“La Regione è pronta a rimpinguare il fondo per gli indennizzi a coloro che hanno subito danni al patrimonio immobiliare e ai mezzi di trasporto a causa di attentati mafiosi, previsto dalla legge regionale 20 del 1999”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, partecipando alla seduta della commissione regionale Antimafia nell’istituto comprensivo di Sferracavallo, dopo la scia di attentati e intimidazioni degli ultimi mesi nella borgata marinara di Palermo e in alcuni Comuni costieri.
Schifani: “Occorre alzare la guardia”
Schifani ha affermato: “Confermiamo come Regione il rifinanziamento di una norma che prevede indennizzi una tantum per chi ha subito danneggiamenti. Le somme non sono state utilizzate negli ultimi anni per la mancanza di domande presentate ad opera dei potenziali fruitori. Ma la cittadinanza deve sapere che lo Stato c’è, che la Regione c’è. Inoltre l’Irfis gestisce un fondo da 200mila euro, con domande a sportello, per le imprese vittime di usura o estorsione. In sinergia con le forze dell’ordine dobbiamo vigilare perché stiamo vivendo un periodo difficile, dove agisce una delinquenza strisciante, pericolosa e arrogante. Occorre alzare la guardia. È nostro dovere stare accanto a imprenditori onesti e determinati, come l’amico Tommaso Dragotto, che non si piegheranno mai”.
Il governatore ha ribadito il concetto espresso anche nei giorni scorsi: “La mafia va combattuta senza mai abbassare la guardia, perché è in continua trasformazione. Le istituzioni e la politica non si possono dividere quando si combatte la criminalità organizzata”.
L’incontro della commissione regionale antimafia
L’incontro, aperto al pubblico, si è tenuto all’istituto comprensivo Sferracavallo-Onorato, in via Tacito 34, alla presenza del prefetto, del presidente del tribunale di Palermo, dei sindaci di Palermo, Capaci, Carini, Isola delle Femmine, Torretta. Con loro anche il parroco della chiesa San Cosma e Damiano di Sferracavallo (i santi protettori del quartiere, ndr), i consiglieri del Comune di Palermo e della VII circoscrizione, le organizzazioni di categoria delle imprese, e le associazioni antimafia e antiracket operanti sul territorio.
“Le ultime minacce ai gestori dei lidi evidenziano una richiesta di estorsioni che si è trasformata, diventando più violenta attraverso l’uso delle armi – ha detto il presidente Cracolici – Già due anni fa, nella relazione conclusiva della commissione Antimafia, avevo manifestato tutta la mia preoccupazione per la circolazione crescente di armi da guerra, un timore che si è ora manifestato con l’uso di kalashnikov. Dobbiamo alimentare la reazione civile, per questo abbiamo deciso di coinvolgere tutte le istituzioni, per dare il senso di una commissione Antimafia che esce dalle mura del palazzo e va incontro ai cittadini, anziché voltare la faccia”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

