artista. Tutto al posto giusto: testo romantico, voce riconoscibile, orchestra sublime.
  • J-Ax – 6: il tocco di country-pop ci fa conoscere un J-Ax diverso da quello da anni noto al pubblico. Per quanto non particolarmente degno di nota, il brano risulta abbastanza orecchiabile e radiofonico.
  • Fulminacci – 7.5: un racconto introspettivo delle sfide, delle paure e delle emozioni delle giovani generazioni quello del giovane Filippo Uttinacci. Stile giusto, brano dallo spirito contemporaneo ma comunque sanremese.
  • Levante – 8: voce senza dubbio riconoscibile, brano romantico ma comunque degno della sua presenza forte. Si difende bene sul palco dell’Ariston.
  • Fedez & Masini – 8.5: due voci che insieme sorprendono. Una voce – quella di Masini – assolutamente riconoscibile, profonda e intensa. Fedez si propone in una versione più profonda, che trova anche il favore del pubblico.
  • Erman Meta – 9.5: nel brano di Ermal Meta c’è tutto. Testo profondo, un tema forte, ritmo, vocalità, eleganza, riconoscibilità. Unico brano, tra l’altro, su un tema attuale come la guerra.
  • Serena Brancale – 9: non è difficile credere che chi lo ha sentito in anteprima lo abbia classificato come uno dei brani più forti di questa edizione di Sanremo. Elegante l’artista, intensi il brano e la sua performance, giusto il look, magistrale l’orchestra (tra l’altro diretta dalla sorella di Serena). Canzone che con ogni probabilità rientrerà almeno nella TOP 5.
  • Nayt – 7: debutto più che sufficiente, brano interessante. Una canzone intima, che esplora la ricerca – soprattutto da parte delle giovani generazioni, ma non solo – di emozioni e sentimenti autentici, dalla famiglia e dalle persone amate.
  • Malika Ayane – 9: la sua voce e il suo spessore artistico sono una garanzia, al Festival e fuori. Una metafora poetica – quella degli “animali notturni” – per raccontare istinti, paure, difficoltà e sfide dietro le emozioni e le complesse relazioni umane. Tra le performance migliori della serata.
  • Eddie Brock – 7.5: necessita di un secondo ascolto, ma è decisamente un debutto buono.
  • Sal Da Vinci – 5.5: brano dalle sonorità partenopee, discreto e orecchiabile, in linea con la storia dell’artista. In gara, però, ci sono brani di maggiore interesse. Nonostante ciò, il pubblico non ha fatto mancare il proprio supporto e questo non è un elemento da trascurare.
  • Enrico Nigiotti – 8: la sensibilità e la raffinatezza dei testi di Nigiotti sono una garanzia. Una performance delicata, molto apprezzabile, carica di sentimento.
  • Tredici Pietro – 7.5: l’intoppo iniziale con il microfono non riduce l’intensità della performance del giovane artista. Il brano ha del potenziale e offre una visione fresca e intensa su un tema molto particolare, la paura degli insuccessi e delle cadute.
  • Chiello – 5.5: orecchiabile, ma nulla di speciale.
  • Bambole Di Pezza – 8: la prima volta di una band tutta al femminile a Sanremo è andata decisamente alla grande. Il brano funziona, la voce e la musica anche, il sound risulta sufficientemente originale. Look audace ma elegante. Per noi è un “sì”.
  • Maria Antonietta & Colombre – 5.5: sicuramente radiofonico e interessante, ma al primo ascolto regge meno rispetto ad altri brani di questa edizione.
  • Leo Gassmann – 7.5: un talento “naturale” quello di Leo Gassmann, che porta sul palco grinta, intensità e passione. Il brano convince, la performance anche.
  • Francesco Renga – 7: nessuna sorpresa da Renga, che si presenta a Sanremo 2026 con un brano emozionante e la tipica voce potente.
  • Lda & Aka 7even – 6+: una bella sinergia e un sound inaspettato fanno guadagnare la sufficienza piena alla coppia di ex concorrenti di “Amici”. Brano allegro, radiofonico, che sicuramente rimarrà in mente ai successivi ascolti.

I voti per conduttori e ospiti, le pagelle della prima serata di Sanremo 2026

I commenti non mancano neanche per Carlo Conti – ormai alla sua quinta esperienza come conduttore e direttore artistico – e per i co-conduttori Laura Pausini e Can Yaman.

  • Carlo Conti – 7: conduttore esperto, anche se un po’ troppo veloce e frettoloso. Ottimo per concludere la serata nei tempi dovuti, un po’ meno in momenti come gli omaggi e i tributi.
  • Laura Pausini – 5: qualche battuta forzata e un po’ di – comprensibile – imbarazzo per la celebre cantante, che nella sua serata iniziale come co-conduttrice non esprime il massimo del proprio potenziale. La situazione migliorerà sicuramente.
  • Can Yaman – 5: sicuramente affascinante, ottima – per un cittadino straniero – la pronuncia, ma comunque la presenza dell’attore non sembra fare la differenza nel corso della serata.

Infine, le pagelle degli ospiti della prima serata di Sanremo:

  • Tiziano Ferro – 9.5: grande artista. Il suo medley non manca né di qualità né di impatto emotivo. Una performance degna di essere sfruttata per celebrare i 25 anni di carriera.
  • Olly – 8: emozionato, nella sua breve partecipazione a inizio Festival è riuscito a restituire al pubblico dell’Ariston le emozioni della sua “Balorda nostalgia”.
  • Gaia (Suzuki Stage) – 8: energia travolgente, voce sempre riconoscibile, la giovane cantante torna a esibirsi con il brano presentato all’ultimo Festival e diventato virale per il ritornello e soprattutto la coreografia.
  • Max Pezzali (Costa Toscana) – 9.5: “Sei un mito”, è proprio il caso di dirlo. Max Pezzali incanta intere generazioni di appassionati di musica ed è in grado di emozionare come pochi.
  • Gianna Pratesi – 10: menzione d’onore per questa donna che ha fatto la storia, essendo una delle prime donne che ha votato in Italia il 2 giugno 1946. In forma fisica e mentale stupenda, ha dato un tocco in più alla prima serata del Festival di Sanremo 2026 e merita di sicuro il voto massimo nelle nostre pagelle.

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