Home » Sicilia » Schifani-Tajani, è il giorno della verità? Cosa può succedere: in bilico il futuro del governatore

Schifani-Tajani, è il giorno della verità? Cosa può succedere: in bilico il futuro del governatore

Schifani-Tajani, è il giorno della verità? Cosa può succedere: in bilico il futuro del governatore
Renato Schifani, foto di Imagoeconomica

Nonostante le voci di un summit saltato tra le parti, nelle prossime ore dovrebbe tenersi il faccia a faccia tra Tajani e Schifani

Quello di oggi potrebbe essere il giorno decisivo per le sorti di Renato Schifani come presidente della Regione Siciliana. Nelle prossime ore, infatti, potrebbe tenersi l’attesissimo incontro con il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, per discutere del possibile addio del governatore a seguito dei recenti casi giudiziari che hanno travolto l’amministrazione regionale.

Incontro si o incontro no? Le ultime

Nelle ultime ore era serpeggiata la voce che l’incontro tra Schifani e Tajani fosse saltato, con nessun summit in programma e nessuna ipotesi di dimissioni anticipate sul tavolo. Tajani ha poi fatto sapere che l’incontro ci sarà e che le premesse non sono cambiate. Il leader di Forza Italia discuterà col presidente del futuro della legislatura e di quello dello stesso Schifani.

Ipotesi dimissioni anticipate ancora in piedi

Non è dato sapere se Schifani accetterà proposte alternative alla riconferma a Palazzo d’Orleans. Ma la tensione delle ultime ore segnala che l’ipotesi di dimissioni anticipate – anzi, rapidissime – ed elezioni a gennaio non è ancora del tutto superata. Forza Italia però vorrebbe le dimissioni a fine gennaio, non prima, per portare la Regione al voto a fine aprile. Il dibattito sul futuro della legislatura si è riaperto dopo la notizia dell’inchiesta che ha coinvolto Gaetano Armao. Forza Italia teme un allargamento dello scandalo al presidente, non tanto dal punto di vista giudiziario quanto da quello politico. E la notizia che anche un altro deputato forzista, Gaspare Vitrano, è finito nel registro degli indagati ha alimentato l’inquietudine dei vertici di partito azzurro e del vicepremier romano.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram