Scuola, Lo Scrudato, didattica a distanza tra criticità e pregi - QdS

Scuola, Lo Scrudato, didattica a distanza tra criticità e pregi

Angela Ganci

Scuola, Lo Scrudato, didattica a distanza tra criticità e pregi

lunedì 18 Gennaio 2021 - 13:06
Scuola, Lo Scrudato, didattica a distanza tra criticità e pregi

Vito Lo Scrudato, dirigente scolastico del Liceo Classico Umberto I di Palermo, da tempo è sostenitore dell’utilità di una Didattica a distanza.

E’ in vigore dal 16 Gennaio scorso il Dpcm che, facendo seguito alla situazione pandemica, stabilisce, per le aree in Zona Rossa, una Scuola “a distanza”, per le classi dalla Seconda media fino a tutte le scuole superiori, ad eccezione delle attività di laboratorio, e degli alunni con disabilità o bisogni educativi particolari.

Una necessità “forte” quella stabilita dal Governo, che coinvolge direttamente la nostra Regione, nell’urgenza di non trascurare l’apprendimento, un diritto inalienabile di ogni alunno, come sancito dall’articolo 34 della nostra Costituzione.

Vito Lo Scrudato, dirigente scolastico del Liceo classico Umberto I di Palermo

Una didattica obbligata, questa, imposta da gravi ragioni sanitarie, che inevitabilmente porta con sé svantaggi, ma altresì enormi vantaggi, in un incitamento costante verso un impegno maggiore verso una Didattica realmente formativa per il Cittadino di Domani.

Ne è convinto Vito Lo Scrudato, dirigente scolastico del Liceo Classico Umberto I di Palermo, da tempo sostenitore dell’utilità di una Didattica a distanza, quale strumento dalle molteplici valenze educative, oltre che portatore di criticità da superare in ottica formativa.

Dirigente, può illustrarci limiti e opportunità della Dad per gli alunni?

“Siamo di fronte a un vero e proprio stato di necessità, quando ci riferiamo alla Dad. Ritengo insensato il paragone tra la Dad e la didattica in presenza, nella misura in cui la pandemia ci costringe a proteggerci e il contatto fisico, intrinseco alla didattica in presenza, sarebbe altamente pericoloso per la salute di tutti. Quando si dice che alla Dad manca l’elemento della relazione umana, della corporeità, senz’altro si ammette il vero, e io stesso opterei per un ritorno immediato alla didattica in presenza. Così facendo, però, si trascurano altri aspetti innovativi della Dad, come strumento di alto valore didattico, per un’attività formativa efficace, che permetta di acquisire nuovi strumenti e competenze, peraltro il paragone infelice non aiuta a sviluppare un’adeguata resilienza in stato pandemico”.

Entrando nello specifico delle opportunità offerte dalla Dad, può specificare le più salienti?

“Certamente i ragazzi acquisiscono abilità notevoli, in un vertiginoso aumento della competenze informatiche, come quelle di saper generare un link tramite Google Meet – continua Lo Scrudato – Ciò è molto utile come palestra per il lavoro futuro, quando ad esempio lavoreranno per un’azienda. Noi crediamo fortemente in questo: ecco perché il liceo Classico Umberto I, tra l’altro, ha inoltrato, come primo, la richiesta di fondi all’Assessorato Regionale per l’acquisto di tablet da donare agli alunni in difficoltà. Inoltre, e questo lo testimonio fortemente come evento occorso nel Liceo che dirigo, i ragazzi studiano di più, sia perché hanno più tempo dovuto alla permanenza in casa, sia perché, in alcuni casi, si sentono poco criticati dai compagni e sperimentano maggiore autonomia espressiva”.

Riguardo invece alle criticità cosa può riferirci?

“Tra le criticità più preoccupanti segnalo casi di ansia, depressione, disturbi dell’alimentazione e tendenze autolesionistiche, come alcuni docenti hanno rilevato nel nostro Istituto – sottolinea il Dirigente – Siamo allarmati perché il protrarsi dell’isolamento è foriero di danni già in atto allo sviluppo fisico degli alunni, dovuti all’abuso del pc, oltre che alla vita di relazione ed emotiva, soprattutto in adolescenza, dove il gruppo dei pari assume un ruolo determinante per l’identità personale”.

Riguardo ai docenti cosa può dirci del loro rapportarsi alla Dad e cosa può suggerire loro e alle famiglie?

“I nostri docenti stanno vivendo positivamente questa esperienza – conclude il Dirigente – poiché hanno avvertito l’obbligo di non lasciare soli gli alunni e di adottare un linguaggio il più possibile diretto, conciso e schematico, anche attraverso l’utilizzo di mappe concettuali. Certamente abbiamo dovuto predisporre uno specifico addestramento all’utilizzo delle piattaforme, con ore dedicate alla formazione dei docenti. Il consiglio è di continuare a utilizzare un linguaggio semplice, mentre alle famiglie corre l’obbligo di collaborare con l’Istituzione affinché si possano sentire marginalmente le criticità di una scelta obbligata, esaltandone i vantaggi”.

Angela Ganci

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