Noi Moderati, che all’Ars si traduce nella deputata al gruppo misto Marianna Caronia, torna a far parte della maggioranza di Renato Schifani. Il ritorno a casa, dopo l’autosospensione culmine di un muro contro muro su un emendamento alle variazioni di bilancio, è stato concordato nel fine settimana dopo un confronto con il governo, quindi con Schifani e Alessandro Dagnino.
Il presidente della Regione, con nullaosta finanziario dell’assessore all’Economia, ha garantito al partito rappresentato in Sicilia da Massimo Dell’Utri e Saverio Romano che la prima settimana di novembre – data esatta prevista martedì 3 – il governo trasmetterà all’Ars un disegno di legge di stabilità contenente una norma, e conseguente copertura finanziaria, per la stabilizzazione a 36 ore settimanali dei circa 4.500 lavoratori Sas dei bacini ex Pip ed ex Keller.
La proposta iniziale
La proposta avanzata da Marianna Caronia, e respinta dalla maggioranza della commissione Bilancio, prevedeva una copertura finanziaria di 29 milioni di euro. Un’urgenza, secondo la deputata, per la quale si era autosospesa dalla maggioranza annunciando – con nullaosta dei vertici del partito guidato da Maurizio Lupi – anche il voto contrario alla manovra correttiva infine stralciata la scorsa settimana e in discussione di articolato già oggi in Sala d’Ercole.
“Si tratta di attendere solo una quindicina di giorni”, dice Caronia sottolineando che ovviamente la garanzia è stata data dal governo per l’inserimento in finanziaria ma sull’esito della votazione parlamentare nulla è scontato. Caronia ha ricordato l’origine del bacino di lavoratori per il quale si era battuta prima con l’aumento livellato a 25 ore settimanali e dopo, a costo di uscire dalla maggioranza, per le 36 ore. I lavoratori in questione dovrebbero quindi raggiungere la quota base di 1.200 euro mensili dagli attuali 800 e mettere quindi in tasca qualcosa in più con cui affrontare il caro-vita che infiamma proteste in tutte le piazze d’Italia.
Pace fatta
Pace fatta, come si evince dalle parole della stessa Caronia: “Per ragioni esclusivamente tecniche, legate alla natura della manovra correttiva, il governo ha chiesto di rinviare la norma sull’aumento del monte ore. È un’esigenza che ho valutato e condiviso, perché ciò che conta è il risultato e non lo strumento. Do atto al presidente della Regione della disponibilità dimostrata e della scelta di assumere in prima persona questo impegno e ringrazio l’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, per il lavoro svolto”.
La questione parrebbe risolta, ma di fatto non è così malgrado in caso di approvazione della norma in finanziaria già a febbraio del prossimo anno tutti i lavoratori in questione vedranno un contratto da 36 ore settimanali. Lavoratori che risalgono alla “Primavera di Palermo” di Leoluca Orlando, come ricordato da Caronia, e che oggi hanno mediamente oltre cinquant’anni di età. In altre parole, la pezza che oggi si metterebbe grazie alla vittoria provvisoria della deputata regionale sarà comunque un buco domani, quando queste persone andranno in congedo con una pensione sociale e quindi sotto soglia di povertà.
Variazione di bilancio, in attesa della legge di stabilità
C’è anche il resto della variazione di bilancio, aspettando la legge di stabilità che pone fine al calvario dei circa 4.500 lavoratori di cui sopra.
La posizione di Marianna Caronia è adesso più morbida ma non piatta e allineata. Un accenno di critica alla prima norma del testo, nello specifico sul fondo per l’erogazione di contributi in conto interessi ai giovani per l’acquisto della prima casa. Avrebbe da ridire Caronia ma si riserva di intervenire in Aula, perché il sostegno ai “giovani” potrebbe non essere efficace. Forse perché oggi i giovani siciliani che riescono a comprare casa sono pochi e quelli in difficoltà non sono più esattamente giovani. Sul fronte del tanto discusso Fit, il fondo per gli investimenti territoriali, il commento di Caronia non è assolutorio ma neanche di bocciatura.
La deputata preferisce rispondere cosa intende fare lei con i fondi strutturali del Fit: “Io presenterò un’unica iniziativa, che ha un importo di circa 700 euro, che riguarda la creazione di una cittadella dei ragazzi in difficoltà”. Una struttura esiste già, ma non ha posti letto sufficienti per accogliere tutti i ragazzi provenienti da disposizioni dei giudici e non può accogliere ragazzi che hanno già compiuto la maggiore età. L’idea di Marianna Caronia è quindi di intervenire sul già esistente con la costruzione di un ampliamento.
Se la deputata regionale di Noi moderati accoglie il Fit a patto che questo accolga misure di buon senso, pur essendo fuori quota assegnata come quella che proporrà Caronia, drasticamente contrari al “Fondo mancette territoriali” restano i deputati del Movimento 5 stelle che questa mattina terranno una conferenza stampa all’Ars sul tema.
Ad annunciare le argomentazioni dell’incontro con i giornalisti sono il capogruppo del M5s Antonio De Luca e il coordinatore del Movimento in Sicilia, nonché vice presidente dell’Ars Nuccio Di Paola: “Ci sono una serie di norme nel ddl di variazioni di bilancio che non sono per nulla urgentissime e indispensabili, vanno stralciate”. Per i Cinque stelle c’è una lista di norme da stralciare e tra queste ovviamente il Fit: “Le mancette che servono non certo ai siciliani, ma ai deputati della maggioranza per fare clientele elettorali e che devono sparire dai radar dell’Ars, in questa e nella prossima legge finanziaria”.
Domani discussione su ddl
Dovrebbe iniziare alle 10 di domani mattina la discussione sull’articolato del disegno di legge cui d’iniziativa della presidenza dell’Ars sono stati stralciati 52 articoli su 126. Mentre Sala d’Ercole affronterà articolo per articolo, con le barricate già erette in Aula, fuori si consumano ancora le manifestazioni di protesta di interi comparti produttivi.
Il porto di Palermo è circondato da tir cui i trasportatori in sciopero impediscono le consegne e proprio oggi, mentre anche i trattori preparano la nuova protesta, sarà il turno dello sciopero generale indetto dalla Cgil. Scaffali vuoti nei supermercati, frutta, verdura e altro alimentare deperibile già introvabile, braccia conserte sotto le bandiere rosse e dentro Sala d’Ercole la variazione di bilancio in piena, tesissima campagna elettorale.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

