Risolto il mistero della scia luminosa avvistata sui cieli del Sud, in particolare tra Campania e Sicilia intorno alle 3:43 UT (05:43, ora locale) di lunedì 13 aprile: si sarebbe trattato di un detrito spaziale e non bolide di origine naturale o di un meteorite come inizialmente ipotizzato. Lo confermano gli esperti di Prisma, la Prima Rete Italiana per lo Studio delle Meteore e dell’Atmosfera dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).
Scia luminosa tra Campania e Sicilia, cosa è successo
Sui social sono arrivate numerose le segnalazioni di insolite scie luminose, da diverse città sia della Campania che della Sicilia (e non solo). Il portale Prisma e gli esperti di Inaf hanno rilasciato un comunicato spiegando l’accaduto: “Dopo aver effettuato le dovute verifiche, possiamo affermare che non si è trattato di un bolide di origine naturale. L’oggetto avvistato è infatti uno space debris, ovvero un detrito spaziale, con ogni probabilità i resti del razzo ZK-2 R/B contrassegnato dal NORAD ID 68413, il cui rientro era stato previsto per il 13 aprile 2026 01:15 UTC con un possibile errore di circa ± 13 ore”.
“A confermare l’origine artificiale del corpo: la ‘bassa’ velocità del suo ingresso in atmosfera, circa 8 km/s, rispetto a quello dei meteoroidi, superiore ai 12 km/s, e la durata dell’evento, superiore ad 1 minuto, compatibile con traiettoria radente. Per queste ragioni, pur non essendo stato rilevato dal sistema automatico di triggering delle nostre camere all-sky, siamo in grado di fornirvi delle immagini grazie alle camere PRISMA dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Catania, situate sull’isola di Stromboli (ITSI05) e a Serra La Nave sul monte Etna (ITSI03)”, conclude la nota.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram
FOTO di Giuseppe G., da https://prisma.imo.net (qui)

