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“Scarpa vecchia fa buon gioco”, partite le vecchie scarpe dei portalettere siciliani per essere riciclate

“Scarpa vecchia fa buon gioco”, partite le vecchie scarpe dei portalettere siciliani per essere riciclate
Foto da comunicato stampa

Un progetto all’insegna dell’economia circolare promosso da Poste Italiane

Dalla Sicilia destinazione l’asilo nido di Roma, passando per la lavorazione del centro di Ancona. È il percorso delle scarpe utilizzate dai portalettere di Poste Italiane sull’Isola le cui suole, grazie al progetto “Scarpa vecchia fa buon gioco”, si trasformeranno in pavimenti antitrauma per bambini. L’iniziativa virtuosa, nata da un’idea di un gruppo di dipendenti, compie in questi giorni un anno e ha già prodotto le prime mattonelle installate nel parco giochi del nido PosteBimbi di Roma.

Così, anche le suole delle scarpe antinfortunistiche in dotazione agli oltre 2000 portalettere e operatori di stabilimento siciliani di Poste Italiane continuano a contribuire al progetto all’insegna dell’economia circolare.

Dalla Sicilia al resto d’Italia, il progetto “Scarpa vecchia fa buon gioco” di Poste Italiane

In totale in Sicilia sono 116 i centri di recapito coinvolti. Gli ultimi carichi dall’Isola sono partiti dai due hub logistici di Palermo e Catania, dove sono stati raccolti i sacchi provenienti dalle nove province. Nel capoluogo, il Centro di Smistamento di via Ugo La Malfa ha raccolto per la Sicilia occidentale oltre 2 quintali di scarpe; sul versante orientale, il centro etneo di via Enzo Ferrari ha spedito ulteriori 240 chilogrammi di calzature, per un totale di oltre 450 paia di scarpe che diventeranno gomma antiurto per i più piccoli.

A livello nazionale, a oggi sono state raccolte già 16 tonnellate, a riprova della partecipazione attiva di tutti i centri logistici di Poste Italiane e della sensibilità dei dipendenti sui temi ambientali e sociali che animano l’economia circolare. Un contributo importante arriva anche dal punto di vista ambientale: grazie all’impegno di Poste nel trasformare il rifiuto invece di smaltirlo, l’azienda ha ridotto nel 2025 l’impatto ambientale di 51.335 kg di CO₂, l’equivalente di 169.421 chilometri percorsi da un’autovettura diesel o della capacità di assorbimento di 311 alberi. Numeri che raccontano con chiarezza l’efficacia di un progetto che unisce innovazione, sostenibilità e attenzione al territorio.

La gomma, che prima garantiva la sicurezza dei portalettere, oggi offre protezione ai bambini, un circolo virtuoso nato da un’idea di successo che presto – assicurano i suoi promotori – sarà estesa al riciclo di caschi e divise dismesse. Estendendo questo di modello di economia circolare anche ad altri progetti altrettanto virtuosi.

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